He ripped her wings off…
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He ripped her wings off…
I have no words
putting him in your inbox
pointing wildly. omg what’s that thing
wait. must test smth
can you do something from Spera's POV? any season
“Disturbo borderline di personalità”
Martino è venuto con i suoi amici stavolta, e sta raccontando una storia molto più articolata rispetto al “Non riesco a dormire, vorrei che mi prescrivesse qualcosa”che gli ha rifilato due settimane prima.
Roberto Spera è abituato ai drammi adolescenziali, non è finito a fare il suo lavoro per caso.
E, nonostante la maggior parte delle sue conoscenze e dell’organico scolastico lo considerino quello strano, quello che si sfila le scarpe appena può e che fa razia di verdure nei mercati rionali, è anche bravo a farlo, e capisce che Martino non riusciva a dormire per un motivo ben preciso.
O magari più di uno, vista la sua reazione quando aveva sollevato l’argomento genitori, ma a quanto pare la causa scatenante era un cuore spezzato.
E quanto sarebbe facile ridere o sminuire i sentimenti di un diciasettene, dirgli passerà, sai di quanti altri ragazzi ti innamorerai, ma Roberto Spera è uno psicologo.
Un bravo psicologo, e un essere umano decente.
E quando Martino gli racconta di questo ragazzo, delle sue sparizioni, del chiarimento, della fuga romantica a Milano, e poi di quella notte che a un certo punto è diventata terrificante, ha un dubbio.
“Disturbo borderline di personalità” dice Martino, e il dubbio di Roberto Spera diventa più grande.
Chiede di questo ragazzo, se sia trattato, spiega che non è matto ma non lo fa in modo didascalico o paternalistico, e impone ai ragazzi – che gli sembrano veramente in gamba, soprattutto il biondino – di stare alla larga da Internet.
Perchè una diagnosi non è una persona. Perchè un’ex fidanzata gelosa in culo non è la più affidabile delle narratrici. Perchè Martino è impaurito e spezzato, e credere al peggio può essere la più immediata delle risposte, ma non necessariamente quella giusta.
Soprattutto se il ragazzo di cui sta parlando è chi crede lui.
Lo vede riflettere.
Lo vede ripensare a qualcosa.
Lo lascia a fare l’esercizio della fiducia con i suoi amici.
È in gamba, Martino.
Roberto pensa che ce la farà.
°°°
Lo rivede altre volte, Martino. Va a chiederti consiglio ogni tanto.
Non si era sbagliato, il ragazzo era davvero Niccolò Fares, che all’inizio dell’anno era solo un nome su una scheda, quella che riassume i sintomi di ogni alunno con un disturbo mentale diagnosticato e che per prassiviene girata agli psicologi scolastici.
Ma Roberto Niccolò l’ha anche conosciuto.
Era sceso nel piano seminterrato un giorno, senza appuntamento.
Aveva saltato l’ultima ora di lezione e aveva chiesto se poteva parlargli.
Era un caso che l’avesse trovato.
Era rimasto colpito da quel ragazzo, così gentile e così disperato, che aveva pianto senza singhiozzare, ma ininterrottamente.
Gli aveva raccontato del suo disturbo, di un tentativo disastroso di terapia, del terrore di restare solo, dell’angoscia che lo attanagliava quando niente riusciva a sembrare vero, di questo ragazzo che conosceva da pochissimo ma di cui si era innamorato follemente e da cui a volte voleva scappare ma poi non riusciva a farlo, del rifiuto di prendere dei medicinali che gli facevano sembrare tutto ancora più finto e ovattato.
“Solo lui sembra reale, ma non è giusto”
“Niccolò, perchè dici che non è giusto? Innanzitutto prova a ripensare a...”
“Non è giusto” aveva mormorato di nuovo Niccolò, e poi si era alzato.
“Mi scusi” aveva detto avvicinandosi all’uscita.
“Non devi scusarti. Puoi venire quando vuoi, Mandami una mail e vediamo...”
“Okay” aveva detto piano Niccolò prima di uscire.
Roberto era rimasto spiazzato, e con un magone che riguardava più l’uomo che lo psicologo.
Non tornerà aveva pensato, e aveva avuto ragione.
Ma era tornato Martino, e Roberto aveva scoperto che le cose tra loro si erano aggiustate.
Che non erano facili, ma ci stavano lavorando.
Aveva appreso con sollievo che Niccolò si stava curando.
Che erano andati a vivere insieme.
E questa poteva sembrare una mossa avventata, ma non sarebbe certo stato Roberto Spera a dispensare lezioni di vita non richieste.
Era uno psicologo, non un padre rompipalle.
Ed era anche uno che si era innamorato a sedici anni ed era stato fidanzato per otto prima di mettere fine alla sua storia perchè aveva voluto lasciare Firenze e lei non aveva voluto seguirlo.
Era stato tre anni a Roma a costruire la sua nuova vita consapevole del fatto che prima o poi l’avrebbe superata.
Solo che non era mai successo. E un giorno aveva saputo che lei stava per sposarsi.
E siccome Roberto Spera era notoriamente un eccentrico che oltre ad odiare le scarpe e amare le verdure credeva che la dignità fosse sopravvalutata, quella sera era partito in direzione della sua vecchia città e del suo vecchio amore.
