to the light / to the night [Priverno, 29 luglio 2017] (presso Fossanova Abbey)
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to the light / to the night [Priverno, 29 luglio 2017] (presso Fossanova Abbey)
Voi non bussate e portate il servizio di doppi ascigamani nella camera 207 di Simone Cristicchi.
Dove corri, dove vai, portami con te. Fermati, non scivolare via come goccia orrizontale che travolge la verticale con il vento a favore di un treno in corsa.
Questa non è una fotografia che mi soddisfa, ci sono cose fuori posto e altre angolazioni che andavano prese. Ma non c'è importanza, tutto si annulla, focalizzato qui ci sei tu. Perché questo è per dirti che sei ovunque, anche se rimani in silenzio, ma ci sei e ti percepisco. Ti portiamo con noi.
Quante cose non scrivo più, quante cose perdo, quanto percepisco più i vuoti.
“Trying to push this problem up the hill when it’s just too heavy to hold think now’s the time to let it slide
so come on, let it go just let it be why don’t you be you and I’ll be me? everything that’s broke leave it to the breeze let the ashes fall foget about me”
Non ti spegni mai, grazie.
Mi piace sapere che da lì, questa sera, hai colorato il cielo di rosa, a proteggerci e proteggermi. Tu che non tramonti mai, un sole sempre e solo costante.
Attaccato al cuore con l'attak.
Piove, forte, a dire che non dovevi finire così, non tu.
Sempre, Niccolò.
E cosa succede ora? Ché le tue pareti sono crollate, la testa ti gira e non sai dove appoggiarti.
Al rimpianto più grande della mia vita.
Mi piace sapere che lavoriamo uno accanto all'altro, anche se dovremo invertirci i ruoli, e mi piace pensare che neanche a te, come a me, stanca quella città, sempre lì e magica. Ci troveremo, intanto lascio scivolare i capelli bagnati e freschi di questo vento sulle spalle.
È già agosto, e io tutto frattempo tra l'inizio e questo istante non sò dove sia finito, in cosa si sia consumato. Sarà che non sono consapevole di come voglio stare vivendo così e in un certo senso in un semivuoto, ma soprattutto ancora costretta ad una cosa che non si cucisce con me stessa. Viaggiamo in binari diversi, lontani, e io per obbligo devo stringere fino a stremarmi e vedermi prosciugata insoddisfatta. Però intanto macino chilometri per me e accumolo "stipendi" e piccoli momenti. Come diventare l'elemento essenziale di una tesi, conoscere nuove persone e apprezzarle senza troppe parole ma con tanti sguardi e sorrisi, sapere di essere un po' un orgoglio per chi mi ha cresciuto con tante guerre, capire che c'è chi mi si lega per "la persona che sono".
Ci sono cose che non scrivo più, che sembrano periodi di immobilità.
Parigi 2024, Los Angeles 2028. E la CIO (quasi) costretta ad assegnare due edizioni delle Olimpiadi perché non ci sono più candidature. Si aspetta la conferma di ciò, ma la situazione lascia lo stesso l'amaro in bocca.