Matera, si conclude il 40° convegno AOOI di Otorinolaringoiatria
La seconda e ultima giornata materana del Convegno Nazionale di Aggiornamento dell'Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani, ha avuto inizio sabato 8 ottobre 2016 nella sede di Palazzo Lanfranchi, con la tavola rotonda dedicata all'argomento “La terapia medica nelle patologie delle VADS: nuovi orientamenti”, curata da Carlo Antonio Leone. Di seguito, una sintesi dei vari interventi:
Il tema della Flogosi dell’orecchio è stato affrontato analizzando le diverse terapie al servizio dei medici per il trattamento della patologia in ambito pediatrico. E' opportuno che sia fornita un’adeguata informazione ai genitori. L'otite media acuta comporta un impegno rilevante, sia assistenziale, sia economico. E' una delle malattie pediatriche che maggiormente indicono sui costi della Sanità. Per aumentare le difese, si possono studiare le sostanze che regolano la flora microbica delle vie aeree superiori. Sono stati prodotti degli spray nasali per la terapia antibiotica tramite streptococchi. Al momento un programma di vaccinazione non è ancora praticabile (D. Salsi).
Le Flogosi faringo-tonsillari: nel primo semestre 2015 in Italia sono stati registrati 17.711 interventi chirurgici di tonsillectomie, un trend in discesa rispetto agli anni precedenti (59.915 nel 2002 e 51.983 nel 2003). L'Eziologia può essere Batterica, Virale e Mista-Micotica. La causa virale occupa il 70/95% delle tonsilliti acute. Lo Streptococco Pyogene sembra essere l'agente batterico più frequentemente responsabile della faringotonsillite nel bambino e dell'adulto (F. Berni Canani).
Le Flogosi Laringee colpiscono la laringe ma non se ne conosce la vera incidenza reale, appartenendo alle più estese patologie che colpiscono le vie aeree. Nell'adulto solitamente colpiscono la mucosa glottica e/o sopraglottica, mentre nei bambini è frequente l'interessamento glottico-sottoglottico. Sono suddivise in forma acuta e cronica. Fumo, alcool, agenti atmosferici sono tra i fattori scatenanti. La sintomatologia è variabile, dalla disfonia lieve alla totale afonia. Le forme infettive possono essere virali (la maggior parte), batterica e micotica. (F. Cariti)
I disturbi dell’equilibrio: è noto il ruolo centrale della terapia medica della “vertigine”. Moderne terapie sono quelle riabilitative, ablative e chirurgiche. I farmaci utilizzati dalle terapie sono quelli sintomatici o vestibolo-soppressori, gli antistaminici, le benzodiazepine, i neurolettici, i farmaci di appoggio e quelli eziologici, gli antidropici, la terapia antiedemigena. Una novità è rappresentata da un nutraceutico di recente commercializzazione. (L. Scotto Di Santillo)
E' seguita la Lectio Magistralis “Approcci endoscopici e combinati nel trattamento delle lesioni dell’apice petroso” di Giovanni Danesi. L'apice petroso è una regione mediana della base cranica, è un condotto di tipo interno, e può essere raggiunto per varie strade: anteriore, laterale o posteriore/posterolaterale. La scelta decisionale avviene riguardo ai fattori correlati al tumore (localizzazione, dimensioni, istologia), e a quelli correlati al paziente (stato dell'udito, funzione dei nervi cranici, anatomia). La casistica osservata riguarda trentuno casi puri di lesione all'apice petroso. Sono stati illustrati alcuni video concernenti la rimozione del granuloma per via endoscopica/microscopica e ad altri casi clinici, tra cui il trattamento chirurgico di alcuni controsarcomi.
“Quale futuro per i Giovani Otorinolaringologi Italiani” è stato l'argomento della tavola rotonda successiva. I problemi individuati sono: il sistema universitario italiano, il confronto internazionale e le possibilità di sbocco professionale. Per quanto riguarda le graduatorie nazionali per accesso ai corsi di specializzazione il problema risiede nei posti vacanti in atenei poco ambiti o lontani da grossi centri. Altra problematica è espressa dal decreto legislativo che vuole riformare il sistema delle scuole di specializzazione riducendo da 5 a 4 gli anni per specializzarsi, riducendo in questo modo le professionalità soprattutto nei confronti dei colleghi dei Paesi stranieri (Vice presidente dell'associazione M. Radici).
