La notte
Poesia di Cesare Pavese che riflette sul tema del ricordo e della malinconia, evocando immagini di notti passate e sensazioni di stupore infantile di fronte alla natura.
La notte Ma la notte ventosa, la limpida notte che il ricordo sfiorava soltanto, è remota, è un ricordo. Perdura una calma stupita fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta, di quel tempo di là dai ricordi, che un vago ricordare. Talvolta ritorna nel giorno nell’immobile luce del giorno d’estate, quel remoto stupore. Per la vuota finestra il bambino guardava la notte sui colli freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati: vaga e limpida immobilità. Fra le foglie che stormivano al buio, apparivano i colli dove tutte le cose del giorno, le coste e le piante e le vigne, eran nitide e morte e la vita era un’altra, di vento, di cielo, e di foglie e di nulla. Talvolta ritorna nell’immobile calma del giorno il ricordo di quel vivere assorto, nella luce stupita. Cesare Pavese, 1938
Nel 2001 gli Altera con Franz Di Cioccio hanno messo la poesia in forma canzone.











