Questo mondo infame, senza storie ma trame.
(Frase mia.)

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@badmemoriesofadefeated
Questo mondo infame, senza storie ma trame.
(Frase mia.)
★☆★
La leggenda del filo rosso 赤い糸 (akai ito) del destino, è una credenza molto diffusa in Giappone, che si rifà a un’antica leggenda cinese.
La leggenda narra che ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati:
il grande amore, per noi occidentali la nostra anima gemella.
Le due persone così unite, sono destinate a incontrarsi, non importa il tempo che dovrà passare, le circostanze o le distanze che le separano.
Perché, il filo rosso, sarà lunghissimo e fortissimo e non si spezzerà mai.
Sarà lo stesso destino a tenerlo saldo e unito finché esse non s’incontreranno.
Durante la Dinastia Tang, un tale di nome Wei, i cui genitori erano morti quand’era molto giovane cercò per tanto tempo una donna da sposare e con cui creare una famiglia, ma non ci riuscì.
Una sera, arrivò nella città di Song e in una locanda un uomo gli disse che la figlia del governatore sarebbe stata la donna giusta.
L’indomani mattina, Wei incontrò sui gradini di un tempio un vecchio che leggeva un libro in una lingua incomprensibile e gli chiese cosa fosse.
Il vecchio rispose che lui veniva dall’aldilà e che era lì per occuparsi delle faccende umane, soprattutto dei matrimoni.
Disse a Wei che la sua anima gemella aveva solo tre anni ora e che avrebbe dovuto aspettare quattordici anni prima di incontrarla e averla tutta per sé.
Così Wei, curioso, si fece accompagnare al mercato per vedere la sua futura sposa.
Deluso dalla povertà in cui viveva la bambina, decise di ucciderla per essere sicuro di poter scegliere lui chi sposare. Mandò quindi un suo servitore ad accoltellarla e quando quello tornò, gli disse che l’aveva colpita in mezzo agli occhi. Wei proseguì più tranquillo la sua vita, dimenticandosi di quella storia.
Trascorsero quattordici anni senza riuscire però a trovare una sposa adatta a lui.
Ormai viveva nella città di Shangzhou, benestante, e il governatore di quella città gli offrì in sposa sua figlia.
Finalmente Wei ebbe una moglie e incuriosito da una pezza che le copriva la fronte, le chiese dove si fosse procurata quella cicatrice.
Lei rispose che all’età di tre anni un uomo cercò di ucciderla al mercato.
Così Wei rivelò tutta la verità e capì che quel vecchietto del tempio aveva ragione: sin dalla nascita siamo destinati a qualcuno e che niente e nessuno può rompere quel legame.
tra i migliori post di sempre!
E se qualcuno, come la ragazza accanto al ragazzo, tagliasse quel filo rosso?
October Fog
Io non posso prometterti che ti salverò,ma giuro puoi scommetterci che ci proverò. Sono un perdente e tu sei tutto quello che ho,comunque vada non aver paura io ci sarò.
Low Low & Mostro, Supereroi falliti. (via abbracciami-io-tengo-a-te)
Il coraggio è fare domande le cui risposte potrebbero ucciderti.
(via the-sunflower89)
Sempre avuto.
(via iaiapici) CAZZO,SE E’ VERO.
(via pensavocheglisareibastata)
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(via quelventochemiportodentro)
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(via ilragazzodalcuorepietra)
“Voglio che per una volta siano le persone ad aver paura di perdere me.”
Tieniduropiccolasoldatessablr. (via tieniduropiccolasoldatessablr)
Sai com’è, amare è un vizio, peggio del fumo. Non ti intossica i polmoni, ti frantuma il cuore.
Federica Maneli (via profumodipassione)
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