Gustave Caillebotte
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Gustave Caillebotte
5000 anni di storia dell’uomo in una foto:
Benvenuti a REGGIO EMILIA!
Venite in una delle città più “vivibili” d’Italia! Venite a godere della fragranza diffusa di vomito e piscio nel centro storico. Alla guida dell’amministrazione comunale non ci sono i fratelli del fascio o quelli dell’”Alternative für Salvini”, ma c’è l’inossidabile sinistra affarista emiliana, gli alfieri della più cupa borghesia pseudo-socialista ben installata negli snodi finanziari che contano. Per “rivitalizzare” la città si incentiva la movida del weekend, si prostituisce il suolo pubblico (ormai appannaggio esclusivo delle spritzerie per teenagers quarantenni alcolizzati - nel vuoto desertico di altre attività commerciali) e si organizzano in centro patetici mercatini e concerti con sound system da stadio. Dopo una notte di frastuono assordante fino alle 2:00, potrete dalle 4:30 in poi farvi cullare dall’odioso baccano dei mezzi per lo svuotamento di cassonetti e raccoglitori di vetro/ carta/ plastica/ misto mare. Ogni mezzo per la raccolta della “merda di movida” è dotato di un'adorabile trombetta con cui segnalare la retromarcia. Seguono gli spazzoloni da strada con vibrazioni che vi faranno saltare sul letto (ammesso che abbiate caparbiamente voluto rimanerci) e che arrivano a 142,2 decibelSPL, ovvero il Guinness Record per il rumore in uno stadio. Infine passeranno i camioncini con motore a gasolio putrido per farvi apprezzare il rombo di un compressore necessario a sparare disinfettante direttamente sotto la soglia del portone di casa vostra allagandovi l’ingresso (peraltro già allagato di piscio). Se non vi basta, verso le 7:30 arriva l’esercito di persone assunte nelle liste di collocamento mirato che imbracciano un motore a scoppio tipo “scooter truccato senza marmitta”, volgarmente detto soffione, e soffiano la monnezza al centro della strada per facilitare il compito ai fragorosi spazzoloni che tornano a darvi il colpo di grazia.
Il piacere di abitare nella città di Reggio Emilia non si limita a questo. Se siete così sfigati da voler lavorare anche il sabato, gusterete la gioia di non poter rientrare a casa vostra nel pomeriggio/sera perché ogni via di accesso al centro viene chiusa da transenne, divieti e serpentoni di “gente vitalizzante”. Potrete anche farvi due risate telefonando al Comando di Polizia Municipale chiedendo come cazzo fare per rientrare a casa vostra.
Ad ogni modo, in poche ore (quelle che uno penserebbe ingenuamente di poter dedicare al sonno) la città verrà ripulita alla perfezione. Tanto le pulizie le pagate voi! Non gli animali da movida che vengono da tutta la provincia e dalle città vicine! La marea di animali porta soldi alle spritzerie ( che conservano il diritto acquisito all’epoca covid di occupare i parcheggi del centro con le loro distese di tavoli) e di conseguenza ne beneficiano le casse comunali senza intaccare il consenso elettorale: ormai i residenti del centro sono così rarefatti che non hanno più alcun peso elettorale e li si può angariare a piacimento.
Quando tutto è ripulito, si possono incontrare sparuti turisti e visitatori ammirati della qualità (apparente) di vita: sono il pubblico diurno degli eventi culturali cittadini, nonché le delegazioni che vengono a pascersi del Reggio Children Approach, ma che ignorano il Reggio Resident’s Distress. Il loro entusiasmo è tutto ciò che poi traspare sui media che descrivono Reggio Emilia come una città di grande civismo e a misura d’Uomo (e Donna, usando il political correctness che trasuda da ogni discorso pubblico).
Io dico grazie all'Egregio Signor Sindaco e alla Giunta dei Professionisti della Gestione Pubblica, perché mi hanno insegnato quanto sia stupido provare attaccamento alla propria città e quanto invece si debba accogliere l’impermanenza insegnata dal Buddha. Penso però che, quando - fra qualche secolo - si arriverà a capire il danno provocato dall'inquinamento acustico, loro saranno giudicati come sovvertitori dell’igiene mentale collettiva ed esempio di inciviltà.