E quando l’aveva raggiunta le aveva chiesto solo “Stavolta ci vieni con me?”
E lei aveva detto sì, perchè se a qualcuno è riservata una storia d’amore degna delle peggiori commedie romantiche, quel qualcuno è un tipo singolare che lavora con gli adolescenti e divide lo studio con uno scheletro mezzo smontato.
Quindi, quando Martino gli aveva detto con la circospezione di chi si è sentito dire fin troppe volte “State correndo troppo” che lui e Niccolò vivevano insieme aveva solo risposto “Qaundo vi sposate voglio i confetti”
Martino aveva riso.
Era felice, si vedeva.
Ma era anche un ragazzo maturo, determinato e consapevole.
E Roberto Spera aveva pensato di nuovo che ce l’avrebbe fatta.
°°°
Poi c’era stata quella volta in cui Martino non gli era sembrato poi così maturo e consapevole.
Quando sia era presentato di nuovo nel seminterrato con i suoi amici, un naso quasi rotto e gli occhi gonfi di chi ha evidentemente pianto per ore.
Con una storia nebulosa e contorta su Niccolò che era innamorato di un altro, di una loro amica che sapeva ma non poteva parlare, di bugie e messaggi mandati di nascosto.
Roberto aveva cercato di ricostruire tutto e poi aveva organizzato un’imboscata ai danni della povera ragazza.
Aveva visto quanto tutti gli amici di Martino fossero convinti dell’autenticità dei sentimenti di Niccolò.
Ricordava quell’unica volta che lo aveva visto e quanto fosse terrorizzato dall’idea di fargli male.
Aveva ascoltato una storia agghiacciante da parte di Sana che gli aveva suggerito uno scenario potenzialmente devastante per una mente fragile come quella di Niccolò.
Ma non era stato paternalistico.
Aveva cercato di alleggerire l’atmosfera.
Martino doveva ragionare con la sua testa.
L’aveva visto accennare un sorriso intenerito per Luca e la sua storia con questa Silvia, nonostante avesse il cuore spezzato.
Roberto era convinto che avesse preso una cantonata solenne, ma che comunque ce l’avrebbe fatta.
°°°
È la fine di Settembre e Roberto è all’Ippodromo delle Capannelle per vedere un concerto di musica classica.
Gli sembra di vedere una sagoma conosciuta qualche metro davanti a lui.
Socchiude gli occhi e non riesce ad esserne sicuro, perchè ha visto Niccolò una volta soltanto e più di un anno prima, e non ha una visuale chiara.
Ma pochi secondi dopo vede Martino andare in quella direzione.
Sorride.
Martino vira per evitare di scontrarsi con due bambini indisciplinati che precedono una madre urlante, e nel farlo, lo vede.
Ha in mano due birre e un sacchetto di patatine.
Roberto alza il mento in segno di saluto, inclina la testa verso Niccolò e alza le sopracciglia.
Martino sorride, e fa un segno di assenso, poi lo saluta con la mano e torna verso Niccolò.
Gli si mette seduto accanto e Niccolò appoggia la testa sulla spalla.
Roberto continua a sorridere.
Ce l’ha fatta. Ce l’hanno fatta.
did anyone tune in to lone star recently i hear its crazy good
✏️and 😳? c:
@dearly-beeloved
Oh you know it's gotta be for Angeal
Post a screenshot of your f/o doing their job.
THE SOLDIER Angeal moment of all time.
Post a screenshot of your f/o that flusters you.
THERE'S TWO BECAUSE I CAN'T DECIDE
-smacks my head on the desk because FUCK-
Shipping Bingo:
Aang/Mai
Ty Lee/Smellerbee
It's funny you ask about Maiaang, because I've had an idea for that ship bouncing around my head for like two weeks now. Ever since I met @argontheconqueror , Maiaang has been in the back of my brain. It's not my favorite ship for either of them, but I'm still intrigued by it. Ty Lee/Smellerbee somehow isn't one I've thought of before, but now that, I am intrigued. (This board really needs an option for "want to write about them".)
Aang/Mai
Ty Lee/Smellerbee
Divine Rose and Mysterious Abyss for your choice of f/o?
Shit uhhhh, I’ll do Eddie and Venom because I’m writing a little situation about them right now askgjsag
and howl too i guess because he’s my symbiote
How many roses would you think your F/O would give you? How many roses would YOU give THEM?
I would give them a single one because they don’t... know what to do with it lmao. They’d put it in a little vase and it would die in like 3 days because Eddie keeps forgetting to put the plant food in and clip the dead ends lmao
Eddie’d probably get me a modest bouquet from one of those street merchants and be all awkward about it. Venom would be like “YEAH, that’s romantic as FUCK, let’s do this!”
Do you two prefer the beach or the aquarium for dates?
I really like aquariums but all of us really REALLY like the beach. I love the ocean and they think it’s cute. Howl does not, he’s like “WE ARE NOT GETTING IN THE WATER. NO. STOP IT. IT’S SALTY AND WET, STOP!!!” which Venom thinks is fucking hysterical. It’s a fun time.