I problemi dello smart working non programmato - Parte 1: La sedia
Ora, se la vostra azienda è un’azienda seria a una certa, dopo avervi assunti, vi ha mandato a un corso di sicurezza serio. Notate che ho scritto due volte “serio”.
In questo corso di sicurezza vi avranno finalmente spiegato che le sedie da ufficio devono:
- essere ergonomiche - essere adattabili in altezza, inclinazione schienale e regolazione lombare - avere i braccioli - avere non meno di 4 bracci per le ruote
Tanta gente si lamenta delle sedie con le ruote, non io, sempre piaciuto come posso aggiustare la mia posizione con poca fatica; molta altra dei braccioli, non io, che amo appoggiarci i gomiti.
Indovinate un po? Servono esattamente a quello, ma sono le ruote la parte fondamentale, perché non solo non ti fanno fare fatica per i piccoli spostamenti alla scrivania, ma scaricano tutta l’energia dei vostri micromovimenti sulle ruote invece che sul vostro povero bacino e lombare (nel caso la voce non vi sia arrivata, ci siamo evoluti camminando, non stando seduti 8 ore al giorno minimo). Senza che ce ne accorgiamo quelle 4-5-6 ruote ci salvano ogni giorno da problemi piuttosto bruttini alla schiena (e se dopo quasi 6 settimane di smart working vi si è appena accesa la lampadina sul perché ora che state sulla sedia della cucina vi fa male tutto, congratulazioni, è per quello).
Voi direte: “Beh Heresiae, cazzo ci vuole, comprane una, magari dall’Ikea che non spendi dai 120 euri in su”.
Sì, c’avete ragione voi, ma sapete, io c’ho un piccolo problema con le sedie da ufficio, lo stesso che ho sui treni.
Le genti sono tante, milioni di milioni e, purtroppo, la conformazione fisica media non è la mia. Cosa significa? Che il dannato sedile è sempre più lungo delle mie gambe per me è impossibile tenere la postura consigliata (ginocchia piegate perpendicolari al pavimento e piedi ben appoggiati), perché avrei bisogno di un sedile non più lungo di 40cm (qualcuno mi chiama nana, ma in realtà penso che 164.5 cm sia un’altezza più che rispettabile ù.ù). È chiaro che gli uffici non comprano sedie di varie misure come farebbero per le divise, ma uno stock uguale che possa andare bene per tutti (andate a dirlo al nostro collega di quasi due metri che ha un rialzo di qualcosa come 50 cm sotto l’iMac e si è dovuto far togliere i braccioli perché alza così tanto la sedia che vanno a sbattere contro il tavolo).
“Ma usare un poggiapiedi?”
Si, ce l’ho al lavoro. Mi viene più comodo appoggiarci i piedi per lungo incrociati che come dovrei (oh, ho pur sempre una scogliosi, quel sta comodo a me non è la norma).
“E vabeh, ci sarà una sedia piccola”.
Sì, bellissima. A 204 euri.
Forse mi tengo il mal di schiena.












