Ieri notte ho fatto un viaggio, ai confini del mondo, del mio mondo, della mia testa, del mio cervello, del mio pensiero, non so dove fossi, ma oltre c'erano solo le stelle a brillare su un mantello nero.
Era come essere al mare, ma dove fa freddo, arrivata sul bordo l'acqua cadeva, non ho guardato giù, ma stare lì sul bordo non faceva paura. Era acqua dolce, lo so perché la odio quando è salata, e faceva troppo freddo per essere al mare.
La terra era distante il tempo di un bacio, coperta da prati sterminati e grigie rocce qua e là, in lontananza montagne, boschi e città, dove tutto corre senza sosta. Ed io non ne ho più voglia, di correre, di essere di fretta, di luci.
Io amo stare qua, c'è tutto, compreso un incessante vento che spira verso il nulla dove tutto sembra finire, lo stesso nulla che pieno di stelle mi parla e mi tenta. Non c'è dolore, non c'è solitudine, non c'è alcol, non c'è droga, non c'è luce, non c'è rumore, non ci sono persone, non c'è fretta, non c'è fatica, non c'è morte, non c'è vita, non c'è caldo, non c'è odio, non c'è amore, non c'è fame, non c'è gioia, non ci sei neppure tu, che sei la vera ragione per cui sono qui, sei la causa del mio essere qui e sei l'unica che vorrei qui con me, a sentire questo prato sotto i piedi nudi, a sentire l'energia dell'universo vibrarci dentro, ti vorrei qui sotto questo vento, sotto questo cielo, insieme a me, ad abbandonarci oltre questa vita.
Ieri notte ho fatto un viaggio ai confini del mondo e mi ci ha portato la musica, o quantomeno è quello che voglio credere, mi ha preso e mi ha portato qui, in questo non luogo della mia mente, così finto ed al contempo così reale, come tutto l'universo che sento passare attraverso il petto, unendomi a tutto ciò che ci sovrasta. Io sono qui, nascosto agli occhi del mondo, e sono vivo, ma senza voglia di tornare, questo è il mio posto.