Xuebing Du

Love Begins
trying on a metaphor
we're not kids anymore.
Fai_Ryy
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Kiana Khansmith

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noise dept.
Keni
occasionally subtle
🩵 avery cochrane 🩵
$LAYYYTER

JVL

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untitled
Cosimo Galluzzi
Three Goblin Art

Andulka
seen from United States

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@the-night-sound
la sensazione più brutta è vedere qualcuno perdere l'interesse nei vostri confronti e sapere che le cose non torneranno più come prima
lo stai rifacendo e manco te ne accorgi
Gli errori dei genitori ricadono sui figli
“Quando sei stato faro per anni nessuno è disposto a perdonarti un attimo di buio.”
— Davide Mapelli
Che ne sai delle notti insonni in cui i pensieri e le preoccupazioni sovrastano il silenzio della notte? Che ne sai del sentimento di inadeguatezza provato ogni volta che si viene paragonati a qualcun altro?
Charlotte Nsingi
Io e lei ci siamo conosciute da bambine, due persone quando hanno lo stesso cuore si riconoscono
lo stesso cuore spezzato, intendo.
Non lo so se certi incontri sono destino, so che senza quell’incontro io non sarei io.
Certi giorni mi ha fatto ridere quando volevo solo piangere, certi giorni mi ha detto che piangere è utile perché il dolore deve uscire fuori, che se lo tieni dentro ci affoghi.
Certi giorni mi ha salvato la vita.
Certi giorni abbiamo litigato tantissimo, fino a pensare di odiarci, ma avremmo fatto di tutto l’una per l’altra pure in quei giorni. Certi giorni ci siamo abbracciate forte quando non avevamo niente.
Certi giorni abbiamo parlato dell’amore, dei mostri che non ci fanno dormire, del panico che inizia e non sa finire.
Certi giorni siamo state una canzone.
Certi giorni non l’ho mai ringraziata abbastanza.
Io e lei ci siamo conosciute da bambine, e stiamo diventando grandi insieme.
Marzia Sicignano
Sei bella con o senza il rossetto che devi ripassarti per forza in macchina.
Sei bella anche adesso, ubriaca e triste, stanca e sincera.
Non dico bugie.
Sei divertente, sei insopportabile quando sei arrabbiata, ma quando sei di buonumore trascini tutti.
Hai paura, però poi ti lanci e sei accogliente, sai ascoltare, sei buona, sei dolce, ed è questo che devi amare di te.
Ma devi capirlo. È importante, d'accordo?
Devi capire cosa sei, accorgertene prima degli altri.
È scontato ma è la verità: devi imparare a volerti bene, a chiudere gli occhi e rilassarti, a non dare sempre tutto di te agli altri fino a che non rimane neppure una briciola per te stessa.
Ogni opinione deve scivolarti addosso, e con ogni sguardo deve succedere lo stesso.
Ogni delusione, ogni giudizio devi lasciarlo indietro, devi essere meno severa con te stessa.
Sai cosa devi fare? Dirti le cose che diresti a me.
Siamo così buoni con gli altri e poi così cattivi con noi stessi: ci prendiamo a calci.
A volte ci facciamo male perché ci guardiamo con gli occhi degli altri, altre volte perché ci guardiamo con gli occhi ancora più cattivi rispetto a quelli con cui guardano gli altri.
Allora datti le carezze che daresti a me se io ti raccontassi che mi sento come ti senti tu.
Sii la tua più grande amica.
Inizia ad amarti, è da lì che inizia la vita.
Marzia Sicignano
Quelle mancanze che fanno eco fra i cassetti dei ricordi
Mentre sono qui sotto le coperte ed odo il ticchettio della pioggia sulla tettoia, non so per quale motivo, ma la mia mente ritorna a quella domenica mattina a Roma quando, dopo 24h di emozioni, sbattimenti e tanti sorrisi, abbiamo fatto colazione insieme fra buongiorno sussurrati e mezzi sorrisi, circondati da persone e mormorii vari che per noi eran così lontani.
