Evidenziando le considerazioni emerse durante la prima vera presentazione delle nostre idee, il lavoro della settimana è stato incentrato sull’analisi delle criticità legate ai nostri potenziali prodotti, nonchè sulla ricerca di materiale utile relativo a tecnologie simili.
Abbiamo ritenuto opportuno valutare la fattibilità economico-commerciale relativa allo sviluppo di una tecnologia di soppalchi prefabbricati ed il possibile mercato di riferimento: le prescrizioni fornite dal D.M. 05/07/75, riguardanti l’altezza netta interna minima in presenza di soppalchi (2,10 m per ciascuno dei livelli coinvolti nell’intervento), rappresentano un vincolo non indifferente. Analizzando, quindi, le principali fonti statistiche nazionali è stato possibile effettuare delle ipotesi/considerazioni, al fine di stabilire in modo approssimativo la percentuale di immobili compatibili con tale soluzione e, di conseguenza, stimare un numero di potenziali clienti.
Il risultato, pur non essendo ecclatante, può far ben sperare: è vero, il mercato di riferimento appare mediamente ristretto, ma siamo fiduciosi!
La nostra idea è quella di riuscire a realizzare un componente modulare, leggero, personalizzabile e facile da montare in modo da poter essere utilizzato nella creazione di soppalchi o di solai, in edifici esistenti o nuovi, senza sovraccaricare la struttura.La modularità è garantita dalla forma stessa del componente: rettangolare, con differenti misure standard. La leggerezza è data dai materiali presumibilmente impiegati quali acciaio, legno o vetroresina. La facilità di montaggio è garantita dal sistema di collegamento di ogni modulo: dei fori posizionati ad hoc garantiscono, infatti, un facile accostamento tra i moduli (anche di dimensioni differenti) ed una veloce e precisa messa in opera per mezzo di bulloni. La personalizzabilità è un plus del nostro prodotto; l’idea è di poter integrare le più svariate finiture, tra le quali anche dei pannelli oled, in modo da riuscire a garantire un’adeguata illuminazione per gli ambienti più bui senza ricorrere all’ausilio di lampade.
La facciata intelligente consiste in una tecnologia volta ad ottimizzare le prestazioni in funzione delle condizioni esterne, con lo scopo di migliorare la qualità energetica e luminosa dell’edificio.
Il primo dei sistemi da noi ipotizzato è costituito da vetri fotocromici che, in presenza di radiazione solare, sono in grado di mutare le proprie caratteristiche illuminotecniche (assorbimento, riflessione e trasmissione), con lo stesso principio delle lenti colorate di alcuni occhiali da sole. Poiché gli obiettivi prefissati riguardano anche l’estetica, è stato pensato di integrare in facciata un sistema a led in grado di alterarne l’aspetto esteriore durante le ore notturne e di cielo coperto: i dispositivi che lo compongono possono essere assemblati secondo varie forme e colorazioni, in modo da estendere il grado di personalizzazione disponibile.
Una seconda configurazione è stata individuata accoppiando, in un unico componente, i benefici di un vetrocamera reso fotovoltaico dall’inserimento nell’intercapedine di un gel a base di silicio, insieme a dei pannelli oled trasparenti: il fatto che, diversamente dalle soluzioni esistenti, la luce naturale possa riuscire a penetrare all’interno dell’edificio, rende questo sistema particolarmente interessante. Purtroppo le difficoltà produttive nella realizzazione di grandi pannelli oled, accompagnate ad alti costi di produzione, relegano di fatto questo progetto ad un ambito di ricerca che difficilmente potrà avere un riscontro commerciale, almeno nel breve termine.
Oltre a ciò abbiamo teorizzato dei veri e propri sistemi schermanti, quali:
#1 pannelli frangisole motorizzati, che combinano sempre l’idea del fotovoltaico con quella dell’illuminazione attiva, anche mediante lo sfruttamento di nuovi processi produttivi che prevedono la “stampa” di led su strati conduttivi
# 2 nastri di elastomeri dielettrici, all’interno della cavità di una facciata a doppia pelle, coperti da uno strato di elettrodi argentati in grado di riflettere la luce e di distribuire la carica elettrica attraverso il materiale, causandone la deformazione. Ciò può essere sfruttato ad esempio per controllare la temperatura all’interno dell’edificio, impiegando degli attuatori che, a seconda della radiazione solare entrante, consentono l’espansione dei polimeri e dunque rendono opaca la superficie
#3 teloni infranti da tagli a la Fontana, composti da materiali smart che cambiano forma a seconda delle condizioni esterne, che provocano la formazione di aperture e permettono quindi la regolazione della luce diurna
Parallelamente abbiamo iniziato una ricerca per capire qualcosa in più riguardo a questi materiali innovativi: sono veri e propri materiali o sono rivestimenti? Ed in questo caso su che tipo di supporto possono essere applicati? Nel campo dei rivestimenti opachi emergono due aziende internazionali che lavorano con materiali a memoria di forma, i quali mantengono la propria conformazione a freddo, assumendone una diversa in presenza di determinate temperature. Per quanto riguarda i coating applicabili a vari tipi di supporti (vetro, polimero, tessuto) spiccano particolari verniciature liquide in grado di conferire diversi tipi di rivestimento, tra cui quello fotocromico, termocromico o fotoriflettente. Analogamente, mediante tecnologie sol gel, è possibile realizzare coating fotocromici, elettrocromici e termocromici per lenti e vetri: tale soluzione permette la fabbricazione di materiali, tipicamente ceramici e ibridi, a partire da precursori in fase liquida. Infine, una vasta gamma di prodotti fotocromici e termocromici sono stati introdotti sul mercato: questi utilizzano inchiostri a cristalli liquidi per rivestire le superfici, i quali rispondono molto velocemente alla variazione di temperatura cambiando il loro colore.
Le informazioni e le tecnologie a disposizione sono svariate, tutte molto sofisticate ed interessanti: ora sta a noi riuscire a combinarle e/o sfruttarle al meglio.