Lo stile telegrafico ha una potenza che non viene solo dalla brevità. Prendiamo una proposizione come: "Giulio arrivare cinque sera. Non c'è alcun interesse a scrivere così.
Ma è interessante se la scrittura, dal suo canto, riesce a dare la sensazione di imminenza, di qualcosa che sta per accadere o è appena accaduto alle nostre spalle. I nomi propri designano forze, eventi, movimenti e moventi, venti, tifoni, malattie, luoghi e momenti, molto prima di designare delle persone. I verbi all'infinito designano divenire o eventi che travalicano i modi e i tempi. Le daie non rimandano più a un unico calendario omogeneo, ma a spazi-tempo che devono cambiare ogni volta... Tutto ciò costituisce dei concatenamenti di enuncia-zione: "Lupi mannari pullulare 1730"... ecc.
Gilles Deleuze, Pouparler












