วิวบนย่าติง กับวิวทะเลสาปไข่มุก สวยตลอดเส้นทางจริงๆ @ Pearl Lake #Zoumala #PearlLake #Yading #PuinChina #PuinTibet #TrekkingtripinChina (at Daocheng Yading) https://www.instagram.com/p/BwiqrRugQrm/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=vq1tctsnewm0

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Foto che lasciano il segno
Cosa succede quando l’arte, in generale, si impegna a mandare un messaggio educativo?
E cosa succede quando è la fotografia a farlo? Si può fare?
Da sempre le arti figurative sono il modo migliore per mandare un messaggio diretto, che sia di impatto, perché non c’è bisogno di pensare, non si deve conoscere un particolare linguaggio per capire quello che un’opera, qualunque essa sia, vuole comunicarti.
Te la ritrovi davanti e non devi far altro che farla tua, immagazzinare quel messaggio; e per quanto ad ognuno possa apparire diverso, il messaggio finale sarà uguale per tutti.
Anche la fotografia è un’opera d’arte. Anche la fotografia si impegna a mandare dei messaggi particolari.
Quando penso ai modi in cui la fotografia può influenzare chi la guarda, comunicando dei messaggi, non posso non pensare, ad esempio, ad un’iniziativa di livello internazionale: Weapon Of Choice.
Questo progetto è tanto semplice quanto d’impatto: attraverso la fotografia, e il make up, si vuole mostrare come le parole possano ferire, a volte, più delle azioni stesse; e grazie al make up, con questa campagna, è possibile “vedere” queste ferite anche in superficie.
I volontari che hanno partecipato al progetto, hanno subito questo tipo di abuso, e hanno scelto la parola che si sono sentiti più spesso ripetere, che li ha feriti nel profondo. Non a caso una delle parole più scelta è stata “stupido” ma anche parole forti come “sgualdrina” o “femminuccia”.
È bello sapere che il sito Internet del progetto ha ricevuto visite da 144 Paesi e che le fotografie servono come campagna contro la violenza, di qualsiasi forma.
Questo è solo uno dei casi in cui la fotografia manda dei messaggi tanto forti da essere definiti di impatto.
Ma anche la fotografia unita al “digitale” può riuscire in questo stesso intento.
Un connubio perfetto tra fotografia e tecnologia è una campagna pubblicitaria della Fundación Anar. Per i cartelloni pubblicitari è stata utilizzata la tecnica della stampa reticolare che permette di mutare l’immagine a seconda del punto di osservazione. Il cartellone è fatto in modo che solo i bambini fino a 10 riescano a vedere un messaggio, con il numero da contattare in caso di abusi, e il volto di un bambino con i segni della violenza.
Gli adulti invece non vedono il messaggio né i segni della violenza sul volto del bambino, e sul messaggio che leggono loro c’è scritto: “A volte gli abusi sui minori sono visibili solo dai bambini che li subiscono”.
Un altro modo per creare immagini forti è grazie all’utilizzo di Photoshop, software specializzato nell’elaborazione di immagini.
Photoshop è anche un software molto discusso, poiché sempre più spesso è utilizzato per falsificare la realtà, sopratutto in ambito della moda dove le modelle vengono “trasformate” per essere adatte a determinati “canoni”.
Martin de Pasquale e Guillaume Lamazou, ad esempio, utilizzano Photoshop per creare delle immagini spettacolari.
Martin de Pasquale, su behance, è un art director e digital artist argentino; egli crea illustrazioni uniche che combinano molte immagini e l’applicazione di molti effetti di Photoshop.
Guillaume Lamazou, su Instagram Zoumala, è un designer francese che illustra su Instagram le sue emozioni quotidiane.
Alcune di queste sono “un gioco” ma altre sono profonde, a tratti morbose, e oltre a dimostrare che un software su cui si discute molto, se usato in modo creativo può invece rivelarsi un’arma potentissima, rendono queste foto bellissime.
-Claudia