Si preannunciano altri tempi "rosei" nella tv pubblica. Ma dopo Marcello Foa presidente, nulla può scioccare.
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Si preannunciano altri tempi "rosei" nella tv pubblica. Ma dopo Marcello Foa presidente, nulla può scioccare.
Tv tedesca, i dipendenti rifiutano il vaccino. Dramma della narrazione pandemica
Tv tedesca, i dipendenti rifiutano il vaccino. Dramma della narrazione pandemica
Come sono sinceri quelli che ci informano, che da un anno e mezzo narrano luttuosamente della pandemia e che da sei non perdono nemmeno un minuto per spingere la mandria umana verso i vaccini, nonostante il pericolo immediato evidenziato dalla valanga di reazioni avverse e di decessi, nonostante l’alea futura e l’ efficacia così scarsa che persino la Fda ha dovuto sconsigliare i test sierologici…
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Prove di liberazione? J'accuse della tv pubblica tedesca sulla manipolazione dei dati Covid
Prove di liberazione? J’accuse della tv pubblica tedesca sulla manipolazione dei dati Covid
Conosciamo tutti le polemiche sorte sulla nazionale di calcio tedesca i cui giocatori non si vaccineranno, non durante il torneo almeno, a causa del pericolo di reazioni avverse: il che obiettivamente, al di là di ogni altra considerazione, getta un’ombra sulle campagne vaccinali per sé: immagino che trattandosi di pallone la notizia sia filtrata persino nei meandri più lontani dalla…
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Uno due tre dieci cento comandamenti.
Siamo vittime di un clericalismo senza paragoni. Adesso, ovviamente nel periodo Natalizio, il comico/attore/showman Roberto Benigni ha pensato bene di deliziarci con la sua visione, narrazione, interpretazione e messa in scena, dei dieci comandamenti. Ne sentivamo il bisogno, sul serio. E' molto triste che alcuni personaggi noti, per darsi un tono, ad un certo punto inizino a sostenere la religione come se fosse qualcosa di anticonformista. Il cattolicesimo, quantomeno in Italia, è quanto di più ovvio e "allineato al sistema" si possa trovare su piazza. Eppure parlare per ore ed ore senza sviscerare veramente alcuna questione pratica, senza fare vera teologia e senza parlare di nient'altro che di stronzate come Sole, Cuore, Amore, viene considerato alla stregua di una Lectio Magistralis degna di entrare negli annali della televisione pubblica.
Qualcuno, vi prego, mi spieghi il perché. Io non riesco a capirlo. Ho dei limiti, che sono dettati dal buonsenso e della mia capacità critica. Certamente non infallibile (e neanche pretendo che lo sia) ma di sicuro molto più sviluppata di quella di Benigni. Il quale evidentemente deve aver creduto, ad un certo punto, che in questo paese mancasse una spintarella alla messa domenicale. Forse per Robertino, i medici obiettori, che ormai sfiorano percentuali vicine all'85% creando di fatto gravissimi problemi di assistenza sanitaria, sono troppo pochi. Forse Robertino ha pensato, per un momento, che i continui casi di ingerenza della chiesa cattolica nella vita pubblica del paese, non sono ancora in numero sufficiente.
E allora diciamoglielo al Robertino nazionale.
Nessuno vuole negare le sue doti intellettuali. Per quanto spettacolarizzate e per quanto fin troppo piene di superlativi non richiesti, le sue trasmissioni in prima serata sulla Divina Commedia avevano davvero dei contenuti. E gli 80 € di Renzi? Quella battuta non ce la facciamo mancare, mai. Dov'è finito il Benigni divertente e innovatore? Il Benigni dalle idee comiche geniali come l'indimenticabile "Giudizio Universale"? Ora quel pezzo deve apparirgli quasi blasfemo. Inoltre, piacciano o meno gli 80 €, c'è una bella fetta del suo target in prima serata che appartiene alla categoria di quelli a cui han fatto comodo. L'ironia sull'elemosina o su quanto io necessiti di 80 euro in più sulla busta paga, non me l'aspetto di certo da chi mi sta facendo il predicozzo alla modica cifra di 4 milioni di euro; una cifra che io non vedrò mai e poi mai, campassi cent'anni. Ma la cosa peggiore di tutte è proprio il presentare al paese le stesse idee preconcette che oggi, all'epoca dei dinosauri fossili, degli esami al carbonio-14 e nell'era della teoria darwiniana dell'evoluzione, sostengono che la terra abbia a malapena 5 mila anni e che i T-Rex siano stati messi lì da Dio per "testare la nostra fede", mi sembra un ritorno al passato e una nuova apertura a periodi oscurantisti dei quali avremmo fatto volentieri a meno.
Un paese che tiene al cosiddetto valore sociale della bellezza non potrebbe smettere di trasmettere questo programma. L’oggettivazione delle donne, infatti, è ovunque in Italia. La rivoluzione? Quest’anno però è accaduto qualcosa. La Rai non vuole più ospitare Miss Italia. Ma non perché si vuole offrire un’immagine femminile differente-poiché altrimenti dovrebbero abolire il 90% dei programmi- ma perché costa troppo. Troppo per un servizio che è in crisi come il resto delle aziende italiane.