Io me lo ricordo com'è,
Quando dentro te si rompe qualcosa
così tante volte da farti dimenticare com'era intero.
Mi ricordo, il vuoto,
come se da dentro ti stessero rubando il mondo.
Mi ricordo com'è essere totalmente persi, così tanto da aver perso il senso di gravità ed anziché volare, ti ritrovi ad affogare.
Me lo ricordo così bene che non posso sforzarmi troppo per ricordarlo perché quel vortice non si ripara mai davvero.
È strano perché la ragione cessa d'esistere. Chiunque abbia scatenato quel dolore, dopo poco o tanto, perde il diritto di avere importanza.
Però il dolore che è stato creato... Quello non è che magicamente scompare.
Lo hai vissuto, lo hai creato, quel vuoto devastante dentro te.
E non è neanche così che puoi riempirlo con altro.
L'entropia non ha retromarcia, la distruzione non ha rimedio.
Quello che succede è che smetti di guardare nell'abisso, smetti di cercare di riempire quella parte di te, smetti di cercare in rimedio per quel coccio rotto e accetti che forse, quei frammenti di ceramica hanno una loro bellezza così, nel loro processo che forse un giorno creerà della sabbia.
Quelle tue un tempo rocce, forse sabbia domani.
E quando quella abisso smette di essere al centro del tuo universo, scopri qualcosa di piccolo. Una conchiglia. Forse una nuvola, un odore nuovo. E la tua attenzione si sposta. Cominci a capire che quel dolore, quella lancinante umiliazione che ti ha visto calpestare quel resto di te stessa che ti vergogni ad identificare tale, non è più il soggetto di te stessa. La storia ha cominciato a cambiare colori, scenari, paesaggi, sapori.
Ed è così che succede, che non ti guardi più indietro. Che non ti spaventa più soffrire, che non temi più te stessa.
Quello che un tempo era l'abisso interminabile della tua autodistruzione è diventato oggi sorgente di forza. Quella stessa forza che non c'era quando affogavi avendo perso la gravità. Quella stessa forza che rifaceva sentire come una materia senza collante, come un implosione così insignificante, distruttiva e silenziosa, che mentre tu desideravi la tua cancellazione, nessuno udiva niente. Quella stessa forza adesso ti fa sbattere le ali piú forte di prima, ti fa vedere più vicino, esaminare il più lontano.
Adesso, quella distruzione che non potrà mai più essere ricostruita, è la fonte della creazione.
E se mai cercheranno di abbattere questa forza, l'abisso si riverserà a tuo favore.
Lo so, quanto fa male adesso. Fa così male che probabilmente non hai più le parole, e quelle che leggi ti sembrano manipolazioni del tuo dolore.
Lo so, che sembra non finire. E anche quando ti sembra che stia finendo, qualcosa della fine crea ancora più dolore.
Lo so, che credevi quello fosse il tuo mondo. Ma un giorno ti sveglierai e capirai che quello non era il tuo mondo, perché quella non sei mai stata tu.














