Cari lettori del mio cuore
Oggi ho deciso di smettere di utilizzare questo blog. Probabilmente finirò per dimenticarlo ed eliminarlo, perché certe ferite prima o poi devono guarire, e la mia ferita più profonda vive ancora nelle parole che scrivo qui.
C'è l'abbandono, il dolore, la solitudine e la rinascita. E non connesse ad un essere soltanto.
Una volta una persona mi ha detto "Mi piace leggermi nelle tue parole." Io l'ho abbracciata e ringraziata, ma le mie parole non erano sue: all'apparenza lo sciagurato che ha avuto la "fortuna" di diventare immortale può pensare di avere in mano un potere che altri non hanno. Ma la verità è che io scrivo di tutti e per tutti. E soprattutto per me.
A volte rileggo ciò che ho scritto negli anni, dopotutto il mio blog è cresciuto nel tempo, e più rileggo le mie parole, più mi rendo conto che le mie sono disperate litanie a quell'unico sentimento che mi ha fatto tanto bene: l'amore.
Io ho sempre scritto solo per me, per arrivare al mio cuore, alla mia pancia, alle mie gambe. Ho sempre scritto per attraversare le emozioni, e per lasciarmi attraversare da esse.
Tessoilfilochemimpicca è stato questo: è stato amore per le parole e parole per l'amore. È stato amore per il dolore e dolore per l'amore. È stato amore per quanto di più bello io abbia mai avuto la possibilità di sperimentare.
A me auguro un nuovo amore, quel sentimento così fresco e sincero che saprà portarmi lontano senza spostarmi da qui. A me auguro nuovi lettori, che non interpretino un sentimento sincero come dannoso per se stessi. A me auguro la fine di un'era, che segnerà il passaggio ad un'altra.
Io non credo nei ricorsi storici, mio lettore. Credo in quello che Alice può scrivere.
Quella famosa congiunzione unirà il mio nome ad uno più importante. Un nome che non appartiene ad una persona che si è persa con il tempo, e nessuno lo saprà.
I miei viaggi di ritorno non mi allontaneranno mai più dall'uomo più importante di tutti, perché resteranno miei e miei soltanto.
I colori del ragazzo che è andato via, lasciandomi di nuovo incompleta, saranno vocali colorate che interpreterò io soltanto.
Vi lascio qui la mia giovinezza: ciò che resta di un'Alice un po' piccola, ingenua, innamorata, stanca, abbandonata, sincera e sola.
Io continuerò a scrivere. Perché questa è Alice. Alice è le persone che la hanno attraversata. Quelle che ha amato. Quelle da cui è stata salvata. E quelle da cui è stata distrutta.
Ma adesso Alice è le persone che la amano. Che la salvano. Che le stringono la mano. Che le asciugano le lacrime dopo un gesto estremo.
Buon proseguimento, miei lettori. Addio a voi e ad una parte di me. Quanto di più bello io abbia mai avuto, oggi lo lascio agli avvoltoi.