Pareti interattive: la nuova frontiera del vetro (e non solo)
Nell'ormai lontano 2002 usciva al cinema "Minority Report", un film fantascientifico la cui avanzata tecnologia sembrava essere destinata a rimanere roba da film.
Nel 2011 la Corning Incorporated, pubblicando sul web "A Day Made of Glass", suggerisce che la straordinaria tecnologia mostrata in Minority Report potrebbe divenire realtà in un futuro non molto lontano. L'anno successivo la Corning -forse non soddisfatta della propria immaginaria visione del futuro- pubblica una seconda versione del video:
Il video mostra la routine giornaliera di una famiglia che dal risveglio mattutino fino alle ultime attività serali ha a che fare con superfici di vetro interattive come lo specchio da bagno, il frigorifero, le pareti, i tavoli etc. Al mattino, mentre le pareti in electrochromic glass si schiariscono, la bambina nel video si sveglia e interagisce con le ante dell'armadio con cui crea gli abbinamenti dei propri vestiti prima di prenderli fisicamente. A scuola libri e lavagne sono soltanto ricordi, e le attività didattiche si svolgono grazie a tablet, tavoli e pareti touchscreen. A lavoro le superfici interattive permettono di collaborare con i colleghi di ogni parte del mondo.
Come riportato sul sito ufficiale, il materiale essenziale che ci consentirebbe di vivere in un mondo simile a quello del video è il vetro. E' chiaro che i display e le superfici del futuro richiedono proprietà, come leggerezza, sottigliezza e flessibilità, che al giorno d'oggi sono difficili da ottenere. Nonostante tutto, la Corning è impegnata in una ricerca che sta facendo ottimi passi avanti in resistenza (Gorilla Glass 3), sensibilità al tocco e flessibilità, che potrebbe portare in vita tale tecnologia in un futuro ormai prossimo.
Nel frattempo, la Ubi Interactive, una delle 11 startup companies scelte da Microsoft per far parte del suo programma "kinect Accelerator", sta sviluppando una tecnologia che permette di trasformare qualsiasi superficie in un display touchscreen.
Il sito wired.co ci informa che il sistema elaborato dalla Ubi sfrutta tecnologie esistenti, come Windows 8, un normale videoproiettore e un sensore Microsoft Kinect, per proiettare il monitor di un PC su qualsiasi superficie che possa poi interagire proprio come un vero touchscreen fisico. Il software Ubi analizza le immagini 3D davanti al display e interpreta i gesti dell'utente come se fossero click o trascinamenti effettuati mediante l'utilizzo di un classico mouse.
Di seguito vi riporto il video in lingua originale (inglese) che è stato girato poco più di un mese fa al Seattle Tech Meetup in cui Anup Chathon, co-fondatore della Ubi, presenta la nuova tecnologia:
Ubi è quindi un sistema di "proiezione interattiva" relativamente economico, visti i prezzi sul sito ufficiale, che può essere usato in diversi ambienti e per svariati scopi. Tra le tante applicazioni possibili, Ubi può essere utilizzato in ambito domestico per l'home entertainment (visualizzazioni di foto, video, film, giochi etc), in ambito educativo per rendere interattiva una lavagna, in ambito lavorativo per rendere touchscreen un piano di lavoro.
Anche l'Italia nel suo piccolo sta cercando di contribuire allo sviluppo di tecnologie sofisticate che ci permetterebbero di avvicinarci sempre più a quel fantastico scenario immaginato dalla Corning. Infatti, l'azienda bresciana Vetroin sta lavorando sul nuovissimo progetto "Vetrointeractive", nato dalla necessità di comunicare in modo semplice, dinamico e interattivo.
Tale sistema, in modo simile a quello Ubi, dovrebbe permettere all'utente di interagire con una particolare lastra di vetro su cui viene proiettato il display di un computer. La differenza tra il sistema della Ubi e quello di Vetroin consiste nel fatto che la lastra di vetro presenta al suo interno una pellicola touchscreen che, in sostituzione del sensore Kinect della Microsoft, invia al computer le informazioni relative ai gesti dell'utente simulando la funzione del mouse. Nel momento in cui la lastra non viene utilizzata come schermo touchscreen essa è a tutti gli effetti parte integrante di una parete di vetro.