M: Oggi ci becchiamo in giro?
Io: Chi saremo?
M: Io e te semplicemente
Ci vediamo e siamo effettivamente soli, allora ci dirigiamo in aula studio, entrambi avremmo avuto un’esame a breve.
Dopo venti minuti di studio improduttivo iniziamo a parlottare della sua vita sessuale inattiva e della mancanza di fica che contrassegnava la sua vita universitaria. Io gli dico che al contrario avevo una ragazza Sam e che questo non era più un mio problema.
La sua risposta fu assolutamente senza senso del tipo “anvedi il bisessuale che rimorchia più di me”
Ma va be’ sorvoliamo.
Dopo un po’ mi chiede se volessi andare a bere alle 20:30 di sera, accetto e usciamo dall’aula studio.
Avrebbe passato la serata con me, lamia ragazza e il mio gruppo di amici ma prima voleva dare “un’accelerata” pre-serata a suo dire.
Cominciamo a girare, a parlare, il sesso era il suo chiodo fisso.
M: Non trombo da quasi un mese, che ansia e te?
Io: Mmh fammi pensare: 36 ore
M: Bastardo, me fai rosicà
Fin qui tutto normale, maschile, rude, trash ma nella norma di un italiano medio.
Camminiamo per la via principale di Bologna, fra le luci di un Natale consumistico che tra meno di un mese sarebbe arrivato, io coi miei soliti vesti larghi da centrosocialaro incallito e lui tirato a lucido con dei vestiti stretti che gli facevano risaltare le forme.
Cominciamo a disquisire dei nostri differenti modi di vestire.
Io: Preferisco la comodità alla moda, compro i vestiti più larghi così mi durano il doppio ed evito di andare a fare compere che mi rompo il cazzo.
M: Io amo fare shopping, sto ore e ore scegliere i vestiti, uso un vestiario stretto così da far risaltare tutto, alle donne un culo bello sodo piace.
Io: ....Mmh alle donne...?
M: Sisi, ne rimorchiavo tante quando andavo in palestra, ora va peggio. Ma ho sempre un culo sodo, tocca tu stesso!
Io: Ma che dici?
M: Si palpa pure.
Eravamo in mezzo alla strada ma lo faccio, in effetti non aveva tutti i torti.
La cosa cominciò a farsi strana: nessun uomo etero aveva mai fatto una richiesta del genere a me bisessuale, sapevo che in quel caso finiva sempre in un altro modo.
Ma va be’ pensai ad una mia chiusura mentale un po’ maligna. Cominciamo il nostro tour di bar, non mi permette di uscire un centesimo e con un sorriso smagliante non fa che offrirmi shottini. Arriviamo all’ultimo bar, un po’ brilli, altro shottino offerto. Fisso il barista, un figone biondo niente male. Matteo mi fissa e mi chiede.
M: Che guardi?
Io: Nulla, una cosa bella.
M: Cos’è?
Io: Il barista biondo, chiamalo colpo di fulmine.
M: No! L’unico biondo che devi amare sono io!
Io: Ma sticazzi, sei etero e io non sono idiota.
M: E che c’entra? Non sai se lui è etero o no quindi...
Io: E sticazzi di nuovo? Mica lo stavo stuprando, stavo facendo un apprezzamento, Matteo etero.
M: Sono un etero convintissimo.
Io: Continuo a dirti che non mi importa, ma ok.
M: Dai sto scherzando su...
Continuiamo a camminare, i discorsi diventano sempre più vacui e lui ricomincia.
M: Ma quando vai con gli uomini sei attivo o passivo?
Io: Ma che cazzo te ne frega?
M: Peccato, se fossi stato passivo quasi quasi...
Io: Ti ricordo l’eterosessualità amico.
M: ....Infatti scherzavo ahahah
A questo punto arrivano Sam e gli altri. Dopo pochi minuti si sviluppa un curioso astio fra Sam e lui, effettivamente sparava un sacco di cazzate maschiliste che non potevano che irritarla. Si va verso un locale e ci fermiamo in mezzo alla strada, io e Sam, Sam e io a parlare e baciarci, a un certo punto arriva lui da dietro di me e poggia la sua testa fra il mio collo e la mia guancia con sguardo da cucciolo bastonato.
Io mi giro sconvolto e Sam lo fulmina con lo sguardo più per l’inopportunità del momento che per la cosa in sé, tant’è che dopo 2 secondi si leva.
Si entra in un locale a caso, c’era musica e soprattutto era gratis quindi ci sta bene. Ci prendiamo da bere, io vado a ballare con Sam. Lui mi raggiunge dicendomi tenergli la sciarpa e che sarebbe andato a fumare.
Non ritornò più.
Sam mi chiese informazioni su questo tipo ma qui si arriva al Frammento #12
Mi espose la sua teoria secondo cui lui desiderava che gli facessi almeno un pompino per smorzare la sua astinenza e soprattutto che lui come molti uomini credeva che io da bisessuale fossi una preda facile e assetata di cazzi.
Le ricordai che non faccio beneficenza, specie a chi mi pare intellettualmente regresso.
Adesso ho una sciarpa da ridargli e il dubbio che tanto etero forse non era.