Narratori di istanti - Steve McCurry
Ciascuno di noi è in grado di scattare una foto, di modificarla, di ricreare la vita attraverso un’immagine. Pochi però sono in grado di raccontare una storia intera con uno scatto, e ancora meno sono coloro che, nel tempo, creano un ricordo indelebile nella mente di chi le guarda.
Proprio loro sono i “narratori di istanti”, che mostrano come da una semplice passione, possa nascere e concretizzarsi un progetto più grande come l’essere un fotografo.
Immagine in CC di John Ramspott
Una delle foto più significative degli ultimi trent’anni, rimasta impressa nella memoria di chi è vissuto negli anni dello scoppio della guerra Afghana, è sicuramente quella di Steve McCurry, classe 1950, intitolata per l’appunto “la ragazza afghana”.
Immagine in CC di Emanuele
La sua carriera ebbe inizio a seguito della sua laurea in Arte e Architettura presso la Penn State University, quando intraprese, nei primi anni settanta, un viaggio che lo condizionò profondamente sia dal punto di vista professionale che umano, divenendo un fotografo freelance in India e Nepal.
Ciò che emerse fin da subito era senz’altro la ricerca del dettaglio, volendo ricreare un’immagine che per molti versi non si limita al solo scatto, ma è in grado di cogliere gli aspetti più scarni, intimi e talvolta malinconici dell’animo umano.
Come ci riesce? Egli affermò che la pazienza costituisce la più grande dote di un fotografo, e l’attesta, la costanza e la tenacia, se mostrate nei tempi e nei modi giusti, fanno sì che "la gente si dimentichi della vostra macchina fotografica ed il loro animo più profondo si mostri”.
E aggiunse, "la maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l'anima più genuina, in cui l'esperienza s'imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità" - - Steve McCurry per Il volto della condizione umana (2003) prodotto dal regista francese Denis Delestrac -
Immagine tratta dal sito di Steve McCurry
Nel 1979, conobbe lungo il confine del Pakistan, alcuni profughi che lo informarono della guerra ormai imminente in Afghanistan, e così, tra bombe e fughe con i ribelli mujaheddin, riuscì a scattare la foto che lo rese celebre in tutto il mondo e che fu poi pubblicata nel 1985 dalla rivista National Geographic.
A partire dal 1986, Steve McCurry entrò inoltre a far parte dell’associazione Magnum, che si occupa tutt’oggi di attività per la tutela della libertà d’espressione e divulgazione delle notizie.
Immagine in CC di calafellvalo
La fotografia di McCurry è associata ad un modo di intendere l’arte completamente rivoluzionario, in cui non è la notizia in sè a fare scalpore, ma l’immagine che, data la sua intensità, riesce a trasmettere con i colori, le espressioni, i segni del tempo, una storia che a parole non può esser descritta.
I suoi soggetti preferiti sono, come appare chiaro dagli innumerevoli scatti visionabili sul suo sito, le persone che vivono in condizioni di guerra e di miseria, e che, venendo immortalati, sbalordiscono per la capacità di renderci partecipi della loro vita segnata da dolore e miseria.
Immagine in CC di Guillaume Baviere
Immagine in CC di FotoCla
Peculiarità di McCurry, è la grande ammirazione che egli prova nei confronti della fotografia analogica, che gli ha inoltre concesso l’opportunità di scattare con l’ultimo rullino Kodakchrome ufficialmente prodotto dall’omonima casa fotografica.
Tuttavia non è tantomeno da trascurare l’impatto che le sue “street photos” hanno avuto sulla società perlopiù americana.
Celeberrime, e significative, sono quelle scattate durante l’attentato dell’11 settembre 2001 a New York, che dimostrano quanto il terrore, la malinconia e la solitudine siano rappresentabili attraverso un solo scatto.
“A picture can express a universal humanism, or simply reveal a delicate and poignant truth by exposing a slice of life that might otherwise pass unnoticed.”
- Un'immagine può esprimere una universalità umana o semplicemente svelare una verità delicata e struggente, esponendo uno spaccato di vita che potrebbe altrimenti passare inosservati. -
Steve McCurry - [Foreword] Behind photographs (Archiving photographic legends) by Tim Mantoani, Channel Photographics, San Diego CA, 2011