Spaghetti Jensen: Modena – Nashville andata e ritorno Tornano gli Spaghetti Jensen con un nuovo imperdibile disco che troveremo negli store digitali e su tutte le piattaforme a partire dal…

seen from Germany

seen from United States
seen from South Korea

seen from Ukraine
seen from Yemen

seen from United States

seen from Malaysia
seen from Italy

seen from United Arab Emirates
seen from Singapore
seen from Russia
seen from Singapore

seen from United States

seen from Italy
seen from Australia

seen from Malaysia

seen from Sweden

seen from Mexico

seen from Italy

seen from Poland
Spaghetti Jensen: Modena – Nashville andata e ritorno Tornano gli Spaghetti Jensen con un nuovo imperdibile disco che troveremo negli store digitali e su tutte le piattaforme a partire dal…
Spaghetti Jensen - Fast Cars And Guitars
Pur nella sua brevità salutiamo con profondo apprezzamento il secondo disco degli Spaghetti Jensen, band emiliana che aveva debuttato lo scorso anno con il pregevole “You Can Do It”, interamente originale nelle composizioni e interpretato con una grande verve e perizia strumentale. La loro country music li avvicina da una parte ai Ranch di Keith Urban o ad alcune cose di Brad Paisley, dall’altra al roots rock tra Texas ed Oklahoma in un insieme piacevolissimo e scorrevole. Roberto Bonfatti e soci sono ulteriormente cresciuti in quello che a mio parere è un percorso azzeccato, cioè quello di prediligere (almeno su disco) brani propri senza affidarsi a covers che molto spesso possono risultare ‘scomode’ nei paragoni. In questo senso importante è stato il contributo di una buona penna nashvilliana come Lonnie Ratliff che ha co-scritto sei delle sette canzoni che compongono “Fast Cars And Guitars”. Vocalmente poi sono stati fatti nuovi passi avanti in quello che, sempre a mio parere, è un punto debole di molte band nostrane che si cimentano in una lingua non ‘nostra’, con una maggiore consapevolezza e sicurezza. Tecnicamente siamo a livelli più che buoni con le chitarre del leader e di Dario Benazzi che risultano sempre solide ed ispirate e una sezione ritmica compatta che vede Paolo Chiossi al basso e Alberto La Monica alla batteria. Tra le mie preferite c’è l’acustica “The Fight In The Day”, “A Night Like This” con il suo intro quasi ‘morriconiano’, l’iniziale “The Blues Ain’t New” e “That’s Why They Call It Work” ma credo sia giusto rimarcare l’importanza di prodotti come questo, frutto di passione e partecipazione. www.spaghettijensen.com. Remo Ricaldone