Una colazione lenta, caratterizzata da cibo scadente e da un cappuccino “acquettoso”, ma che a noi non importava; due marmellate condivise perché tu volevi l’albicocca ed io la pesca, ma poi i nostri gusti si sono scambiati ed era un peccato buttare via mezza confezione aperta.
Quello era solo un pretesto per provare a condividere i nostri gusti, ora lo so. Come quella volta che, durante un pranzo di squadra, mi hai dato un pezzetto del tuo kiwi perché quello del mio piatto era troppo aspro, e tu hai riso tantissimo vedendo le mie smorfie che quasi ti dispiaceva darmi qualcosa di dolce per consolarmi. Mi hai imboccata con la tua forchetta e facendomi la linguaccia, siamo scoppiati a ridere e il pezzetto di kiwi per miracolo non è volato via o peggio ancora non mi è andato di traverso.
Nella mia mente si manifestano i tuoi occhi fissi nei miei, di quando mi hai presa per la prima volta in braccio, il tuo sorriso a labbra schiuse mentre mi tenevi stretta al tuo petto e mi sussurravi quanto fossi leggera, ed io stupida che ho smorzato con una battuta la situazione e per pochissimo non cadevamo fra mille risate, sotto gli occhi di mia mamma.
Chi ci guarda, sono sicura che spesso si chieda se siamo impazziti o se abbiamo dei disturbi, perché non dobbiamo sembrare tanto normali, ma noi ce ne freghiamo e continuiamo ugualmente a ridere. Come quella volta durante un allenamento in cui io ero ko e tu amorevolmente prendesti la tua felpa e me la mettesti, ma nell’infilarmela mi spettinasti e, fra mille ciuffi sparsi, scoppiammo a ridere sotto lo sguardo attonito di tutti.
Ripenso ai nostri caffè condivisi e alla tua attenzione fuori dal comune nell’aiutarmi prima ancora di bere il tuo, al tuo passarmi l’acqua senza che te lo chieda e al tuo asciugarmi le labbra, mentre ti mordicchi le tue mangiandomi con gli occhi. Lo vedo come ti trattieni quando ti abbassi per parlarmi ad un palmo dal viso, ed i nostri respiri si mescolano, fondendosi e facendosi uno, come fatichiamo noi stessi ad ammettere.
Ripenso all’altro pomeriggio quando, vedendomi in videochiamata con un ciuffo sulle labbra, mi hai detto di togliermelo perché ti veniva un po’ da piangere a non poterlo fare tu e mentre lo facevo, mi hai detto che ti ricordavo un pezzetto del ritornello di Ridere dei Pinguini Tattici Nucleari e sei scoppiato a ridere in un modo nervoso.
Ecco, ripenso a tutto questo e a quanto mi manchi il tuo tocco leggero, la tua vicinanza fisica, a quanto mi manchino i tuoi baci fra i capelli, metterti il muso per ricevere un abbraccio e una coccola, far finta di prendermela se mi sfotti solo per essere consolata.
Oramai è lampate il nostro cercarci, il nostro rapporto un po’ oltre l’amicizia e, mentre rivivo questi ricordi, ecco che un raggio di sole fa capolino fra gli spiragli della tapparella, rendendomi sempre più convinta che questa voglia di chiarirsi non appena tutto questo sarà finito, si sta facendo sempre più viva e reale, assieme alla voglia di ritornare fra le tue braccia dove tutto è possibile, anche l’impossibile.
“Ma tu sei un girasole, giri sola, sai bene come ci si sente quando vuoi gridare ma non dici niente, quando vuoi piangere ma ridi sempre”
— Cicco Sanchez
“Tutto può succedere. Ora, qui: siamo vivi!”
— Vasco Rossi
“A vivere ogni istante come viene, rischiare tutto fino a farsi male, ridere ogni volta come fosse l'ultimo sorriso che rimane.”
—
“Ho messo via un po’ di quel che sono per non farmi troppo male.”
— Danzeremo a luci spente.
Se danzi con il diavolo, il diavolo non cambia ma cambi tu