CHE NE SARA' DI NOI?
Il 28 Novembre saranno 7 mesi. Già, sono passati sette mesi dalla mia laurea e cosa mi ritrovo in mano? Un pugno di mosche. Tanta speranza ed ansia per quei pochi concorsi avviati e che, probabilmente, si riveleranno la solita storia all'italiana dove chi è raccomandato riesce e chi, figlio di nessuno, non ce la fa. Alla fine della fiera, figlia di nessuno non sono: mio padre è un agricoltore che a suon di fatica e sacrifici mi ha permesso di studiare e di dedicarmi incondizionatamente all'Ostetricia.Ebbene sì, sono una dei fortunati operatori sanitari che ' non appena ti laurei, le aziende ospedaliere vengono a prelevarti'! Ed io ci credevo: mi impegnavo sui libri, facevo ricerche e non saltavo un giorno di tirocinio. Poi, una volta dentro, inizi a capire come funziona il sistema. Se sei fortunata hai il primo incarico a 27 anni e devi sperare che te lo rinnovino ogni sei mesi od anno. Per non parlare dell'indeterminato: una vera chimera! Qualcuno ci pensa a noi? No! Che ne sanno LORO degli estenuanti viaggi in treno da Bari a Trento, Bolzano o Torino? Per non parlare delle 'comunicazioni' con le Isole. Ci avete chiesto di fare dei sacrifici ed abbiamo fatto i salti mortali, ora ci date la speranza? La certezza che, bene o male, i nostri sacrifici vengano giustamente remuniti?
F.