Ha partecipato alla tavola rotonda l'onorevole Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, il quale, dopo i saluti istituzionali ai partecipanti e i ringraziamenti all'organizzazione del convegno, ha affrontato la questione delle strutture del nostro territorio e la necessità di uniformare gli standard qualitativi a livello nazionale, azzerando i livelli di inefficienza e puntando alla sostenibilità delle organizzazioni ospedaliere, attraverso i centri unici previsti nelle recenti riforme, per garantire il sostentamento del sistema sanitario nel nostro Paese.
A proposito del futuro dei giovani, è stata analizzata una serie di dati circa lo stato di salute del settore, prendendo in considerazione le attività ambulatoriali, i posti letti a disposizione nelle strutture, i finanziamenti pubblici e privati, e l'inserimento dei giovani. Gli interventi degli otorinolaringoiatri tenderanno ad aumentare nei prossimi anni considerando l'invecchiamento della popolazione. Per quanto riguarda le strutture, il nostro paese è indietro rispetto alla situazione internazionale. (I. Mastrobuono)
Le possibilità di lavoro per i giovani ORL in Svizzera: i medici che hanno completato le loro qualificazioni in uno stato membro UE e sono cittadini europei sono abilitati all'esercizio della professione in accordo con le direttive europee. In Svizzera ci sono 368 specialisti in ORL attivi, i titoli esteri sono riconosciuti, ma è richiesta la conoscenza di almeno duel lingue. Le opportunità di occupazione sono già concrete, occorre valutare le scelte con attenzione. Sono obbligatorie la conoscenza delle lingue nazionali, e la predisposizione alla flessibilità (R. Piantanida).
Domenico Di Maria, dirigente medico in servizio a Benevento, si definisce “guarito dalla sindrome del precariato cronico dopo dodici anni”, ha 44 anni ed ha conseguito un contratto a tempo indeterminato nel 2015. Racconta le sue difficoltà di professionista a contratto con il rinnovo incerto per dieci anni di esperienza lavorativa, tra leggi regionali e sentenze della Corte Costituzionale, intervallate dalle elezioni politiche.
Prima del break dei lavori, è stata proposta la tavola rotonda sul tema “Chirurgia dell’orecchio medio: microscopia vs endoscopia. Come, quando e perchè”. Il curatore Giovanni Danesi riferisce che uno studio scientifico ha mostrato i risultati statistici correlate all'utilizzo del microscopio e dell'endoscopio in ambito chirurgico. Ecco il dettaglio degli argomenti esaminati:
Microscopio ed endoscopio,due strumenti per un’unica finalità: E' importante che lo strumento sia adattato al paziente e non viceversa. Un elemento importante emerso negli ultimi tempi riguarda l’illuminazione degli strumenti, con la possibilità di migliorare l'incisione dell’immagine (come nelle opzioni Clara e Chrome). Chi lavora al microscopio ha una luce normale, può utilizzare il monitor per avere un'idea dello scenario operativo. Dal punto di vista dei costi, un set di endoscopia costa meno di un set di microscopia (S. Dallari).
