Io: Piuttosto che stare in una situazione che mi rende infelice la interrompo a costo di mangiarmi le mani
Sempre io stamattina: oh no, mi manca 🙃

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@thecatcherinthemind
Io: Piuttosto che stare in una situazione che mi rende infelice la interrompo a costo di mangiarmi le mani
Sempre io stamattina: oh no, mi manca 🙃
it's not much but it's honest work
Ho notato che quando sono single faccio cose più interessanti, quando ho una relazione tendo sempre ad annullare i miei interessi per sfruttare al massimo il tempo con l'altra persona. Ci combatto da anni e me ne rendevo conto in tutte le relazioni passate, ma non ne sono ancora uscita.
È inutile dirsi "eh ma devi continuare a fare le tue cose lo stesso", quando non si vive insieme e il poco tempo libero lo si deve sfruttare in qualche modo. Io non sono mai riuscita a sviluppare un mio interesse o una mia passione in modo decente quando avevo relazioni, nemmeno nell'ultima in cui ero liberissima di fare ciò che volevo e non ero obbligata a utilizzare il tempo libero per la coppia; inevitabilmente sentivo il bisogno di usare il tempo libero per la coppia, era più forte di me.
Ad una certa devo pure guarire da sta cosa.
Ho rivisto un amico d'infanzia e mentre parlavamo del più e del meno mi è sfuggito che mio padre ha avuto un infarto.
Mi è salita subito la preoccupazione che qualcuno potesse farsi vivo per chiedere come stesse. Arrivata a casa l'ho detto a mio padre e si è incazzato perché "con quella gente non voglio mai più avere a che fare".
Inizialmente mi sono sentita in colpa, poi ho capito che la colpa non è mia: non ho detto che è finito in carcere per omicidio, non ho detto che l'hanno beccato a rubare qualcosa, ma che ha avuto un infarto e avevo in mano un vassoio di pizza perché dei suoi amici passano a festeggiare e a salutarlo. Questo meccanismo malato per cui mi è vietato tenere i rapporti con la gente della mia borgata solo perché i miei hanno deciso di crescerci in un posto e poi strapparci via da chi è cresciuto con noi deve finire ora. Io ho tutto il diritto di raccontare cosa voglio a chi voglio, ho diritto di riallacciare i rapporti e di crearmi una rete di sicurezza, perché gli unici che ne facevano parte stanno man mano morendo (cioè solo la famiglia di mio padre e i pochi rimasti).
C'è qualcosa di profondamente eccitante in un uomo che mi chiede di usare la sua carta di credito pregandomi a mani giunte.
Comunque la misoginia è incredibile: una donna va a raccontare che il suo ragazzo l'ha tradita con la migliore amica di lei e tutti iniziano a dire "perché voi donne siete così, nessuno dei miei amici ha mai fatto una cosa così" AMO IL TRADITORE NELLA STORIA È UN UOMO, TI SFUGGE QUALCOSA?
Domani il mio capo va a controllare che nell'ufficio che stiamo lasciando nessuno abbia cagato nel lavandino.
Sì, è già successo.
No, non siamo stati noi.
Spero.
Nessuno odia una donna indipendente più della madre che è rimasta incastrata in un matrimonio infelice e che ha un "caro amico" che ama ma che non la ricambia e quindi soffre con entrambi gli uomini.
Comunque la psicologa mi ha fatto notare che nella vita non esistono solo gli infarti e non posso disperarmi se io prima di questo ho discusso di stupidaggini, è normale che per la nostra testa aver non aver scongelato il pollo, aver dimenticato di comprare la coca-cola o aver preso una multa sono tutte cose gravi finché non arriva una malattia o un infarto.
Mi ha anche fatto notare che non ho problemi di rabbia, ma se vengo esposta troppo a situazioni che mi fanno arrabbiare ovviamente scoppio. A quel punto ho pensato di andare a cercare da dove sia nato tutto. Ho risentito un audio mandato a un amico a novembre 2024: avevo nella relazione gli stessi problemi per cui è finita la settimana scorsa. Ho trascinato le stesse cose per un anno e mezzo. Altro che problemi di rabbia, frustrazione e cattiveria. Semplicemente non potevo più tollerare di essere presa in giro e sono esplosa, dando il peggio di me.
Sicuramente devo imparare a lasciare andare prima.
Però ho scritto al mio ex un messaggio di scuse, spiegando anche di essermi presa qualche giorno perché mio papà ha avuto un infarto e ho dovuto gestire molte cose mentre lavoravo. Mi ha risposto come se fosse il commercialista; niente ammissione di colpa (una cosa del tipo "so che sei esplosa per questioni legate alla relazione e anche io ho parte di colpa"), niente vicinanza emotiva per la mia situazione (tipo "posso immaginare sia un momento molto difficile e ti ringrazio di aver pensato a me lo stesso"), niente riconoscimento di quanto io mi sia sempre gestita tutto da sola.
