La carica narcissica
‘’Quando cominciamo a nutrire alte idee di noi stessi occorrerebbe tenere in onesta avvertenza lo sfottò bisbetico che Gadda in molte sue opere fa della cosiddetta “carica narcissica”, o narcisistica. Certo Gadda aveva davanti a sé attivo e operante Gabriele d’Annunzio. Ma oggi siamo sicuri che il tipo umano dannunziano, così arci-italiano in fondo, sia del tutto scomparso? Guardatevi un po' in giro.
Probabilmente è vero che se non avessimo un’alta idea di noi stessi non traguarderemmo mete superlative nella vita. Tutto ciò viene detto autostima. Altra cosa è - anche se appare obiettivamente difficile sceverare autostima da narcisismo -, la carica narcissica, quel mettere l’io, l’io, l’io (“il più lurido dei pronomi” ancora secondo l’Ingegnere della "Cognizione del dolore") davanti a tutto.
Scriveva Gadda ne “I viaggi la morte”:
«Tutti noi ci studiamo valutare, sopravvalutare, la nostra condizione, il nostro essere. Sono domenicano? Ah i domenicani! Sono siciliano? Ah i siciliani! Sono ortolano? Ah gli ortolani! ».
E aggiungeva: «In alcuni casi follia narcissica e sindrome dissociativa coesistono e si contemperano in una bischeraggine indecifrabile»
Alfio Squillaci