Chirurgia endoscopica nell’adulto: L'uso dell'endoscopio si è affermato nel corso degli anni grazie al miglioramento dei risultati prestazionali dal punto di vista delle ottiche e delle tecnologie video. Si tratta di uno strumento utile per l'otochirurgo. Uno dei suoi limiti è rappresentato dalla monomanualità, tuttavia permette di esplorare molto bene le vie di ventilazione. Il training non è brevissimo, e richiede una serie di step di perfezionamento della tecnica di utilizzo dello strumento. Tra i vantaggi si rilevano una significativa riduzione nella percentuale dei residui di colesteatoma nelle aree nascoste, con riduzione del periodo di guarigione e la produzione di un grande contributo didattico. (G. Panetti)
Chirurgia endoscopica in età pediatrica: L'endoscopia è una tecnica innovativa, capace di un'ampia visualizzazione delle membrane timpaniche e dell'orecchi medio. Nei bambini il condotto è molto stretto, quindi l'utilizzo degli strumenti endoscopici si rivela adatto per accedere in modo panoramico alle aree interessate. La miringoplastica è un intervento frequente nell'età pediatrica e spesso richiede un approccio retroauricolare: anche in questo caso l'endoscopia transcanalare rappresenta un utile approccio strumentale. Rispetto all'utilizzo del microscopio, l'esperienza professionale del relatore ha evidenziato migliori risultati nell'uso dell'endoscopio. Per facilitare la gestione degli strumenti endoscopici, recentemente alcune equipe hanno fissato al letto chirurgico del paziente l'ottica, onde utilizzare agevolmente entrambe le mani. La Miringoplastica è in definitiva eseguibile in tutte le perforazioni, con una minore invasività chirurgica, e una logistica interoperativa decisamente più semplice – gradita al personale di sala operatoria. (N. Nassif)
Il colesteatoma epitimpanico: microscopia vs endoscopia. Le percentuali di residuo e di tasche di retrazione sono piuttosto interessanti in presenza di una tecnica endoscopica, sebbene la migliore ventilazione sia una conseguenza della tecnica utilizzata. Il vantaggio della profondità di campo e della visione tradizionale sembrerebbero essere, tuttavia, ininfluenti rispetto alla persistenza di residuo a seguito dell'utilizzo della chirurgia endoscopica. Secondo il relatore l'uso dell'endoscopia è utile esclusivamente per il controllo della radicalità dell'exeresi nelle aree non controllabili. (A. Caruso)
TPL con tecnica microchirurgica microscopica: sono cinquant'anni che si parla di timpanoplastica. Dopo anni si pensava che il confronto tra tecnica chiusa e tecnica aperta fosse chiuso, poi è comparsa la tecnica endoscopica negli ultimi cinque anni, posta in alternativa alla chirurgia tradizionale. Il relatore richiama l'attenzione sul rigore delle casistiche selezionate e dei controlli a distanza nel tempo. Le finalità sono le stesse: eliminare la patologia, ottenere un orecchio asciutto, mantenere la funzionalità dell'udito. Tra le controindicazioni figura un residuo del colesteatoma nel 2% dei casi e l'insorgenza di recidive – con la necessità di intervenire in un secondo tempo - in misura inferiore al 40%. La relazione prosegue mettendo a confronto le diverse tecniche attraverso le due metodologie prima indicate. (R. Pareschi)
I Premi "AOOI Matera Capitale Europea della Cultura 2019" sono stati assegnati alle comunicazioni giovani dei relatori: R. Bianchi, Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano (Fattori prognostici nel melanoma mucoso primitivo del distretto cervico-facciale (mmhn): l’esperienza trentennale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) su 93); A. Bertini, Ospedali Riuniti di Ancona (Micro RNA-34c-5p and P63 are related to recurrence in laryngeal squamous cell carcinoma); G. Larotonda Jr., Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano (L’utilizzo della localizzazione radioguidata di lesioni non palpabili (ROLL) nel distretto cervico-facciale: esperienza preliminare della S.C. di Otorinolaringoiatria della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano)
Nel pomeriggio di sabato, la Sala delle Arcate di Palazzo Lanfranchi ha ospitato due tavole rotonde, in contemporanea con le altre due in corso nella Sala Carlo Levi. La prima tavola rotonda è dedicata a “La moderna sala operatoria ORL: tecnologie, gestione, figure professionali”, a cura di M. Ansarin. L'evoluzione tecnologica ha riportato negli ultimi trent'anni enormi cambiamenti, portando la sala operatoria dell'ottocento alla situazione attuale.
