Addio, Buon Senso.
Uzoma è un ragazzo nigeriano di 20 anni. Gli do un nome di fantasia, dato che le mie amicizie vengono sindacate da una prefettura degna di un romanzo distopico.
Uzoma faceva parte di un progetto di accoglienza di una cooperativa locale. Studiava, quel poco che riusciva: è arrivato analfabeta e l’urgenza di sopravvivere mal si concilia con le coniugazioni dei verbi italiani. Aveva un permesso di soggiorno e pensava di poter trovare un salario qualunque.
L’ho conosciuto quando mi ha chiesto una moneta per strada. Parla un “brokin english” di cui capisco ben poco, ma siamo diventati amici.
La barriera linguistica gli ha precluso la possibilità di lavorare. Lo Stato Italiano e i gli scherani che lo rappresentano gli hanno tolto la dignità di Essere Umano; gli hanno tolto il tetto, la scuola, i documenti. Dorme qua e là, finché non lo cacciano. Mangia quello che la carità popolare gli concede, ma è denutrito e credo che avrebbe bisogno di cure mediche.
Un paio di settimane fa mi ha detto che non ce la fa più, non riesce più a trascinare la propria esistenza in questo inferno. Per capire meglio, ho provato a fargli scrivere quello che voleva dirmi. Conservo il testo: “i thissady to go barke to nigeria becuase i am so forssrathe in urope i suffare in urope hele i want go bake to affrican to stath another life”.
Vuole andarsene. Vuole tornare a casa.
L’Italia è una tale merda che fa schifo perfino ai più derelitti del mondo. Salvini ha risolto il problema della migrazione rendendo l’Italia un posto marcio e disgustoso. In tal modo i migranti se ne andranno altrove perché in Italia l’umanità sta scomparendo, gli Italiani stanno diventando un popolo schifoso e indecente. Sono sempre meno quelli che fanno qualcosa per mantenere viva la scintilla della solidarietà e sono sempre di più gli animali ottusi che si voltolano nel letame degli slogan arroganti, prepotenti, egoisti e disumani. La maggioranza degli Italiani si ingozza della propria ignoranza ed è entusiasta di farsi comandare da quelli che usano la miseria materiale e mentale del “ dio Popolo” per aizzarlo e mettere la medio-bassa borghesia, ormai agonizzante, contro i più poveri. Nessuno si accorge che gli oligarchi, le vere élites, sono sempre gli stessi. Nessuno si avvede che il toro attacca uno straccio, non il suo carnefice.
Uzoma spera di riuscire ad avere dall’ambasciata un passaporto e con quello spera di avere diritto ad un volo gratuito di rientro in Nigeria. Vuole riaprire la piccola attività commerciale che aveva a Lagos, quell’attività che ha venduto per pagarsi il sogno di vivere decentemente in Italia. Spera ancora in una vita migliore, ma in uno Stato migliore di questa Italia infame.
L’Italia lo ha respinto e calpestato. Grazie salvini! Tu sì che hai difeso il sacro suolo della Patria dal nemico invasore! Goditi pure i soldi che la Lega Nord ha rubato agli Italiani e il potere che ne trai: gli Italiani stolidi godono insieme a te!
Uzoma se ne andrà. Con lui se ne andranno le mie ultime speranze che l’Italia possa essere una Nazione di cui non ci si debba vergognare.
“Uzoma” è un nome proprio sia maschile che femminile abbastanza diffuso tra i Nigeriani di lingua Igbo: significa “buon senso”.
Addio Uzoma, dimenticati di noi.
Addio Buon Senso!









