Ho cominciato a disegnare dei reticoli che nella mia testa formeranno una mappa. Quando ieri per la prima volta ho fatto vedere a qualcuno questo disegno no. zero, mi hanno chiesto di quale città si trattasse. Teoricamente questo reticolo può proseguire per tutta la vita, la sua incubazione dico. Ed essere anche sovrapposta con altri schemi, disegni e utopie. Ho risposto, Nessuna città reale, questa città non esiste. Mi piace pensarla lunga e stretta, una striscia composta di tanti fogli A4-A5 e via così senza alcun criterio. Questa mappa è un atto di autoliberazione. Ci cresceranno dentro cose, alberi, cabine elettriche, torri di avvistamento, giardini romantici, planimetrie di edifici e monumenti famosi e anche architetture ordinarie e animali e uomini che non ragionano in un modo eccessivamente semplicistico e ovviamente il bar vivaio e il suo programma di spettacoli tutti dedicati al Novecento. Qualcun altro ieri ha riso e guardando il mio primo reticolo ha esclamato, È una mappa catastale come se nelle mappe catastali ci fosse un qualche disvalore. Non ho detto nulla, non me ne importa niente in realtà.