La Fonochirurgia propone quattro tecnologie: MLS, FEPS, NBI e Laser (CO2, Fibra a CO2, KTP). Il set chirurgico dedicato prevede l'utilizzo di Bouchayer, Storz, Pediatrici, Set da laser, Laringoscopi. Necessario l'utilizzo delle ottiche variamente angolate, e l'NBI utilizzabile sia in fase diagnostica, sia in sala operatoria. Aghi e pistole ad alta pressione integrano la dotazione. La fibroendoscopia FEPS è una tecnica fonochirurgica effettuata in anestesia locale. Numerose sono le patologie indicate per il Laser KTP, tra cui la papillomatosi laringea, displasia, ectasie vascolari, granulomi laringei, emangiomi e polipi vascolari. Per garantire la sicurezza, l'utilizzo del raggio laser è bloccato nel momento in cui dovessero entrare altre persone nella sala operatoria. Una check-list preoperatoria permette di valutare eventuali rischi ed evitare errori. Le figure professionali specializzate includono l'anestesista, il tecnico di anestesia, l'infermiere professionale e lo strumentista. (M. Magnani)
Chirurgia rinosinusale e basi-cranio: lo STORZ - System Professional Image Enhancement System) è una nuova tecnologia utilizzata nella chirurgia, le immagini sono di altissima qualità in formato 4K. Campi applicativi della tecnologia sono la videolaringoscopia, con il vincolo di dover utilizzare soltanto ottiche rigide. Anche i sistemi 3D sono oggi alla portata delle sale operatorie: serve per ottenere una profondità di visione, oggi esiste il 3D Visionsense system, con occhiali a polarità passiva. Il Tipcam 3d è un altro endoscopio tridimensionale. La caratteristica visiva permette di avere maggiore velocità e accuratezza, anche nella fase formativa dei chirurghi. Le ottiche devono essere sempre pulite, per evitare di perdere la caratteristica più gradita della visione 3D. La neuro navigazione permette di verificare con la massima accuratezza la chirurgia. I Sinus Ballon e gli strumenti motorizzati, insieme alla Piezosurgery, ai Laser, al Doppler, ai dispositivi emostatici e ai materiali biosintetici, completano lo scenario delle nuove tecnologie della specie. La sala operatoria comprende sempre un doppio monitor. Un’ideale formazione della sala operatoria comprenderebbe le seguenti figure: anatomopatologo, anestesisti, strumentisti e tecnici, chirurghi (con la tecnica a quattro mani). (N. Mevio)
Microchirurgia laser della laringe: Le recenti evoluzioni tecnologiche riguardano certamente gli approcci trans-orali nelle vie aeree digestive superiori. La chirurgia laser laringea ha assistito ad una evoluzione tecnologica dello strumentario, alla standardizzazione della tecnica, e all'introduzione della tecnica “Piece Miel”. I laser più impiegati nella Microchirurgia laser della laringe possono essere ad azione ansiolitica e ad azione di taglio/ablazione. Le applicazioni cliniche includono la radicalità oncologica e la preservazione delle funzioni d'organo. La NBI – Narrow Band Imaging utilizza due lunghezze d'onda assorbite entrambe dall'emoglobina ed hanno colore verde e blu. Un altro strumento endoscopico riguarda l'autofluorescenza utilizzando tessuti fluovori endogeni che, quando assorbono onde elettromagnetiche, cambiano la condizione. E' opportuna in ogni caso l'adozione di tutte le precauzioni a garantire la sicurezza del personale della sala, che dovrà indossare, insieme al paziente, specifiche protezioni per gli occhi. A questo proposito è importante che sia nominato un addetto alla sicurezza laser, che a sua volta individui una specifica area di utilizzo della tecnologia. (S. De Santis)
Otochirurgia: gli strumenti per la microscopia rappresentavano in passato la dotazione dell'otochirurgo. Il microscopio rappresenta il punto di unione tra passato e presente. La moderna sala operatoria di otochirurgia conta sulle apparecchiature elettromedicali e sulle digure professionali. La colonna endoscopica, con una telecamera ad alta risoluzione insieme a un sistema di documentazione immagini video. Le ottiche permettono di raggiungere tutti gli angoli la cui visione in passato era impedita. Il Laser Levolix (al tullio) propone un’ottima coagulazione al taglio, ma anche un’eccessiva necrosi per la chirurgia otologica: è usato nella