La mia unica preghiera è di azzittire quelle anime candide che continuano a meravigliarsi per il mistero inspiegabile dello svuotamento di un centro città: spariscono esercizi commerciali, le case vuote sono migliaia ma solo poche vengono affittate, e quelle poche solo per affitti brevi turistici o studenteschi. Abbiate almeno il pudore di non fingere di ignorare il perché. Welcome to Meraviglia.
Unknown, Belt mask ca 1520 (Blier) Nigeria Ivory, metal Iron 24,5x12,5x6 Indigenous Group Benin-Edo Frobenius (Leo), "Kulturgeschichte Afrikas", Zürich: Phaidon Verlag, 1933:539, #79 Roy (Claude), "Arts Sauvages", Paris: Robert Delpire, 1957:63
From the book Cut these words into my stone: ancient Greek epitaphs (Wolfe, Michael)
In the waning days of the Spanish Civil War, an unknown militiaman discovered a Nationalist prisoner who had fled a firing squad and taken refuge in the forest. But instead of killing him, the soldier simply turned and walked away. The prisoner, Rafael Sánchez Mazas—writer, fascist, and founder of the Spanish Falange—went on to become a national hero and ultimately a minister in Franco’s first government. The soldier disappeared into history. Sixty years later, Javier Cercas—or at least, a character who shares his name—sifts through the evidence to establish what really happened that day. Who was the soldier? Why didn’t he shoot? And who was the true hero in the story? Every answer yields another question in this powerful and elegantly constructed novel about truth, memory, and war. [Penguin Books]
The gorgeous Bird Mosaic from the so-called House of the Birds in Italica, Spain, features 35 different species of birds.
Stachyurus
the only genus in the flowering plant family Stachyuraceae, native to the Himalayas and eastern Asia. They are deciduous shrubs or small trees with pendent racemes of 4-petalled flowers which appear on the bare branches before the leaves.
1.6" Polished Fossil Nautilus (Cymatoceras) - Unusual Black Color
Mayflower Coffee Shop, Times Square, 1945.
Look magazine via Historic NYC (Jeff Davies), Facebook
Intel 4004, the first Intel CPU, 1971
The young Fidel Castro you might not have seen before
Gaza
«Illustre signor presidente, con questa lettera le invio le mie formali dimissioni da membro della Medieval Academy of America (…). Le mie convinzioni politiche e la mia stessa coscienza mi impediscono di continuare ad avere una qualsiasi forma di rapporto con l’America ufficiale. Oggi, agli occhi dei miei compagni di lotta e della stessa opinione pubblica borghese di ogni Paese d’Europa e del mondo, gli Usa, il loro presidente, la loro classe dominante appaiono come la vivente reincarnazione della Germania fascista, del suo feroce capo, della crudele e assurda gerarchia nazista. (…) Oggi è giusto troncare ogni rapporto con gli Usa che, nell’uso spietato della forza, nel massacro generalizzato di un popolo, identificano i propri principi e regole di comportamento». In piena guerra degli Stati Uniti (presidenza Nixon) contro il Vietnam, Armando Petrucci scrisse e inviò questa nobile e lucida lettera, apparsa sul «manifesto» del 22 dicembre 1972 e su «Belfagor» nel fascicolo di gennaio del 1973. Era Armando Petrucci, scomparso il 24 aprile a Pisa all’età di 86 anni, non soltanto uno dei maggiori storici della civiltà scrittoria, ma anche una coscienza civile di rara coerenza. [...]
Dall'articolo che Luciano Canfora scrisse sul Corriere della Sera nell'aprile 2018 quando scomparve Armando Petrucci.
Mi chiedo quale progresso dal 1972 abbiano fatto l'Umanità, l'America, i politici e gli intellettuali italiani ... Che sconforto.
Come la Cina ha tradito l'India - Sarah Paine
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