La strage di Melilla (37 morti ammazzati nella calca a seguito di un brutale intervento della polizia marocchina mentre cercavano di entrare nell’enclave spagnolo) è figlia di un patto scellerato tra il Marocco e la Spagna.
“Io riconosco la tua sovranità sul Sahara Occidentale e tu, Marocco caro, fai pulizia etnica alle frontiere e non ci fai entrare altri neri a Melilla, che è territorio spagnolo…. Eccheccacchio, ‘o vonne capì che chesta è Europa e nun è Africa!?”
Un po’ come la Svezia e la Finlandia che si impegnano a mandare in Turchia un bel gruppetto di attivisti curdi, affinché Erdogan tolga il veto alla loro entrata nell’alleanza atlantica.
“‘A Turchi’, tu lasciaci entrare nella NATO senza fare questioni; po’, che vuo’?, ‘e curde?, ‘e terroriste? …Pigliatelle e fanne chello che vuo’, indifferentemente.“
Si fa mercato dei corpi altrui, delle altrui vite. Scambi internazionali che impongono le loro scelte a popoli terzi. Uomini ridotti a pedine di uno scacchiere perverso.
Altri si lasciano morire nelle acque del Mediterraneo o asfissiati nei tir.
Un modo per regolare i flussi migratori sulla pelle di chi cerca fortuna o vuole allontanarsi dalla fame, dalla guerra e dall’oppressione.
Gli effetti collaterali della ragion di Stato. Piccoli sacrifici umani sull’altare dell’interesse e del profitto.
Stragi, scambi e stermini collaterali