Alice Barker was a chorus line dancer during the Harlem Renaissance of the the 1930s and 40s. She danced at clubs such as The Apollo, Cotton Club, and Zanzib...
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@testadiadamantio
Alice Barker was a chorus line dancer during the Harlem Renaissance of the the 1930s and 40s. She danced at clubs such as The Apollo, Cotton Club, and Zanzib...
Se volevo piacere a tutti nascevo Bugia
Ziacoca
L'amico è la persona davanti alla quale posso pensare ad alta voce.
Ralph Waldo Emerson
Automibilisti D.O.P.
Mediamente percorro in macchina 70 km al giorno, ma spesso penso sarebbe meno pericoloso guidare a Kabul.
Spesso mi ritrovo a osservare i guidatori che incontro, soprattutto come guidano. La mia mente ha così elaborato delle categorie.
Eccole.
Il martire
Che non ci sia anima in giro o che si proceda in colonna, il martire viaggia preferibilmente sulla banchina, comunque sempre a un passo dal fosso laterale.
Lui “si butta tutto a destra”, non so se per rendere più facile il sorpasso di chi lo segue o per fobia della linea di mezzeria.
L’affezionato
L’affezionato mi ha spesso ingannato perché pensavo che l’unico motivo per viaggiare a due cm dal mio bagagliaio fosse quella di superarmi appena possibile. Invece lui rimane dietro di voi, vi segue fedelmente e sono sicura che quando la sua strada e quella di chi lo precede si separano, qualcosa dentro di lui si rompe.
Il salmone
Sono giunta alla conclusione che sia una persona estremamente impegnata perché ha sempre fretta. Ne ha talmente tanta che, immaginandosi una colonna di macchine che procede a una velocità media di 70 km orari, si cimenta in sorpassi consecutivi pur di arrivare in cima alla fila, un po’ come fanno i salmoni quando risalgono la corrente.
Sappiamo cosa succede ai salmoni una volta raggiunto lo scopo, vero?
Il predatore
E’ una persona che non ha niente da fare.
Al primo incontro ho pensato fosse semplicemente pazzo o annoiato ma ho dovuto constatare che non si trattava di un caso isolato. Tu guidi e improvvisamente la macchina dietro di te accelera fino a sfiorarti per poi rallentare…quando nello specchietto è delle dimensioni di una micro machine ecco che ti riprende e così via.
Il disinvolto
Provoca il vomito.
Il disinvolto vuol far sembrare la sua guida sicura e sciolta, in realtà maneggia il volante a scatti, arriva lanciato alle rotonde per inchiodare all’ultimo secondo, e sostanzialmente percuote i passeggeri usando la propria automobile.
Spesso questo individuo mentre guida sfodera x paia di braccia riuscendo a cambiare il cd trovando quello desiderato sotto il sedile del passeggero mentre indossa gli occhiali da sole attivando l’auricolare bluetooth e mettendo il cellulare in carica.
La make up victim
Spesso si accoppia al disinvolto perché fa di tutto tranne che guidare.
Ammesso e non concesso che tu non vada a sbattere, il risultato di un trucco in macchina qual è? Non avrei mai pensato di seguire un’auto la cui conducente procedeva ai 30 km orari mentre la testolina piena di orsetti gommosi cercava di rimanere di fronte lo specchietto retrovisore prima per mettere la matita, poi il rossetto, per finire col phard. Eppure è successo.
L’invasore
Ama il rischio dell’incidente frontale perché viaggia, in modo quasi continuo, invadendo la carreggiata opposta.
L’abbagliatore
La terza corsia in autostrada permette di superare chi ci sta di fronte per poi tornare in quella centrale, e ad alcuni eletti di utlizzarla come corsia preferenziale sfrecciando minimo a 160 km orari.
Prima di effettuare manovre di sorpasso è bene essere sicuri di non ostacolare il passaggio dell’abbagliatore, in caso contrario inizierà a fulminarvi con le proprie luci finché storditi vi sposterete semi accecati.
