Questa società è
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—Julia D.

No title available
YOU ARE THE REASON
Cosimo Galluzzi
One Nice Bug Per Day
he wasn't even looking at me and he found me
KIROKAZE
h

No title available
Claire Keane
Fai_Ryy
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Stranger Things
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
NASA
Keni
🩵 avery cochrane 🩵

pixel skylines

JVL
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

PR's Tumblrdome
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—Julia D.
Nobody like you.
Bisogna fare della propria vita come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo d'intelletto sia opera di lui.
Il piacere, Gabriele D'Annunzio (via uncasinoinnamorato)
Starry Night
🥀
Baby.🌺
Hai lo sguardo che è arte.
Scegliete chi per disegnarvi userebbe tutti i colori.
Granelli divisi, dispersi. L'infinito intorno. Il buio. Però, si scontrano. Un incastro perfetto. La luce risplende. E il buio non è poi così scuro. Siamo polvere di stelle.
MIE!
“L’omofobia più difficile da combattere non è il ragazzino pestato in un angolo buio o schernito dai bulli, ma quella più piccola, che rimane latente nei gesti quotidiani. Quella che diventa normale, perdonabile, quasi ovvia. L’omofobia è la tua migliore amica che ti ride in faccia, imbarazzata, quando fai coming out. L’omofobia è dover fare coming out. Quasi come se dovessi confessare qualcosa di losco e oscuro, che prima o poi deve venire a galla. È il parlare con gli sconosciuti della persona con cui stai senza definirne il sesso, perché non si ha voglia dello stupore, delle classiche domande. Non perché siano per forza dettate da malizia o cattiveria, ma perché a volte non si ha proprio la voglia di essere al centro dell’attenzione. È passare per quella che vuole farsi vedere quando invece ne parli apertamente. L’omofobia è sentirsi allo zoo, dall’altra parte del recinto. È percepire gli sguardi dei passanti quando si è con lei e sapere che dovresti avere la forza di fregartene. Sono le risatine degli adolescenti e i commenti quando ormai sei lontana. L’omofobia sono i ragazzi in discoteca che ti circondano e iniziano a darsi gomitate quando la baci. «Posso unirmi?» e quando rispondi di no quasi non capiscono il tuo sdegno. In fondo le lesbiche sono solo una categoria di film porno, perché te la prendi tanto? Lo sanno tutti che due ragazze che stanno insieme bramano soltanto la presenza di un pene. L’omofobia è scegliere allora di andare nei locali gay, avere amici gay, sentirsi leggeri e non soggetti a tutto questo. E poi sentirsi dire che ti ghettizzi. L’omofobia è tua madre che ti dice che forse è colpa sua perché non è stata abbastanza presente quando eri piccola. Oppure che stai con lei solo perché sei stata delusa dagli uomini. L’omofobia è l’amica che non vuole sapere com’è stata la prima volta, quella che ti spiega che non puoi pensare davvero di essere gay fin quando non provi ad andare con un uomo. O che lo fai solo perché va di moda, perché sei un po’ alternativa. «È una fase, sei giovane, è giusto che tu ti diverta e faccia le tue esperienze». Sono dei ragazzi che per insultarsi si dicono ma sei un frocio. L’omofobia è: «Quanto vorrei avere un amico gay per andare a fare shopping insieme». È pensare che ogni lesbica abbia i capelli corti e ami il calcio, che ogni gay la voce acuta e un isterismo innato, è pensare che ogni transessuale si prostituisca. L’omofobia è: «Chi fa l’uomo della coppia?», come se si dovesse capire chi sia la sottomessa, chi cucini e chi invece offra cena. L’omofobia è non poter donare il sangue perché sei di sicuro una persona dalla sessualità promiscua. È il “non ho niente contro i gay, però…”. Però mi dà fastidio che si bacino in pubblico. Pumba, non davanti ai bambini! Però ho paura che poi la gente pensi che lo sia anche io. Però basta che non ci provi con me. Ma chi ti vuole, scusa! L’omofobia è cercare di rendere felice la persona che ami e sapere che i suoi genitori non le parlano perché sta con te. Meglio un assassino, un drogato. Sono tutte le bugie dette perché non si ha più voglia di litigare. L’omofobia è il nascondersi, chissà cosa si penserà in giro. È il non rispondere ogni volta che la nonna ti chiede del tuo filarino. L’omofobia sono due giovani amanti che affittano una stanza di un hotel anche solo per baciarsi, perché a casa non si può. L’omofobia è pensare a volte di essere davvero il problema. Iniziare a sentirsi a disagio anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Anche quando negli occhi degli altri non leggi l’omofobia. È rendersi conto di averla proprio nei tuoi, di occhi. L’omofobia è pensare che basta, non se ne può davvero più, cambiamo argomento senza capire che è esattamente ciò che vorremmo tutti. L'amore invece è un'altra cosa.