il genio ed il suo compare. Tra le coppie più comiche del cinema di tutti i tempi, la loro comicità è capace di catturare sorrisi ancora oggi, a distanza di oltre ottant’anni dal loro esordio. Stanlio e Ollio sono tra i principali interpreti di un cinema composto di sostanza, di battute brillanti, dialoghi studiati, dalla passione che andava oltre il vile denaro e le dinamiche legate all’indotto finanziario.
Amici inseparabili sullo schermo, sono stati capaci di oltrepassare i confini nazionali e l’oceano, ottenendo un ampio successo di pubblico in quell’Europa così lontana dalla loro conosciuta America. Nel biopic diretto dallo scozzese John Baird è palese quel mood squisitamente british che un cinefilo facilmente può riconoscere. Sto parlando di una narrazione calma, posata, attenta e rispettosa. Tutto il bon ton e l’educazione che si è soliti considerare come stereotipo britannico si riflette nelle scelte registiche di questo film assolutamente ben fatto. Scritto da Jeff Pope, già considerato una grande scoperta dopo Philomena, è riuscito ad utilizzare il grande potere della commedia in momenti di alta attenzione e carica drammatica, smorzando toni che altrimenti avrebbero reso più lenta e “pesante” la visione.
Assolutamente sorprendente lo Stanlio di Steve Coogan! Un uomo serio, ponderato, il vero genio creativo della coppia, totalmente innamorato del duo comico al punto da non poter scindere l’uomo dalla maschera. Stan è Stanlio, affida tutto il suo brillante ingegno e la sua vita a scrivere per il duo sceneggiature esilaranti, anche dopo il termine della loro attività. E’ come un padre amorevole incapace di interrompere il flusso di amore che nutre per il figlio. Sorvola gli screzi, le difficoltà economiche, i tentativi esterni e preserva ciò che rappresentano Stanlio ed Ollio sullo schermo e quanto possono dare al grande pubblico.
Nessuna gif di John C. Reilly purtroppo, ma il suo Ollio è una persona profondamente buona, incapace di far valere i propri diritti o di lamentarsi. Per il suo eccesso di bontà ha messo a rischio il rapporto con Stan, il lavoro ha incrinato l’amicizia di una vita, la più solida e l’unico pilastro intorno ad un intreccio di relazioni temporanee.
Entrambi somiglianti ai corrispettivi reali quanto basta da richiamare gli sketch originali. Potrei, nel tentativo di ricercare il cosìddetto “pelo nell’uovo”, criticare qualche imperfezione cronologica in alcune battute, ma nel complesso il film è un piacevole spettacolo, dalla giusta lunghezza, ricco di sorrisi e nostalgia. Un cinema che si racconta e che inizia con l’audace scelta di un piano sequenza in cui lo spettatore accompagna i personaggi per gli studi hollywoodiani degli anni 30, ascolta nel prologo dei due protagonisti, una condizione di vita calata nel presente narrato, con arguzia di battute e frecciatine.
Vorrei riguardare il film per poter cogliere altri dettagli ed apprezzare la ricostruzione storica. Vorrei notare gli stacchi di montaggio - suppongo ci siano, ma non ho certezza - di quell’iniziale sequenza continua meravigliosa. E’ già nella lista dei prossimi rewatch e non vedo l’ora sia possibile.