Il vecchio col cappello
Esiste ancora?
Madama Depressafly
Non posso dire con certezza quando me ne sono innamorata ma penso vedendo ballerini sorridenti in tv, giusto perché agli occhi di una bambina sembravano felici.
Mi sono resa conto che tutte le volte, mentre il sipario si apre, trattengo il fiato, come un bambino che sta per scoprire una sorpresa attesa da tempo.
Ieri non vedevo l’ora che il sipario si chiudesse.
Ho ballato da amatrice e ora sono una spettatrice ammirata perché puoi capire la frase “bella come una ballerina” solo quando ne vedi una fantastica dal vivo.
Non sono un’esperta ma come tutti ho i miei occhi.
Cio-Cio-San, giovane geisha, sposa un ufficiale della marina degli Stati Uniti per poi essere abbandonata a crescere un figlio da sola ma, ferma nell’aspettare un ipotetico ritorno dell’amato il quale sì torna dopo tre anni ma sposato con un’altra e con l’intenzione di prendere con sé il figlio, Cio-Cio-San capisce di aver vissuto un’illusione e si suicida.
A occhio e croce mi sembra una piuttosto cazzuta nel senso che vive sentimenti forti nel corso della sua breve vita. Ama il marito, ama il figlio, prova il dolore dell’abbandono e dell’incertezza, decide di aspettare, il che richiede forza e coraggio, si consuma nell’attesa, crolla quando il marito torna con un’altra perché capisce di aver vissuto un amore solo nella sua testa, continua ad amare il figlio e teme di perderlo, e dopo l’esplosione come di una bomba, il silenzio del suicidio.
Mica male.
Una donna capace di essere forte ma fregata dalla sua fragilità.
Come si rende in un balletto?
Di certo non come una che sembra appena uscita da una casa di cura, sempre stanca, lamentosa, ripetitiva che si sveglia solo quando l’americano torna dopo tre anni.
Penso sia un dettaglio non di poco mostrare il fatto che il bello è tornato sposato con un’altra.
O forse è sfuggito a me.
Sta di fatto che è questa la faccenda che fa crollare il mondo della povera geisha quindi avrei mostrato un’altra donna per qualche secondo.
Tralasciamo i giochi con l’acqua in una vaschetta di plastica, una bandierina americana sventolata dal figlio della coppia, degli assoli pieni di tecnicismi messi a caso, scenografia con pezzi di stoffa che più che vele sembravano mutande appese, imprecisioni e cose del genere.
Diamo almeno la giusta morte alla nostra eroina, non tramite harakiri ma jigai, tagliandosi la gola. Troppo forte la scena? E se mettessimo Cio-Cio-San di spalle inginocchiata nella solitudine più totale sul palco di modo da concentrarsi solo sul gesto del suo braccio?
Di una cosa sono convinta: in ogni campo e in qualsiasi forma d’arte, se manca l’immediatezza tutto è fine a se stesso.
Essere molto simpatici a tutti a volte può essere veramente faticoso.
Oldboy
La prima mezza maratona
Il ritrovo è a partire dalle 6:30 presso il centro sportivo di Dromedario.
Ok mi sveglio alle 7:00.
Decido di fare normalmente colazione per combattere la nausea che mi assale appena inizio a correre al mattino e direi che questa è la strategia migliore per me.
Freddy carica la bici e andiamo.
Appena arrivati a destinazione parcheggiamo e ci avviciniamo al ritrovo.
L'odore di carne alla griglia mi pervade ma ho anch'io i miei limiti e alle 9 del mattino mi schifo e vado oltre mentre osservo questo piccolo accampamento con radio paride, stand di ogni genere e forse anche una pista per il liscio.
Iscrizione, pronti, partenza, via e non pensare che ti devi fare 21 Km per l'amor del cielo.