Stapedotomia. Il Vesalius è utilizzato come bisturi mono e bipolare a risonanza molecolare; non genera danno tissutale. Il bisturi piezoelettrico è utile per asportare l'osso in sicurezza senza avere il possibile danno meccanico e termico che l'ototrapano potrebbe generare. In ultimo il neuromonitoraggio dei nervi, con una registrazione ad impulsi intermittenti o continua. E' possibile realizzare un monitoraggio intraoperatorio dei nervi. Avere tutte queste apparecchiature genera inevitabilmente dei costi, sia nell'approvvigionamento, sia nella manutenzione; giunge in aiuto la possibilità di utilizzarle in condivisione con altre tecniche chirurgiche. (F. P. Curatoli)
Chirurgia robotica: è una realtà in rapida espansione, in Italia ci sono ottantatre sale operatorie attrezzate con questa tecnologia. Le dimensioni minime di una sala operatoria sono necessariamente più grandi di quelle di una chirurgia open ORL. Il robot Da Vinci dell’Intuitive è un dispositivo molto utilizzato in quest’ ambito. Il sistema filtra automaticamente il tremore del chirurgo ed ottimizza i movimenti dei bracci robotici. Il chirurgo è virtualmente immerso nella sala operatoria ma è distante dal paziente. L'assistente verifica che i bracci robotici non producano danni al paziente durante i movimenti. E' molto importante considerare l'algoritmo concernente la sicurezza delle procedura in sala operatoria messo a punto dalla Società Americana di Anestesiologia. Tutto il team deve essere preparato conoscendo appieno l'algoritmo. Recenti studi suggeriscono di operare il paziente in posizione seduta e non più supina riuscendo ad esporre bene tutte le componenti orofaringee, con la possibilità di operare in futuro con ben quattro bracci robotici. I costi rappresentano certamente un elemento importante nella decisione di dotarsi della chirurgia robotica (la TORS è lievemente più economica). (M. Ciniglio Appiani)
L'ultima tavola rotonda della Sala delle Arcate riguarda “Il moderno ambulatorio ORL: tecnologie, gestione, figure professionali” ed è curata da F. Scasso. La necessità di dividere due gradi di ambulatorio è correlata a stabilire due momenti importanti di prima visita del paziente e poi di approfondimento. La sintesi degli interventi dei relatori è riportata di seguito:
Requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi di un ambulatorio ORL: L'ambulatorio è una struttura in cui è svolta attività di prevenzione diagnosi e terapia medica per quei pazienti per i quali non si renda neccessario il ricovero, neanche in day hospital. Tra i requisiti minimi strutturali e tecnologici generali, ci sono le protezioni antisismica, antincendi ed acustica, la sicurezza elettrica e continuità elettrica, e così via. I requisiti specifici di un ambulatorio ORL prevedono che i locali e gli spazi siano adeguatamente dimensionati. Anche gli spazi per attesa ed i depositi devono prevedere un'apposita estensione. Il personale deve essere in numero proporzionale agli accessi ambulatoriale e alla tipologia dell'attività svolta, deve essere indicato il responsabile sanitario, con l'evidenza delle scadenze di tutti i materiali e medicinali. I requisiti minimi sono stabiliti da una normativa nazionale e sono recepiti dalle normative regionali, che devono verificare la permanenza dei requisiti minimi ogni cinque anni. Il dettaglio dello strumentario minimo è altresì contemplato dalla normativa. L'ambulatorio deve raccogliere i dati del paziente in un apposito archivio digitale. (D. Cifarelli)
L'ambulatorio oto-neurologico deve consentire l'esecuzione di tutte le operazioni diagnostiche correlate alle patologie di Otorinolaringoiatria. L'analisi vestibolare è in grado di diagnosticare vertigine, lateropulsione e tilt del capo, Oscillopsia e disequilibrio, prestando attenzione alle risposte del paziente. (G. Russo)
Ambulatorio rinologico di secondo livello deve avere una strutturazione tecnologica; ottica rigida e flessibile per l'endoscopia, per l'immunologia occorrerebbe fare un prick test, e così via. Una colonna con un monitor piatto con la luce allo xenon e una stampante è un buon punto di partenza, ma le colonne ambulatoriali possono ospitare fino a un sistema 3D. Una valigetta è il tele pack X led, è in grado di acquisire e visionare le immagini in modalità mobile. Il sistema SPIES (Professional Image Enhancement System) offre molteplici possibilità di visualizzazione per procedure diagnostiche e chirurgiche. Clara, Chroma e Spectra sono le tre funzioni di contrasto cromatico per una corretta visione. (R. Grasso)
