Ciao caro lettore, torno qui da te a distanza di una settimana quasi precisa.
Oggi è il 23/06/26 e sono l’una e trentaquattro. Sono passati 8 giorni e qualche minuto.
Mi fa piacere sapere che mi ero preposto di farmi le treccine ed alla fine l’ho fatto.
Quando sei cosciente della tua depressione anche questi piccoli traguardi sono importanti.
Già risulta difficile prendersi cura di se stessi, immaginiamoci spendere circa 10/12 ore tra un processo ed un’altro per portare a termine una capigliatura, che di facile ha poco. Visto che la parte più ostica è proprio l’inizio.
Ho tanti capelli, e fare l’acconciatura sulla parte posteriore della nuca non è gioco di poco conto.
Le spalle sono perennemente tese con una apertura molto ampia, tensione sulle dita per mantenere la treccina, ed il tutto con uno specchio rotto e la camera anteriore del mio 11 pro max. Amico fidato da oramai il 2019.
Insomma, dopo che abbiamo parlato tu ed io ho dormito, ma molto tardi. Possiamo dire che ho visto l’alba della mattina di lunedì. Ma nonostante il poco sonno, mi sono alzato, preparato per bene. E sono uscito.
Avevo molte idee da portare a termine. Sia dal punto di vista del canto, che del ballo. Volevo registrare di nuovo qualche video, e così ho fatto.
L’outfit era impeccabile, mi sono sentito bellissimo ai miei occhi. Ero come sempre avevo desiderato.
Camicia bianca, candida. Gilet beige a manica corta, semplice ma elegante. Evinceva la forma della mia spalla e lasciava apprezzare le curvature delle mie nuove braccia. Nuove perché sto cambiando velocemente attraverso gli allenamenti giornalieri che sto eseguendo e che sto preparando per i miei futuri clienti -voglio allenare persone, voglio creare una community che rispecchi quel che sono ora. Voglio attirare a me quelle persone belle e gentili, con le quali sarà bello lavorare. Sarà bello guidarle in quello che sarà il loro percorso con me.
Voglio aiutare gli altri a fare ciò che sto facendo io.
Ma far diventare questo atto anche una entrata economica. Il mio tempo voglio che valga. Il mio dolore vale. Come qualsiasi altro dolore di tutti noi.
Voglio vivere della mia arte, e perciò ho deciso che inizio a lavorare pezzi d’arte. L’intenzione è quello di collettare tavole, parti di mobilio che vien buttato per compiere qualsiasi manovra d’arte la mia mente mi chieda.
Sono Artista, e questo si è sempre rispecchiato durante la mia infanzia.
Voglio continuare ed essere ancora più magico di quanto io non sia mai stato. Quindi ecco, questo è un processo mentale molto importante per me. Perché mi sta permettendo di uscire dalla paura di provvedere alla mia stessa ricchezza. Mi sento meno spaventato a vivere meglio.- dicevo, l’outfit.
Camicia, gilet, sotto avevo delle calze bianche, mocassini, ed i pantaloni. I pantaloni erano i protagonisti. Correvano seguendo la fisicità delle mie gambe. Avevano una lunghezza poco dopo il ginocchio. Lungo l’orlo del pantalone vi era un piccolo eccesso di materiale che si lasciava cadere leggero attorno la piega delle ginocchia, creando così un effetto visivo elegante, semplice che lasciano spazio agli arti del ballerino, ossia me.
Sono stato molto felice dei risultati. Purtroppo per me che tornavo nel mondo esterno per lavorare sui miei progetti, nel mentre di tutto ciò ho di nuovo avuto a che fare con personaggi come dei ragazzi probabilmente del Marocco -ostili a qualsiasi tipo di azione che possa indicare una certa femminilità come la mia danza o il mio canto- ma fortunatamente ho resistito, non sono andato via! Piuttosto ho continuato. Ed ho fatto bene. C’erano molte persone in vari momenti. È stato bello.
Passato il turbo turno notturno in reception al Dutchies di martedì, ho applicato la maschera alla banana sui capelli, formato l’impacco per poter andare a dormire, e sono andato a dormire verso le 10 del mattino di mercoledì.
Troppa luce, mi sono svegliato che erano le 15:00 e qualcosa del pomeriggio.
Tra uno stretching di un’ora ed il caffè si erano fatte già le 18. Dovevo entrare in doccia ed iniziare a snodare i capelli.
Per le 23:53 avevo fatto tutto tra snodo, shampoo, balsamo, separazione da bagnati per facilitare l’asciugatura con l’asciugacapelli, asciugato ogni sezione morendo dal caldo, per poi chiudere con la pettinatura ultima e separazione delle sezioni di capelli che all’indomani avrei iniziato a lavorare.
Così ho fatto.
Sono andato a dormire. Soddisfatto di quanto avevo fatto.
Giovedì riposavo di nuovo, quindi con calma mi sono svegliato. Per le 14 ho iniziato a intrecciare le parti posteriori. Sono state le più difficile ed ostiche caro lettore. Avevo un forte dolore alla spalla destra, e non mi stava essendo facile. Ho dovuto fare varie pause. Ad ogni fine sezione mi permettevo una lunga pausa.
Ma non all’intimo.
Le sezioni anteriori le ho voluto fare una dopo l’altra.
Anche perché mi restava poco tempo prima che la lidl chiudesse e dovevo fare il cambio delle bottiglie e lattine.
Per fortuna ho messo il turbo ed ho fatto tutto in tempo.
Sono stato fiero del risultato.
Mi sono piaciuto.
Mi amo caro lettore.
Per me sono piccole dichiarazioni di amore.
Ed ora l’universo mi sta permettendo di guarire qui in questo posto. Ho la benedizione di essere nel posto giusto nel momento giusto.
Grazie, grazie, grazie. E grazie, grazie, grazie caro lettore. Sento il tuo amore. Non mi sento più solo ultimamente anche quando fisicamente sono solo.
È bello.
Ora vado caro lettore.
Domani voglio raccontarti di Keira. Oppure quando tornerò qui.
Comunque, ricordo bene quello che avevo detto qualche pagina fa. La nota dal passato.
Prima però voglio parlare di Keira. Voglio vedere poi quale sarà la nota passata che l’universo mi vorrà mostrare. Per vedere se mi vuol comunicare qualcosa.
Buonanotte cari lettore. Almeno buonanotte per me. Sono contento per come sta andando tutto. Anche se a giorni alterni cado. E cado forte. Ma non sono solo.
Ciao caro lettore.













