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KILL LA KILL cosplay
Cosplayer: Mèo Poka
Character: Satsuki Kiryuin
Photo by Soup Studio
LOVE LIVE cosplay
Cosplayer: Rui Yujin
Character: Eli Ayase
Photo by Soup Studio
LOVE LIVE cosplay
Cosplayer: Hitorine Rei
Character: Rin Hoshizora
Photo by Soup Studio
LOVE LIVE cosplay
Cosplayer: Shuu Kazuna
Character: Honoka Kousaka
Photo by Soup Studio
Soup Studio: Handmade with Fun
Quattro ragazzacci terribili prestati al design: Martino Cabassi, Davide Magni, Carlo Tartaglia e Davide ‘Frenk’ Valtorta creano il Soup Studio a Milano nel 2007 al grido di hand-made with fun (fatto a mano con divertimento). L’approccio ludico e irriverente è l’elemento che fa da fil rouge tra tutti i lavori che spaziano tra design, arte, grafica e comunicazione digitale.
Abbiamo incontrati i ragazzi di Soup Studio qualche settimana fa in Fiera a Milano e questa è la chiacchierata che abbiamo fatto
Come nasce Soup Studio?
Eravamo compagni di studi alla Naba di Milano. Ci siamo conosciuti durante un lavoro per conto della Maimeri (storica azienda italiana di prodotti per il disegno, ndr) , ci siamo trovati bene e da lì abbiamo pensato all’impresa folle di buttarci in quest’avventura. Futurarium, un’associazione all’interno della Naba che ha il compito di mettere gli studenti in contatto con le aziende, e il suo presidente Alessandro Guerriero, ci hanno dato il la, incoraggiandoci e passandoci i primi lavori.
Cosa apporta al progetto ciascuno di voi quattro?
L’idea creativa può partire da chiunque di noi per poi essere arricchita dagli altri oppure ci si muove da un’idea comune che ciascuno di noi sviluppa in base alle diverse competenze. Io (Davide, ndr) ad esempio mi occupo di illustrazione, Martino e Carlo fanno grafica, impaginazione, web e fotografia mentre Frenk è il venditore.
Come nascono i vostri prodotti e come avviene la produzione?
Siccome siamo delle buone forchette e ci piace il buon cibo, spesso le idee nascono seduti a un tavolo davanti a un bicchiere di vino. Avviene in modo molto spontaneo: da una discussione, uno scherzo, un gesto o una battuta…
La nostra è una produzione artigianale/industriale. Ci rivolgiamo al falegname, o a chi lavora la plastica, e auto-produciamo delle piccole serie che vendiamo nel nostro e-shop.
Il mondo del design sta cambiando molto in questi anni. Cosa ne pensate?
Fare design come ce l’hanno insegnato non funziona più. È finito il tempo in cui il designer proponeva l’idea a un’azienda che gli comprava il progetto o gli pagava le royalties sul venduto. Ora bisogna inventarsi, trovare nuovi canali, fare networking.
Come descrivereste il vostro stile in poche parole?
Ci contraddistingue lo spirito irriverente. Ci divertiamo lavorando e questo si ripercuote nei nostri oggetti che sono simpatici ma, al tempo stesso, ben progettati, ben pensati e ben costruiti. Cerchiamo di essere professionali senza prenderci troppo sul serio.
Oggi su Lovli presentiamo la tazza Sisifo. Ci raccontate la sua storia?
È ispirata al mito greco di Sisifo che, per aver sfidato gli dei, era stato condannato a far rotolare per l’eternità un macigno su per la cima di una montagna. Nel nostro caso, la condanna dell’omino stilizzato del manico è reggere la tazza, che è un po’ inclinata come fosse in salita. Questo lato divertente ne nasconde uno più pratico: la tazza è estremamente ergonomica con la testa che fa da “grip” favorendo un'impugnatura salda, adatta a mani di diverse misure... non fanno fatica a reggerla nemmeno i bambini.
L'abbiamo vista dappertutto sui social network. Come è successo?
Cerchiamo sempre il contatto con i blogger internazionali per far girare i nostri prodotti e capire se piacciono e se sono vendibili. Il passaparola telematico è sempre un buon test.
Qual è per voi l’oggetto di design perfetto?
La chiave a pappagallo, perché è funzione ed ergonomia pura. E, in generale, tutti quegli oggetti che nel tempo hanno mantenuto la forma originaria come la forchetta, o la forbice… dai, l'inventore della forbice era un figo!
Un film, un libro e un brano musicale che tutti dovrebbero conoscere:
Film: "My Name is Sam" dove Sean Penn fa un'interpretazione allucinante e "Lola Corre" di Tom Tykwer
Libro: "L’elmo di Don Chisciotte. Contro la mitologia della creatività" di Stefano Bartezzaghi. L’ho trovato divertente e un po’ folle. Nel campo del design, invece, resta sempre attuale "Da cosa nasce cosa" di Munari.
Canzone: "Linoleum" dei NOFX, il gruppo che amavo di più da ragazzo.
Lovli è il sito di e-commerce per tutti quelli cresciuti a “pasta&design”. Quali sono il vostro piatto e il vostro designer preferiti?
Di piatti ce ne sono tanti. Qui in fiera, per esempio, fanno delle bombette pugliesi eccezionali: involtini di formaggio, carne, pancetta arrotolata da fare alla griglia e servire con una bella fetta di pane pugliese. Tra i designer ci sono Karim Rashid e, naturalmente, Alessandro Guerriero, che per noi è stato un mentore.
Su Lovli presentiamo la tazza Sisifo, già cliccatissima su tutti i social network, Umberto e Luisa, la coppia irriverente di appendiabiti rock’n’roll, e i quaderni Per l’appunto, pezzi unici che i ragazzi del Soup Studio confezionano con diversi tipi di carta riciclata.