Mare, monti e mangiari d'Ogliastra: una settimana 3 x 3
E vai! Anche quest’anno ce l’ho fatta e, avendo giocato d’anticipo, chissà che non riesca a fare il bis.
Ecco la mia settimana in Sardegna in compagnia dei miei cari (e molto tolleranti) amici, Cristina e Luciano. 1000 km in una settimana, sorpresi ancora una volta di quest’isola favolosa.
Eravamo già stati in Costa Smeralda qualche anno fa. Quest’anno abbiamo scelto l’Ogliastra, con la superclassica formula fly&drive. Ci siamo spostati quasi sempre in auto anche se ci sarebbe piaciuto provare il Trenino Verde (non ancora in funzione) e le biciclette (un pò caro il noleggio, € 10 al giorno, quasi come la nostra Pandina).
A sei mani abbiamo messo insieme un pò di consigli e immagini per chi decidesse di farsi un giretto da quelle parti, preferibilmente, come sempre fuori stagione.
M A R I
1) Già dal primo giorno iniziamo a perlustrare la zona nelle vicinanze del nostro alloggio (un appartmentino nella campagna/marina di Cardedu trovato su Airbnb) e a scarpinare su e giù per le spiagge che, sebbene prevalentemente piatte e sabbiose, iniziano sempre con scenari rocciosi, vette e strapiombi. Il nostro battesimo delle scarpinate ogliastriche è il percorso che va dalla spiaggia di Coccoroci a quella di Su Sirboni, passando per una spiaggetta dove facciamo il primo bagno.
2) Il vero e proprio lavoro di gambe inizia domenica. Immancabile in ogni lista che si rispetti è il trek a Cala Goloritzé, di certo una delle più belle spiagge del Mediterraneo se non del mondo. Ve lo diranno tutti, quello che non vi diranno è che una fatica bestiale (almeno lo è stata per me) un’ora e mezza la discesa e due ore la risalita, con un dislivello del 30%. Volevo morire! Sentieri sconnessi, ciotoli, sassi, massi, ma anche alberi maestosi, arbusti tenaci, una boscaglia fresca, incontri indigeni, colori e forme strabilianti accompagnano il nostro percorso al mare …
3) Un altro classico, ma decisamente meno faticoso e un po’ da “sciuri” è il giro delle calette del Golfo Orosei via mare, con gommone e skipper a nostra completa disposizione. Una giornata perfetta, 10 ore in mare, calmo, senza vento e la sensazione che l’estate fosse finalmente arrivata. Lo skipper Luca che ci doveva accompagnare (simpatico e bello, che non guasta mai), diventa padre di Salvatore proprio il giorno della nostra escursione, così ci lascia nelle mani esperte di Andrea, esperto “lupo di mare”, entusiasta, preparato ed appassionato come molti dei sardi incontrati durante questa settimana. Questo numero di telefono di Luca 3462173664, ne vale veramente la pena o in alternativa si può usufruire dei servizi regolari di “ferrybus” da Cala Gonone.
M O N T I
one - Il bello dell’Ogliastra è che, oltre al mare, la montagna è lì a portata di mano e in meno di mezz’ora di macchina ti trovi sulle prime cime del Gennargentu con aria fine, boschi, sorgenti d’acqua e nuraghe sconosciute e maestose. Lecci e castani proteggono la vasta area archeologica del Bosco di Selene costituita da un nuraghe con capanne e due tombe di giganti. Il biglietto di € 4 per la visita guidata vale sicuramente la pena, se non altro per l’entusiasmo e la passione di Giancarlo, la nostra guida e da quello che abbiamo capito, factotum del parco (archeologo, scavatore, guardiano ...).
two - Facciamo fatica a trovarlo - le indicazioni stradali da queste parti possono essere fuorvianti, così come quelle degli autoctoni ;) Appena avvistato ci trasformiamo in bambini in un parco giochi: scendiamo in tutta fretta dalla macchina e ci tuffiamo alla scoperta di Gairo Vecchio, ghost town nostrana andata distrutta in un’alluvione negli anni ‘50. Sulla strada principale lastricata si affacciano edifici diroccati, in alcuni di questi bivaccano pecore e capre, in altri ci sono galline e caproni, altri ancora lasciati in balia di se stessi ma con muri decorati e forme architettoniche che raccontano la storia di famiglie ricche e della varia umanità arrampicatasi da queste parti nei secoli passati.
three - A zonzo tra le valli in cerca di un baretto per pranzare veloce, per sbaglio ci imbattiamo nella Stazione dell’Arte e scopriamo l’artista sarda Maria Lai. 3 edifici finemente ristrutturati, a spiombo sotto il sole tengono in fresco le opere dell’artista che “grazie all’arte non ha mai smesso di giocare”. Per le strade di Ulassai poi, suo paese d’origine, si può anche seguire il percorso del museo diffuso: un museo all’aria aperta con oltre 150 opere della Lai, realizzate con tecniche e materiali diversi come terrecotte, telai, ceramiche, tele e libri cuciti. Noi però avevamo fame e faceva troppo caldo … Pigri!!!
M A N G I A R I
RISTORANTE PIZZERIA VIA MARE (Cardedu): antipasti spettacolari, specialità gli affumicati (fatti in casa), tonno rosso, salsicce di pesce, bottarga, moscardini tutto veramente ottimo e abbondante. Ci siamo andati spesso e abbiamo provato anche il couscous di pesce, la pizza, i culurgiones e degli spaghettini al tonno fresco e zenzero. E poi amari di erbe spontanee come piovesse, anche questi fatti in casa. Hic!
ITTITURISMO COOPERATIVA PESCATORI TORTOLI', Loc. Peschiera San Giovanni - Arbatax - Tortolì: € 35, menu fisso, tanta roba, qualità del vino medio bassa. Noi abbiamo chiesto la doggy bag e ci siamo mangiati la grigliata di pesce a casa il giorno dopo!
Lungo la strada consolare che da Cardedu va a Tortolì è pieno di orti e frutteti con i classici banchetti per la vendita … Questo è il consiglio migliore: frutta e verdura di stagione, appena colta, dolce, matura, succulenta. Gnamm!
Il resto delle foto sul mio account flickr. C I A O N E ! ! !