Ambulatorio di endoscopia VADS, deglutologia e patologia della voce: negli anni '80 e '90 si sono dotati di un'apparecchiatura endoscopica. In molte realtà italiane non è ancora del tutto così, ci sono degli endoscopi ma non sono utilizzati in modo organico, probabilmente a causa dell'assenza di specialisti. Di minima un ambulatorio deve avere una colonna endoscopica con un sistema di acquisizione immagini, utilizzabile per il paziente sia disfagico (FEES/MBS) sia distonico (VLS/VLSS). Deve permettere di compiere un iter diagnostico terapeutico che accompagni il paziente; ha inoltre la finalità di una revisione sistematica dei casi, una finalità didattica, e deve consentire di evitare la ripetizione di esami. La valutazione dei costi/benefici è quanto mai necessaria. Tra i principali vantaggi la registrazione su archivi accessibili, eseguire nuove indagini di supporto diagnostico, solido supporto che accompagna gli operatori sanitari e il paziente. Tra gli svantaggi ci sono anche quelli correlati all’osservanza di tutte le disposizioni di legge (dimensioni locali, maggior impegno economico, presenza di personale e figure professionali dedicate, accessi e percorsi ben delineati) (F. Silvagni)
Consensi informati e implicazioni medico-legali dell’attività ambulatoriale: I consensi non sono giuridici, anche se lo sembrerebbero. La relazione con il paziente può essere di modello ippocratico (ormai superato), quello informativo (tutte le informazioni), quello interpretativo (un counseling) e quello deliberativo (pensare insieme al paziente); quest'ultimo sembra quello da privilegiare. Nel 2014 il consenso informato viene visto come forma di garanzia dell'informazione comprensiva ed esaustiva, adeguando la comunicazione al livello di conoscenza del paziente. Anche in ambulatorio serve il consenso informato, è stabilito dalla Corte di Cassazione, anche con un colloquio orale. Deve essere dato anche per il trattamento dei dati (privacy), anche in ambito accademico e su tutto il personale dello studio, e per i familiari. L'accesso ai dati digitali del paziente deve avvenire avendo cura di modificare la password ogni tre mesi ed evitando categoricamente di condividerla con altre persone. La pubblicazione sui social network non è ammessa. Google ha creato il servizio Helpouts per la consulenza medica in video-chat con un medico, occorre acquisire un consenso per ciascuna delle relazioni esistenti e di quelle che verranno. (P. Petrone)
Nel frattempo, la Sala Carlo Levi ospitava – come detto – due ulteriori tavole rotonde. La prima ha affrontato il tema della “Riabilitazione chirurgica della sordità” curata da Remo Palladino. Il primo intervento è stato sulla “Riabilitazione chirurgica nelle sordità da displasie”, che ha centrato l'attenzione sul concetto artigianale della chirurgia, intesa in senso stretto, senza l'ausilio di protesi acustiche. Si è proceduto analizzando una serie di casi clinici, spiegando gli interventi realizzati, le nuove possibilità d'intervento e i risultati ottenuti. Uno di questi ha considerato la tecnica ricostruttiva dell'orecchio attraverso l'impianto di protesi nel caso di malformazioni dell'orecchio medio. (Paolo Aluffi Valletti)
Il successivo intervento, “Riabilitazione chirurgica nelle sordità osteodistrofiche”, ha riguardato le complicanze post-intervento, con patologie che possono interessare sezioni di osso - fratture, deformità. L'utilizzo di protesi, in casi del genere, non è semplice, come hanno dimostrato i dati clinici riportati nel corso della relazione. (M. Pressato)
Nella “Riabilitazione chirurgica nelle sordità dell'anziano”, il dott. Paolo Fois ha riportato, una serie di casi clinici: il primo riguardava una diagnosi di colesteatoma residuo, rimosso durante l'intervento; il secondo caso di ipoacusia trasmissiva dalla nascita; il terzo il caso di ipoacusia mista.