Lui semplicemente ha preso il messaggio con cui mi scusavo, deve averlo fatto leggere a mammina, si sarà fatto fare le coccole e poi la signora ha risposto secca, perché so benissimo che la risposta non è farina del sacco del bimbo.
Non gli auguro che uno dei suoi genitori gli crepi davanti solo perché per lui sarebbe un'ottima notizia; finalmente incassa l'eredità . Gli auguro però di svegliarsi un giorno con la consapevolezza di essere un viziato a cui la vita ha fatto fin troppi regali, perché è ciò che si è dimostrato.
Quando il mio ex precedente mi ha mollato di colpo per messaggio io comunque ero preoccupata gli fosse successo qualcosa, sono stata me stessa anche nel dolore estremo: questo coglioncello viziato davanti ad un infarto ha tenuto la sua maschera da bimbo offeso perché ho osato lasciarlo dopo anni di prese per il culo. Mi vergogno del modo, mi dispiace aver preso ed essermene andata nel mezzo di una discussione, dicendogli di non volerlo più e di lasciarmi stare. Avesse un minimo messo in discussione sé stesso avrebbe capito che tutto questo l'ha comunque causato la situazione intera: non ho reagito male a lui che saluta la cameriera o che fa un complimento ad una ragazza, non ho avuto una scenata di gelosia o di rabbia perché ha detto la parola sbagliata. Stavo male e mi sentivo ferita perché di nuovo non abbiamo organizzato le ferie, gli ho fatto notare che a differenza sua non posso permettermi di organizzarmi all'ultimo perché non ho la possibilità di pagare mille euro in volo e lui in tutto questo ha tirato fuori il telefono cercando i voli e deridendomi perché in realtà il volo costava 400 euro. Quando ho risposto che infatti sta salendo e non voglio arrivare a spenderne mille solo perché ci organizziamo tardi ha iniziato a fare il rumore delle unghie sugli specchi ridendomi in faccia anziché dire "ok allora se sei più tranquilla prenotiamo entro oggi così non sale". In quel momento ho sentito rompersi qualcosa: io ti faccio notare che ho bisogno di sicurezza e tu deridi un mio bisogno.
E si stupisce che io lo abbia mandato a fanculo e me ne sia andata.
*Se sei tornata troppo presto a lavoro senza aspettare che tuo padre si riprendesse e hai lavorato con la testa altrove complice anche il fatto che stai elaborando la rottura col tuo ragazzo e hai fatto una cappellata dopo l'altra batti le mani
CLAP CLAP*
È quello che mi merito.
Ho lasciato che la rabbia rovinasse anche questa relazione e ho distrutto l'unica persona che mi stava vicino in ogni momento.
E adesso mi merito di passare da sola la settimana più difficile in assoluto.
È colpa mia.
Ho dato importanza alle cazzate e ora mio padre è in terapia intensiva e io ho mandato via un uomo che mi amava.
La biblioteca della terapia intensiva delle Molinette regala perle rare
In meeting con il CEO e con una direttrice di una banca.
Lui che mi scrive sulla chat aziendale che si sta rompendo le palle, io che gli dò corda, lui che cerca di non ridere e la tizia convinta che stiamo sorridendo perché parlare di finanziamenti ci sta divertendo un botto.
E sai chi c'era al tuo fianco mentre avevi un infarto? Esatto, la figlia sempre troppo arrabbiata. Sì, proprio quella che ha problemi con la rabbia e che non consente a nessuno di metterle i piedi in testa, quella che ha sempre da polemizzare e che ogni volta che qualcosa va storto si alza le maniche e lo risolve, a costo di mandare a fanculo tutti. C'era lei. Nonostante fosse il suo compleanno, ha passato la notte con te in ospedale, mentre il tuo cuore cedeva e mentre gli altri pensavano solo a farsi compatire, c'era lei: a parlare coi medici, a firmare i fogli in cui spiegavano cosa ti avrebbero fatto, a chiedere informazioni sul tuo stato di salute, ad aggiornare parenti che si fanno vivi solo quando la gente è in fin di vita, a sucarsi le chiamate delle persone anche in orario lavorativo, essendo tra l'altro l'unica con un lavoro full time e coi libretti, con veri permessi da chiedere e delle vere responsabilità sulle spalle se fa cazzate. C'era l'unica che questi due giorni deve anche sostituire il suo responsabile, che pochi giorni fa ha chiuso una relazione di due anni, che sta lasciando il suo numero a cani e porci per fare da referente per un argomento di cui durante il giorno non vorrebbe parlare. Proprio lei, c'era proprio quella figlia.
C'è qualcosa di molto chic in una donna che ha come età un numero dispari.
Più mi ritrovo a gestire tante cose in contemporanea più provo disprezzo e disgusto verso quelli che vanno in tilt davanti ai problemi. Se c'è una cosa che mi manda in bestia è dover gestire quelli che nel momento del bisogno anziché rendersi utili stanno con le mani in mano e diventano anche un peso da gestire