Inadeguatezza cronica e inguaribile che rimane a fior di pelle.

❣ Chile in a Photography ❣

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@alogico
Inadeguatezza cronica e inguaribile che rimane a fior di pelle.
Se mi nascondo seguimi e non giudicarmi.
Piango silenzi.
Iniziare con gli occhi che brillano e ritrovarsi poco dopo con la motivazione a terra e l'autostima pure. Ogni giorno rileggo il post-it che ho attaccato all'armadio, che dice: la fiducia in se stessi si costruisce mattone dopo mattone; ma forse io ho sempre fatto finta di costruire, mi sono preso in giro da solo raggirando i problemi e convincendo me stesso di essere all'altezza quando, in fondo, non lo pensavo veramente. Mi spingo al limite e quando ci arrivo mi rendo conto che forse non riesco a superarlo. Ricado nei miei soliti buchi neri.
La paura di fallire mista alla paura di aver sbagliato tutto.
Adoro il tuo blog ❤
Ma grazie mille!
Ehi Lore, questo messaggio è insignificante lo so. Volevo solo confessarti che sei una persona bellissima dentro e fuori. Avrei voluto abbracciarti ma non ho avuto il coraggio, ho fatto una figura di merda perché sono stato noioso. Nonostante tutto ti voglio e ti vorró sempre bene perché sei un segno indelebile dentro me.
Leggo questo messaggio solo ora, dopo chissà quanto tempo che è stato scritto.
Grazie, chiunque tu sia. Davvero
Vivo stracci di dolcezza, per il resto abito nel freddo.
Il "vicino" non ci interessa quasi mai. È il "lontano" ciò a cui aneliamo: tutto il mistero che scaturisce dalla distanza che ci separa da qualcosa ci affascina perché ci mantiene in una tensione inesausta. C'è sempre uno scarto tra noi e il mondo, tra noi e l'Altro che vorremmo compensare, uno scarto che è alla base della nostra stessa identità e del nostro linguaggio.
Siamo fatti di amore e di morte, di sacro e profano. Siamo la sintesi di un principio di conservazione e di un'altro di distruzione.
Tra le ombre che si accalcano
nell'enigma del reale
tutto dorme nel non senso
finché qualcosa, lento
inizia a significare.
Paul Auster, Diario d’inverno
Ogni volta che arrivi a un bivio il tuo corpo cede, perché il tuo corpo ha sempre saputo quello che la tua mente non sa, e benché scelga di cedere, sia per mononucleosi o per gastrite o per attacchi di panico, il tuo corpo ha sempre sostenuto in gran parte il peso delle tue paure e delle tue battaglie interiori, incassando i colpi a cui la tua mente non vuole o non può reggere.
Si vive di vertigini improvvise
che scardinando l'ordine mentale
ti lasciano nel caos di te stesso
irrisolto e chiuso dentro un buio.
Non basta volersi bene, per farci funzionare. La solitudine è un principio di salute e tiene in piedi l’amore con le distanze giuste, senza intaccare gli spazi o dissotterrare vecchi miti. Come abbiamo fatto a dimenticarlo? [Francesca Ippoliti]
Come uno scolo d’acqua scorro via. Stavo per dire...non so cosa...ah sì: io sono sola anche in compagnia... ma voglio fare meglio di così.
[Patrizia Valduga]
Cosa resta nei relitti, resiste, esiste il testamento di quello che è stato del tempo che è passato, pietre lapidarie, il certificato di morte.
Cosa resta nei resti la linfa secca e le gemme ormai vuote, nella terra desolata relitti e derelitti i nostri sentimenti.
Le rovine del presente passato, ormai non dici più nulla camminandoci accanto, là dove le parole venivano spontanee. Hai perso il tocco. Non guardi neanche più.
[Elena Ramella/ da “Anatomia di un’assenza”]