L'intervento del dott. G. Criscuoli, sul tema della “Revisione attuale delle protesi ossiculari”, ha analizzato un caso clinico nel quale è stata effettuata una timpanotomia esplorativa in anestesia generale con infiltrazione locale.
Ha partecipato al convegno il dott. Fabio Fiscina presentando una serie di casi clinici riguardanti la “Riabilitazione chirurgica nelle sordità da processi infiammatori cronici”.
“Riabilitazione chirurgica nelle sordità infantili”, l'intervento del dott. Giuseppe Romano, ha affrontato il caso di un soggetto affetto da ipoacusia nell'orecchio medio, con l'impianto di una protesi ipercutanea.
La successiva e ultima tavola rotonda si è occupata de “La riabilitazione protesica della sordità” curata da N. A. Quaranta. Il primo intervento sugli “Algoritmi degli esami strumentali” ha posto l’accento sull'importanza dell’effettuazione della visita specialistica per un primo inquadramento del paziente attraverso indagini strumentali per identificare il deficit uditivo in funzione della prescrizione protesica. La cura dell'ambiente in cui si lavora risulta di particolare importanza per approcciare nella maniera corretta la fase operativa e la relazione tra il professionista, unitamente al suo staff, e il paziente. (G. Gagliardi)
L'intervento successivo ha introdotto il tema della “Protesizzazione infantile e ruolo delle protesi impiantabili”. Le terapie della sordità infantile hanno la finalità di migliorare la capacità uditiva e di ridurre i disturbi in casi di rumore. I casi presentati, mediante l'utilizzo di dati statistici, hanno interessato bambini e ragazzi che presentavano ipoacusia trasmissiva e mista, e atresia bilaterale ai quali sono state impiantate protesi diverse tra i cui impianti legati all'osso. (Giuseppe Nicolò Frau)
Ha partecipato al dibattito il dott. Di Maria, il quale ha presentato la sua relazione riguardante la “Protesizzazione nelle ipocusie trasmissive in età infantile”. L'ipoacusia trasmissiva nel bambino è curabile con terapia medica o chirurgica e permette di non pregiudicare la sua capacità di linguaggio.
Nell'intervento sulla “Protesizzazione nell’anziano” il dott. Pasquale Pinto ha esposto le diverse problematicità riscontrabili. La presbiacusia è la perdita uditiva che si verifica spesso in età anziana, in cui il paziente non distingue chiaramente le parole, ma percepisce il tutto come rumore. Nell'anziano le alte frequenza sono difficili da sentire e dunque il paziente necessita di esame audiometrico vocale. Gli impianti utilizzabili sono diversi, e le nuove tecnologie, anche digitali, hanno dato la possibilità di collegare le protesi a diversi dispositivi per avere la possibilità di amplificare specifiche frequenze. Spesso però l'accettazione della protesi da parte dell'anziano non sempre è semplice, per motivi estetici, pratici ed economici. L'utilizzo della protesi acustica può essere incoraggiato diminuendo i costi, e spingendo sulla effettiva resa funzionale degli apparecchi.
L'ultimo intervento della tavola rotonda è stato portato dal dott. C. Canovi a proposito de “La protesizzazione e i nuovi LEA”. Gli apparecchi acustici non sono presi in carico dal servizio sanitario nazionale, se non in caso d’invalidità, che in ogni caso, per essere riconosciuta, a volte richiede diverso tempo. La fornitura delle apparecchiature è diversa anche da regione a regione.
Prima di partire per le reciproche destinazioni, i convegnisti hanno ammirato il calare del sole sui Sassi di Matera, così come programmato dal Dott. Gennaro Larotonda.














