Assentimento
ed eccoti sprofondare in uno di quei tuoi umidi silenzi portatitili, in cui sono sempre le sette di sera, di una domenica di novembre. Ti si annebbiano gli occhi cercando di afferrare non so (più) quale altra verità ingannevole, una seconda bugia rivelatrice e, dopo aver modificato frasi ed espressioni, aggiustato sorrisi, e spostato virgole, sprofondi nel pantano di un'immaginazione troppo allenata. E io dall' alto, ancora non trovo una fune.
















