“Con un tubo di un paio di metri di diametro stava risucchiando il mare. Aspiravano ogni cosa, provocando una corrente che avvertimmo anche noi sotto la chiglia. Dopo il passaggio dell'aspiratore le onde diventavano una brodaglia scura di acque morte. Tiravano su tutto, senza riguardo per specie protette. Con il respiro paralizzato dall'orrore vedemmo che varie cucciolate di delfini venivano aspirate e sparivano. E la cosa più orribile di tutte fu accorgersi che, da uno scolo che spuntava a poppa, ributtavano in acqua i resti indesiderati della carneficina.”
L. Sepulveda “Il mondo alla fine del mondo”.
Questa è la pesca.













