“Nulla contro le ragazze, ma Michele è una brava persona”
“[...] orientamento sessuale e colore della pelle, basta odio”
Rispettivamente li commento di una signora dopo il funerale di Maria Paola Gaglione e un frammento dell'omelia del parroco durante il funerale. Mi sono rimasti impressi.
Mi sono rimasti impressi perchè, in fondo, sono uguali. Sono la stessa cosa, vista da due punti di vista. La transfobia e l’odio che impregna la nostra società, visti dal punto di vista del “popolino” e della “gente per bene”.
La signora, che anche di fronte alle prove schiaccianti (i segni degli speronamenti sulla moto, le botte che hanno mandato Ciro in ospedale, le dichiarazioni dell’omicida che voleva curare Maria Paola perchè era infetta) preferisce chiudere gli occhi perchè “Michele è una brava persona”. Anche se mai nella vita una brava persona speronerebbe la propria sorella per curarla dall’amare un’altra persona. E la signora lo sa. Ma passa oltre, perchè va bene così. È meglio essere assassino che frocio, no? Ecco. Pensa te che Maria Paola non era neanche frocia...
E poi il prete. Lo stesso prete che ha detto “Di certo non era preparato culturalmente a vivere la relazione della sorella con un’altra donna“ e “Non sapevo della relazione tra le due ragazze, ma sapevo della ‘scelta’ di Ciro, che rispetto“ subito dopo l’omicidio. Vorrei mettere un secondo l’accento su “scelta”, messo fra virgolette, ma andiamo avanti. Questo prete, durante l’omelia tira fuori l’orientamento sessuale e il colore della pelle. Maria Paola era etero e bianca. Il fatto quotidiano riporta che l’omelia è rimasta “sul piano teologico, sui temi della morte e della Resurrezione, senza fare riferimenti specifici ai fatti di cronaca“. Manteniamo la faccia. Teniamo tutto coperto dall’usuale spessa coltre di fuliggine, che appanna l’opinione pubblica e la sensibilità delle persone. Rimaniamo nella comfort zone. Non andiamo a toccare lo status quo. Chissenefrega se sta ragazza è morta perchè il fratello è maschilista, omofobo e transfobo. Buttiamo su un mezzo discorso sulla morte e i massimi sistemi e andiamo a casa, che qua stiamo alzando troppo un polverone per i miei gusti.
Ma alla fine, la signora e il prete hanno fatto la stessa cosa. Lei dalla strada, lui dall’altare, hanno entrambi insultato Maria Paola e Ciro per l’ennesima volta. Hanno insultato e preso per il culo una ragazza che è morta perchè amava un ragazzo trans, e un ragazzo che probabilmente si sentirà responsabile della sua morte per tutta la vita. Quello che è successo non era ancora abbastanza. I giornali e telegiornali che hanno fatto del proprio peggio nel descrivere i fatti non erano ancora abbastanza. Mancava quel non-so-che.
Tutta questa faccenda mi è sempre più disgustosa. È troppo chiedere un minimo di umanità? Senza prese in giro, senza finti perbenismi, senza frasi fatte, e senza preti che sputano veleno... È seriamente troppo?
Chiudo ‘sto papiro che mi è uscito con due mie speranze. Primo, spero che adesso, dopo il funerale, Maria Paola possa riposarsi un attimo; spero che l’opinione pubblica la lasci stare; spero che la sua famiglia si renda davvero conto di quello che è successo. Secondo, spero che Ciro abbia un terapista, o se non lo ha che se lo trovi; spero che riesca a continuare la sua vita, anche se la società fa di tutto per impedirglielo; spero che non rimanga fossilizzato su quello che è successo; spero che riesca a trovare un equilibro fra ricordare Maria Paola e superare la sua morte.
Ps: spero anche che questo sia l’ultimo post che scrivo su questa situazione... Conto di non dovermi più sfogare perchè la situazione viene gestita in modo ridicolo e offensivo... Ma chissà... Domani è un altro giorno, non possiamo prevedere cosa diranno i servizi del tg1...

