Che bello, non ci sono tanti camminanti e quei pochi che incontro li schivo facilmente, e che bello, non ci sono le temutissime mamme col passeggino che allattano sul ciglio della strada.
Snobbo il primo ristoro e proseguo non sapendo che il secondo non era più praticamente attivo al mio passaggio ma per fortuna non ero intenzionata a mangiare banane o crostate quindi poco male.
Ho incontrato tre salite che ho affrontato con tenacia..camminando.
Ma che fulmine in discesa! Non è vero perché mi facevano male le ginocchia.
Decido di fermarmi all'ultimo ristoro, tracanno il thé e chiedo gentilmente di riempire la borraccina e viaaaaaa!!!! Nei pressi di Brendano un macchinone bianco strombazza e vedo una bionda sbracciarsi: ciao amica!!!!!
Ultimi Km, riassunto dei disagi: piedi devastati, ginocchia doloranti, punta, mal di testa ma nel complesso pensavo peggio, percorro dei tratti camminando ma non mollo.
Cartello ultimo Km.
Km???????? Io pensavo mancasse qualche metro!
Ok, l'ultimo pulcioso Km, supero una che mi stava sulle palle per come camminava, un bambino, e forse anche uno zoppo, scorgo l'arrivo, guardo il Garmin e ....20.84 Km.
Stop.
Respiro.
All’arrivo faccio il mio solito gesto rituale dell'ombrello e trotterellando arrivo al banchetto Ritiro premi.
Due bottiglie di vino.
Lascio il pasta party alle spalle e con Freddy ce ne andiamo non prima di un selfie di coppia.
Corro seriamente da tre mesi e dal punto di vista dei runner veri non ero pronta per un risultato decente ma senza nessuno che mi tirasse e signori, con il ciclo, sono arrivata alla fine.
Due obiettivi raggiunti: non si molla a un passo dalla fine e va bene lo stesso anche se non è perfetto come l'avevi programmato.
Alla prossima avventura
Lettera a un idiota
A parlare con quelli come te c'è ben poca soddisfazione, perché anche in quei rari casi in cui capisci quello che ti si dice, alzi le spalle e guardi oltre quindi scrivo per me e per quelli che capiscono. O almeno che si fermano a pensare.
Sono chiacchiere inutili quelle che cercano di trovare un colpevole se la nostra vita non è come la sognavamo da piccoli, quindi votiamo per la praticità e parliamo di chi fa quello che può per migliorare le cose.
Ma andiamo con ordine.
Quadro attuale della mia vita (mia, di amici e conoscenti ma anche di chi mi sta sulle palle): a forza di aspettare da giovane disoccupata sono caduta nella categoria degli Invisibili, dei trentenni di cui al TG non si parla mai, forse perché non c'è più speranza o forse per non farci deprimere più del dovuto. Come tanti sono laureata e come tanti sono precaria. Molto chiaro. In questo momento non so fino a che punto convenga iscriversi all'università al fine di trovare un impiego, se non in alcuni casi, altrimenti si va all'estero, altrimenti benvenuti nel mondo precario.
Oltre all'esercito degli Invisibili i TG iniziano a parlare di un altra fazione, quella dei Fancazzisti, giovani individui, o scatole vuote, che decidono di non studiare, non lavorare, non cercare lavoro. Decidono per tutti i "non" che ci sono dedicandosi all’adorazione del Dio Ozio. Una di loro abita sopra di me. Una completa decerebrata.
La categoria evergreen dei Raccomandati non ha bisogno di presentazioni ma penso che anche loro se la passino peggio di qualche anno fa.
Arriviamo ai Fortunati, e sai chi sono? Persone che in un modo o nell'altro sono riusciti a ottenere un contratto a tempo INDETERMINATO, ma a loro non è concesso storcere il naso se quello che hanno non è il lavoro della vita perché “sei fortunato ad averne uno”.
Poi ci sono gli Idioti.
Come te.
