Poesie di un testo
di una ragazza invisibile
che esisteva solo
nei rimpianti di un uomo
nei baci lontani
nei tagli profondi
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@arancionee95
Poesie di un testo
di una ragazza invisibile
che esisteva solo
nei rimpianti di un uomo
nei baci lontani
nei tagli profondi
Vedi gli occhi
Gli occhi che ti trafiggono e giudicano.
Senti le voci
Di chi ti parla dietro e non apprezza
Tocca i corpi
Che bruciano la tua pelle
Vivi
Nel sangue che sgorga dalle tue vene
Recise dal tuo amore
Prosciugate dalla tua anima
E svegliati nella notte
Urlando nelle tenebre
Finché perderai la voce
Quella voce tanto amata
E le lacrime
Chiuderanno il cerchio
Sei un cielo che ha dimenticato
di essere azzurro,
Troppo tempo nascosto dietro
Le nuvole nere
Che non ti rappresentano
Ma ti preservano
Amami ancora
Perché sono sbagliata.
Pensami ancora
Perché io, non ho dimenticato.
Ti ho allontanato
Ti ho ferito
Ma il coltello è nelle mie carni
E nel tuo spirito.
Desiderami ancora
Perché mi potrai avere,
Ma scappa
Perché sono sbagliata
~bha.moment
Facciamo entrare le persone
Nel nostro cuore per distruggerci,
Le facciamo avvicinare per farci squarciare.
E gridare di volerne ancora.
Di lunghi tagli siamo portatori
E di molteplici ferite i fautori.
Ogni persona che si avvicina alla nostra essenza
E che ci distrugge, non è autore
Dei nostri sbagli, solo li evidenzia.
E noi amiamo quell’evidenziatore così marcato
Così acceso da accecarci.
Far entrare qualcuno significa dover creare uno spazio per lei, che vuol dire che bisogna distruggere parte di noi per questa.
Lasciamo che distrugga la parte
che gli abbiamo affidato, nella speranza
che tutto smetta di farci male.
E solo dopo essere stati calpestati
Ricordiamoci, volontariamente,
Buttiamo via quella parte che ci è stata tolta
E di nuovo la nostra essenza si contorce
E si restringe più vicino, più vicino al cuore
Finché non rimarrà più spazio
E allora saremo Distruttori di cuori
Fino alla morte.
Rimembrerai
Che le ossa diventeranno polvere
Che il cielo continuerà la sua scalata
E tu
Guarderai da lontano
La mia bara sarà cosparsa
Di questi fiori bianchi
E il loro profumo
Dolce come il miele
Vi ricorderà
Era partita per caso
Da quel luogo che non chiamava casa
Ma che le apparteneva
Era arrivata al dunque
E aveva sperimentato il mondo
Il suo mondo
Le sue emozioni
Per tornare lì dove era cresciuta
E scoprire di non essere cambiata
Ma al contempo migliorata