“No, sto sbagliando qualcosa...
Il nervoso e il quieto si alternano freneticamente, dando origine al più incomprendibile dei mali che mi esaspera fino ad esplodere la realtà in molteplici “adesso”.”
Ha parlato e cantato al posto mio.
L’ho visto allo specchio.
Non era il mio riflesso.
Un giullare pazzo, che creava del divertimento in preda alla più immensa rabbia.
Occhi rossi da pianto, ma senza la più minima traccia di lacrime..
Sorrideva e liberava la sua rabbia, lasciandosi piangere dentro, al sicuro dal mondo.