Sai, qualche giorno fa abbiamo festeggiato uno di noi, uno che ha trovato un nuovo lavoro, pensa te. Tra le persone che sono passate a salutare c'erano tuoi colleghi Idioti che parlando di stipendi e contratti hanno avuto il coraggio di dire che non è il caso di lamentarsi di essere pagati ogni x mesi che ai loro tempi... Davvero? Ai vostri tempi funzionava tutto esattamente così? Oltre alle frasi fatte e fuori luogo, spesso e volentieri correlati a una certa età, l'Idiota tipo si caratterizza per essere un privilegiato che sbandiera certi credo e ideali ma poi fa tutt'altro. Penso si chiami ipocrisia, per non dire stronzaggine.
E' una persona che si godrà la pensione, che non è preoccupato per il domani, che può fare progetti, che può scegliere, che dorme sul posto di lavoro, che pretende i salti mortali da persone vincolati da co.co.pro. che hanno più doveri che diritti, perché devi solo ringraziare che un lavoro ce l'hai e accettare condizioni ingiuste, che sfodera frasi sconvenienti con colleghe (una tristezza).
Uno che potrebbe dare una mano ma non lo fa.
Non fa un cazzo.
Ora.
Noi poveri stronzi (ai tuoi occhi) facciamo tutto il possibile per migliorare le nostre vite, magari decidiamo di fare un dottorato senza borsa, ci vengono promessi rimborsi che poi non arrivano, aspettiamo mesi e mesi più del dovuto per concludere gli studi per tue mancanze e non ci viene rivolto neanche un “scusa”.
Voi Idioti non dovete aiutarci a ogni costo, ma neanche pulirvi le scarpe sui nostri sforzi.
Ho bisogno di un mutuo e ho problemi ad averlo.
Grazie al mio contratto.
Sai cosa? Non possiamo più permetterci di scegliere un lavoro e non ho assolutamente intenzione di rinunciare anche all’idea di avere una casa. Lotterò per non arrivare a 50 anni avendo niente in mano perché mi obbligano a vivere in affitto con un contratto di lavoro farlocco.
Non hai idea di cosa stia parlando vero? Sacrifici?
Ah no scusa, i sacrifici li avrai fatti anche tu ma "ai vostri tempi" portavano a qualcosa.
Ormai il sacrificio è diventato uno stile di vita.
Forse stupidamente continuo a pensare che bisogna sempre mirare in alto, e che si fa sempre in tempo ad aggiustare la mira. Vuoi fare l'astronauta? Fruttivendolo? Ballerina? Prova, se poi non riesci se ne riparla ma provare con "persone" come te, che remano contro a livello umano e lavorativo è sempre più dura.
Ma guai a mollare.
Per finire posso solo augurarti:
emicrania cronica senza possibilità di miglioramento, di non trovare mai parcheggio, che ti affreschino la portiera della macchina di graffi, che gli uccelli si coalizzino e ti caghino in testa ovunque tu vada, che ti puzzi sempre l'alito, che invece di fare una battuta brillante in presenza di belle donne ti escano scoregge e rutti, di non digerire i piatti che più ti piacciono, di diventare impotente, che per te al mare la sabbia scotti sempre anche all'ombra, che l'acqua sappia di cavoletti di bruxelles, che ti cada il cellulare nel cesso, che come ti muovi in macchina ti arrivino multe su multe, che non ti possa mai godere né un'alba né un tramonto, che sul lavoro non ti venga riconosciuto niente, di passare serate dove non vedi l'ora di tornare a casa, di non capire le barzellette, di non poter leggere libri, di ridere poco e male, di avere vicini pessimi, di non goderti le vacanze, di arrivare sempre in ritardo, di avere sempre fame, di avere fobie stupide che ti perseguitino tutti i giorni, intossicazioni alimentari non gravi ma che ti prosciughino l’intestino, che non ti si porti rispetto... emorroidi le ho già scritte?
Già che ci sono.
Un bel vaffanculo a tutti i privilegiati che piangono miseria.
Vergognatevi.