Eccoci ad augurarvi un fine settimana felice e sereno, con l’anima calda come le acque di cui parliamo oggi: quelle termali dei Campi Flegrei, l’oro nascosto di una terra incantata.
LE ACQUE TERMALI, L’ORO DEI CAMPI FLEGREI
Dalle viscere infuocate del sottosuolo partenopeo, da crateri e soffioni, da colline che ribollono e laghi nati dal fuoco, emergono acque che curano, che raccontano, che incantano. Lì dove la terra respira, sospira e trema, nascono luoghi sospesi tra mito e scienza.
Agnano, col suo lago scomparso e le sue “stufe” miracolose, fu centro di salute e leggenda. I vapori che guarivano i corpi erano anche porta per visioni d’aldilà. E tra le grotte, un vescovo pregava per l’anima di un dannato del Purgatorio. Il termalismo si mescola alla fede, alla paura, alla speranza.
Poi venne il lino, la canapa, il fetore, la malaria. Poi ancora venne il Regno d’Italia, che prosciugò il lago nel 1870 per "igiene pubblica", cancellando secoli di storia, flora, fauna e magia.
Ma quella terra continua a bollire. I Campi Flegrei non dimenticano. E se tendi l’orecchio, sotto la crosta gialla del tufo, sentirai ancora la voce della Sibilla.
Foto consigliata per accompagnare il post:
Una veduta suggestiva delle stufe di Agnano, o delle fumarole della Solfatara al tramonto.