Meraviglie di un video invito alla lettura: un muro diventa una porta, aperta sulla cultura finalmente unificata
Oggi ti propongo il video di una campagna per la promozione della lettura, commissionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Guardalo, poi, approfitto dell'assist di Palazzo Chigi e ti invito alla lettura del suo testo:
"Per te un muro era solo un insieme di mattoni, poi in edicola hai letto che il muro è un fondamentale della pallavolo e che il crollo di un muro ha fatto finire una guerra fredda.
Incuriosito sei andato in libreria e hai letto di un muro che divide due amanti. Per saperne di più sei andato in biblioteca e hai letto di un aereo che rompe il muro del suono e di un muro lungo oltre ottomila chilometri. Vai oltre. Più leggi, più sai leggere la realtà."
Questa pubblicità sociale, diffusa sui canali televisivi nazionali, mi ha suggerito alcune considerazioni. Le sintetizzo in tre punti, che poi analizzerò in dettaglio:
non più mura ma accessi alla cultura (il muro come stimolo ed invito a superare l'ostacolo per giungere a livelli di conoscenza maggiori);
lettura e cervello, questione di circuiti (attivare, collegare e sviluppare i circuiti cerebrali con la lettura);
oltre le due culture (oltre il muro, per superare la frattura tra cultura umanistica e scientifica).
Giusto per rimanere in tema ne promuovo la lettura, anche perché farai una piacevole scoperta: si può cercare un muro e trovare una porta, aperta sulla cultura e la conoscenza.
1) Non più mura, ma accessi alla cultura
Intraprendenza e senso del movimento pervadono parole ed immagini del video. Per contrasto, il muro, statico insieme di mattoni con funzione di limite, barriera e protezione, è un elemento sfidante, un esplicito invito a superare l'ostacolo, ad andare oltre per conoscere ciò che esso esclude, nasconde, separa.
Come la siepe dell'Infinito di Leopardi, come le colonne d'Ercole dell'Ulisse dantesco, il muro è dunque lo stimolo di partenza, la porta per un viaggio verso la conoscenza, attraverso occasioni e luoghi di accesso alla cultura: edicole, librerie, biblioteche, seminari, conferenze.
Un percorso a tappe, dove la lettura, l'ascolto e l'apprendimento alimentano un circolo virtuoso di curiosità e ricerca di sapere, un flusso generoso di informazioni da e verso il nostro cervello.
2) Lettura e cervello, questione di circuiti
Dunque il vertice del vortice, ovvero il motore del circolo virtuoso, è il cervello umano, con la sua capacità di assorbire, elaborare e produrre immagini, colori, emozioni, dati, suoni, parole.
Lavorare in sinergia, fare sistema, mettere in rete.
Non sono ricette magiche dagli ingredienti sconosciuti, né sterili mantra dei politici nelle stagioni di caccia al voto.
È proprio la tua testa a funzionare così.
Al suo interno miliardi di cellule nervose: si attivano, collaborano e si collegano per formare reti e circuiti attraversati da informazioni; seguono schemi predefiniti e allestiscono nuovi tracciati.
L'intricato groviglio di ramificazioni e connessioni tra i neuroni (cellule cerebrali e, più in generale, del sistema nervoso) ricorda il cablaggio di un quadro elettrico, di un centralino telefonico o la circuiteria di un computer.
Una analogia interessante e didatticamente utile, ma agli oggetti realizzati dall'uomo manca la complessità e soprattutto la plasticità del cervello. Esso viene letteralmente messo in forma dalle esperienze, modificato dalle informazioni acquisite attraverso gli organi di senso (occhi, orecchie, naso, pelle, lingua).
I circuiti neuronali vengono cioè costruiti, collegati ed eccitati dagli stimoli sensoriali, di cui diventano il supporto fisico di memorizzazione.
Hai dunque la possibilità di modellare, accrescere e trasformare il tuo cervello. Puoi migliorarne le capacità di: imparare, agire, ricordare e far adattare il tuo corpo all'ambiente.
Come?
Semplicemente usa la testa, e la lettura è un efficace strumento per farlo.
Le più recenti ricerche ed esperimenti dei neuroscienziati hanno evidenziato come leggere o ascoltare con attenzione la descrizione di un'azione, di un paesaggio, di un esperimento scientifico, possa produrre nuovi percorsi neurali tra le stesse aree cerebrali coinvolte nell'esperienza reale.
In altre parole, per il cervello immaginare di fare qualcosa equivale a farla davvero. Ne rimane una traccia, una memoria impressa nei suoi circuiti, che verrà richiamata, utilizzata con vantaggio e rinforzata al momento di vivere concretamente quanto appreso dai libri.
Dunque, una conferma dello slogan conclusivo dello spot tv da cui sono partito: "Vai oltre. Più leggi, più sai leggere la realtà".
3) Oltre le due culture
L'ultima considerazione è sulla visione unificata e unificante della cultura, offerta dalla campagna istituzionale di promozione della lettura.
Anche in questo caso, io ho letto nel video-spot l'invito esplicito ad andare oltre: oltre le due culture.
Lo stesso invito e la stessa espressione emersero per la prima volta alla fine degli anni '50, quando Sir Charles Percy Snow, scienziato e scrittore inglese, tenne una conferenza all'Università di Cambridge su "Le due culture", che diventò un libro dall'omonimo titolo, in cui denunciava la frattura, e definiva appunto il dualismo, tra la cultura umanistica e quella scientifico-tecnologica.
Snow sostenne con forza l'idea di superare quanto egli considerava un male per il progresso della società del tempo: la divisione e la scarsità di comunicazione tra scienziati e umanisti.
Ancora oggi c'è il muro contro muro (riecco il muro, ma non eravamo già oltre?): la separazione tra "le due culture" non è risolta.
A mio avviso non ci sono due culture o la superiorità dell'una sull'altra, ma un sapere unico, risultato dello sforzo comune dell'umanità nel trovare soluzioni e risposte ai problemi e alle domande sulla sua esistenza, evoluzione e sopravvivenza.
Non c'è riuscito Snow a sanare la frattura tra mondo umanistico e mondo scientifico, non ci riuscirà lo spot televisivo riproposto, ma almeno il messaggio unificante emerge forte e chiaro: un muro non è solo un insieme di mattoni, bisogna andare oltre per scoprire muri interdisciplinari, scientifici-umanistici, nelle pagine di storia (il crollo di un muro ha fatto finire una guerra fredda), nei libri di fisica (un aereo che rompe il muro del suono), nei classici della letteratura antica (un muro che divide due amanti) e nelle più spettacolari opere d'ingegneria (un muro lungo oltre ottomila chilometri).
Il mio viaggio è concluso ed è stato lungo, ben oltre le aspettative, soprattutto se penso che c'era un muro alla partenza!
Ho toccato molti temi, magari troverò tempo di approfondirli in futuri articoli. E tu? Hai trovato qualche spunto interessante?
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi della lettura e dei mondi che dischiude.
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