È cominciata l'estate. È caldo, c'è sole e c'è umidità. Verso le montagne non riconosco la sagoma della Bella Addormentata nascosta da una coltre di umidità. In lontananza dei ragazzi nel cortile della loro scuola urlano e corrono. Stranamente oggi non mi danno fastidio. Fa già caldo dalle 8 di questa mattina, ripenso alle cose che dovrei fare oggi e a quelle che vorrei fare. La tapparella nella camera da letto è abbassata per non far entrare il sole ma la finestra è aperta per far entrare l'aria. Una brezza leggera entra in casa, è calda. È solo aria che si muove, non rinfresca ma porta via un po' dei miei pensieri e delle mie preoccupazioni. Ho dovuto discutere ieri per far valere i miei diritti, è demoralizzante sapere che devi correre dietro ad altri per avere ciò che è tuo, non amo i conflitti eppure a volte non c'è altra strada. È così difficile fare tutto secondo le regole? Evidentemente sì, per qualcuno almeno lo è. Soffia questa brezza, porta via i pensieri: è tutto risolto, per fortuna. Mi lascio accarezzare, basta tenere due finestre aperte per sentire l'aria muoversi quando vivi in una città di mare. Sento la vocina di mio figlio, sembra voglia parlare anche se escono solo vocali semplici. Chissà cosa cerca di dirmi. Forse dice solo "Sono qui, prendimi in braccio". Si zittisce quando lo faccio e io vorrei continuasse invece. Sembra sereno e poi improvvisamente sorride e una fossetta compare sulla guancia sinistra. Il pizzicotto di un angelo dice una leggenda popolare. La brezza ci accarezza tutti e due. Sembra fresca nonostante il caldo.