"Non potevano scappare per i corridoi alla ricerca di due morti, sarebbe stato folle e irresponsabile. Ma Erin era foll...
La mia prima storia scritta e completa.
ojovivo

No title available

bliss lane
No title available
noise dept.
Game of Thrones Daily

Kiana Khansmith

if i look back, i am lost
h
Doug Jones
KIROKAZE
NASA

Love Begins
The Stonewall Inn
d e v o n

tannertan36

titsay

PR's Tumblrdome
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
The Bright Sessions
seen from United Kingdom

seen from T1

seen from United States
seen from South Africa
seen from United States
seen from Brazil

seen from Brazil

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Türkiye
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United Kingdom

seen from United States
seen from France
seen from Colombia
seen from United States

seen from Türkiye

seen from Austria
@airamavnastories
"Non potevano scappare per i corridoi alla ricerca di due morti, sarebbe stato folle e irresponsabile. Ma Erin era foll...
La mia prima storia scritta e completa.
Una canzone che mi descrive. Fa sempre strano riconoscersi nelle parole di un'altra persona, sopratutto se quella persona é una totale sconosciuta che usa un microfono per diffondere la sua voce al pubblico. Le canzoni sono da sempre il mio modo per scappare dalla realtà e rifugiarmi in un mondo tutto mio, dove ogni cosa é al proprio posto e io sto bene.
It’s love, yes all we’re looking for is love from someone else.
La mia serata ideale.
I say Major, you say..
August 11: Sziget Fest, Budapest
Budapest, Hungary.
Budapest Central Library
via reddit
Non avrei mai il coraggio di abbandonare una persona che mi sta o che mi è stata davvero a cuore. Sono troppo buona per farlo, e nonostante i litigi, ritornerei quella di sempre, a dare tutta me stessa se necessario. Ma le cose cambiano e le persone si rivelano, e il coraggio in questo caso ce l’ho.
Occhi neri
Ho pensato a tante cose, ho cercato di trovarti tra i mille fili della rete. Quell’energia nera che mi trasmetti, collega parti del mio corpo alla tua anima. Il mio malumore si trasforma, e io non riesco a trattenermi. Ti cerco ovunque tu vada, ma non voglio che gli altri se ne accorgano. Così mi nascondo e non ti saluto neanche, nella speranza che tu te ne vada davvero. O forse no. Magari voglio soltanto che le tue mani sfiorino il mio corpo e che mi donino brividi lungo la pelle. I tuoi baci sul mio collo, le nostre labbra incollate. Ma non ti saluto. Poi succede che i tuoi occhi mi toccano, e io mi sento terribilmente sbagliata. Così insicura di me stessa, meno bella di quanto in realtà sia. Chissà i tuoi occhi neri cosa vedono. Spero che per te io sia una bella visione, potrei accompagnarti nei tuoi sogni selvaggi e restare lì con te. Potrei credere che quello che sento sia vero, ma non lo è. Sono confusa, non capisco più niente, i miei pensieri volano lontani verso di te.
Verso i tuoi occhi neri.
Scrivere e sentirsi liberi
Salve a tutti, ritornare a scrivere ogni tanto su questo blog mi distrae dalla vita quotidiana che mi opprime e mi uccide lentamente. Sono qui perché mentre rileggevo una mia vecchia storia online, ho ritrovato un argomento a cui sono legata parecchio: la libertà. Possiamo intendere tantissime cose con questa parola, e io vorrei stare qui per ore a raccontare le sensazioni che si possono provare, quando ci si sente liberi. Però non lo farò, perché io la libertà credo di averla provata raramente. O, rispetto ad altre persone della mia età o a quelle di altri paesi, già l’ho provata e la sto vivendo. Ognuno di noi ha un proprio concetto di libertà. C’è chi vorrebbe andare via dal proprio paese (per ovvie cause), c’è chi vorrebbe scappare, chi invece vivere da solo. E ogni persona ha le proprie ragioni per desiderare tale libertà. La libertà di cui vorrei parlarvi io oggi, è quella della scrittura. Scrivo da quando avevo tipo dodici anni, da quel che ricordo. Lo facevo perché mi divertiva, perché anche io volevo creare nuove storie e nuovi personaggi. Davo nomi buffi ad ognuno di loro, mi piaceva farli litigare per poi fargli fare la pace, un po’ come quando si gioca con le bambole. Mi piaceva far fare amicizia ai personaggi, che poi li consideravo miei veri e propri amici, e gli facevo vivere le migliori avventure che potevo. Questa cosa succede un po’ anche adesso, perché quando scrivo non posso fare a meno di affezionarmi ai miei personaggi. Anche se alla fine mi portano all’esasperazione (dettagli). Scrivere per me è un po’ come volare, scappare sul cielo e posizionarsi su una bella nuvola bianca, con il computer sulle gambe e le parole in testa. Sentirsi liberi è un’emozione rara da provare, e quando la si prova ci si sente quasi il re del mondo. Una sensazione che io credo di non conoscere, ma rileggendo le mie vecchie storie, sento di poter dire che la libertà l’ho provata anche io: scrivendo.
Erin Owen // protagonista di “The Ghost of You”
Erin era forse la ragazza più strana di tutte quelle del college. Indossava quotidianamente dei maglioni larghi, dello smalto scuro, e delle collane con segni strambi. Odiava il cibo della mensa, i tipi come Damian Howard, le compagne di classe e il caldo. Ma la cosa più diversa in lei erano i suoi modi di fare, i suoi profondi occhi azzurri che gelavano chiunque la guardasse.