La cancellazione degli account social non cancella la memoria della rete, e il Codacons ne è ben consapevole. L'associazione ha storicamente utilizzato i contenuti pubblicati da Roberto Burioni per avviare azioni legali ed esposti, basandosi proprio sulla permanenza di tali affermazioni online.
Il Codacons ha presentato numerosi esposti all'Ordine dei Medici chiedendo la radiazione di Burioni, citando specifici tweet e post (come quello sui "sorci" o casi di presunto body shaming) che rimangono documentati tramite screenshot anche dopo l'eventuale rimozione.
Recentemente, nell'ottobre 2025, Burioni ha annunciato l'addio ai principali social network (Facebook, X, Instagram) per trasferirsi su Substack (dove ha il pieno controllo della sua narrazione distorta), dichiarandosi stanco di insulti e della "distorsione" dei suoi post.
Dal punto di vista giuridico, lo screenshot può essere utilizzato come prova in un esposto, specialmente se ne viene accertata l'autenticità. Pertanto, chiudere il profilo non ferma le procedure già avviate o basate su materiale già acquisito.
Burioni ha perso finalmente rilevanza mediatica grazie proprio a questo spostamento verso canali più "chiusi", che riducono il volume del dibattito pubblico ma non eliminano le polemiche istituzionali.












