“Parli spesso di questa maschera che indossi e non ammetti mai a te stessa che ormai è diventata il tuo volto”
— scrivoperanestetizzaretutto
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@allafinesaremotuttimorti
“Parli spesso di questa maschera che indossi e non ammetti mai a te stessa che ormai è diventata il tuo volto”
— scrivoperanestetizzaretutto
Prima di autodiagnosticarti la depressione o la bassa autostima, assicurati di non essere circondato da idioti.
Sigmund Freud
“Ogni persona vale quanto la parola che mantiene”
“Mi faccio sempre mille problemi per non fare del male a nessuno, ma ho notato che gli altri tutti questi problemi non se li fanno.”
“Forse sto meglio così, da sola. Meno persone a cui tieni, meno crepe nel cuore.”
— (via diariodiunaragazzastramba)
Chi vive fidandosi, muore tradito.
Non so se mi dà più noia essere presa per stupida, oppure considerare amiche le persone che senza troppi problemi te lo tirano nel culo.
Quando per me l'amicizia va oltre. Si sono sempre, ci sono sempre stata.. Ma adesso mi passa un po' la voglia..
“Sii sempre viaggiatore, mai turista. Mangia tipico, senti i sapori, i sapori veri, scopri le persone, calati nella cultura, assorbi le tradizioni, vivi con la gente del posto, balla e canta le musiche del luogo, per un attimo dimentica le tue origini. Torna cambiato, mai uguale a te stesso, respira: è la cosa più bella che possa capitarti”
— Valyy93
Se la letteratura giocasse a calcio
Italo Svevo: le perde tutte, ma a fine stagione trionfa perché tutti gli altri vengon squalificati. Per la sua squadra ogni sconfitta è sempre l’ultima.
James Joyce: fallosissimo, spezza le gambe agli avversari e inveisce contro l’arbitro, per lui le partite finiscon sempre con uno o due uomini in meno ed inizian solo dopo esser ormai sotto 0-3. Esperto in rimonte clamorose, il risultato finale varia spesso da 3-3 a 5-3.
Ernest Hemingway: maestro del contrasto duro ma leale, cela dietro un gioco pane e salame la filosofia d’un calcio impregnato di coraggio, determinazione e tenacia. Celebri le sue vittorie per 1-0 al 95°.
Franz Kafka: vive la stagione nell’angoscioso terrore d’esser retrocesso da un giorno all’altro in Lega Pro. Per lui le partite parton sempre dallo 0-1. Con un uomo in meno. E ogni volta, chissà come, deve vedersela con un pallone più grande di lui.
Samuel Beckett: squadra tipicamente attendista, vive nell’incessante attesa di poter conquistar palla, invano. Con lui il minuto è sempre il 90°.
Marcel Proust: virtuoso del fraseggio corto e prolungato, la sua squadra è capace di palleggiar per un’ora intera senza mai tirare in porta. Ah, già, dimenticavo, il tempo non esiste. Le sue azioni vivono in moviola costante e il tè dell’intervallo dura più della partita.
George Byron: giocare per lui vuol dire solo giocare alla morte. Le partite i suoi giocatori le terminano puntualmente all’ospedale a gruppi di 6 o 7. Spesso estromessi dal torneo per sciagurato decesso di ¾ della squadra.
Gabriele D’annunzio: lui vince sempre. Prima squadra al mondo composta di 11 numeri 10, tutti fantasisti, gioca senza schemi e senza arbitro, segnando direttamente da rinvio. Apoteosi del calcio specchiato.
Émile Zola: fautore d’un calcio operaio, è abile a trasformare la difesa in attacco, studiando approfonditamente i difetti ereditari degli avversari allo scopo di scovarne i punti deboli. Recordteam di probità: 0 ammonizioni.
Albert Camus: tipica squadra di fatica e sacrificio, i suoi giocatori impiegano oltre un’ora per portar palla nell’area avversaria, dopodiché la perdono e devono ricominciare da capo. Abbonati allo 0-0, ma nutrendo sempre la speranza del gol.
Eugène Ionesco: gioca senza palla, iniziando le partite al 70°, andando al riposo al 23° e chiudendole al 3° del secondo tempo. Assolutamente indimenticabili le sue partite con Beckett. In porta c’è un rinoceronte.
Jean Racine: surclassa l’avversario e domina per tre quarti di gara, dopodiché getta via le partite, suicidandosi calcisticamente. “Imparare dalla sconfitta”.
Honoré de Balzac: la sua squadra le prende sempre, ma ai suoi giocatori non interessa. Loro pensano solo ai soldi.
Tutte le persone che incontriamo nella vita ci insegnano qualcosa. Alcuni a non essere come loro.
“L'aver superato è diverso dall'aver dimenticato. Nella vita tante cose si superano, ma non si dimenticano. Ci rimangono dentro.”
Cit.
I think I really need someone to hug me tight and warmful enough to make me realize how important I am.
“E di cosa hai paura esattamente? Di cosa dimmelo Vuoi che uno stupido attacco di panico continui a tormentarti ogni volta che ti succede di avere paura? Vuoi davvero questo? Vuoi continuare a tremare, sudare, piangere, non riuscire a stare in piedi per il tremore alle gambe? Cosa ti succede nella testa per creare tutto questo? Perché io non lo so Non so fino a dove il cervello può spingersi solo pensando Che poi quanto durano? 10 minuti, 15? A volte anche di più E in quei minuti ti sembra di morire Non hai più il contatto con la terra, sei completamente da un altra parte con la testa, non sai più cosa dici e fai Vuoi solo che smetta subito, perché odi quando non riesci a controllarti vero? Hai sempre odiato te stessa e i tuoi non riuscire a controllarti. Gli attacchi di panico sono brutti, non si possono spiegare in poche righe E allora dimmi Vuoi davvero continuare così? Io penso di no.”
— La ragazza acida
“Ho sempre la fastiosa sensazione di essere di troppo. In una conversazione. Nei gruppi di whatsapp. Il sabato sera. Quella sensazione che senza di me, loro starebbero meglio.”
—
“Il problema non è quando ti fanno perdere la pazienza, ma quando ti fanno perdere la voglia. Quando la rabbia è sostituita dal menefreghismo non c'è più speranza.”
— G. Di Basilio
Non ho nulla da dare…