Vorrei spendere qualche parola per questa magnifica saga, e lo faccio dopo mesi e mesi di inattivitĂ su questo profilo. Mi sembra un modo perfetto per ricominciare.
Mi sono approcciata molto tardi alla quadrilogia de “L’Amica Geniale” rispetto a quando è uscita, per mancanza di interesse o forse per mancanza di voglia. Sia benedetto il giorno in cui mi fu regalato il primo volume.
Avevo sentito parlare di questa avvincente storia di Lila ed Elena -le cui storie si sviluppano a partire dall’infanzia fino alla vecchiaia, ai giorni nostri- e tutti ne parlavano bene e addirittura erano meravigliati dalla scrittura coinvolgente della Ferrante. Sbucava ogni tanto, mi ricordava che il primo volume mi aspettava in camera ansioso di essere letto.
Iniziai a leggerlo agli inizi di dicembre e dalla prima riga ne fui catturata. Fui catturata dalla personalitĂ di Elena, per molti aspetti simile alla mia, e dalla schiacciante realtĂ dei fatti che ci vengono presentati.
Tralasciando il fatto che i personaggi sono descritti in maniera impeccabile, purtroppo questa saga conferma gli stereotipi di quella città così lontana dalla mia che è Napoli, da un contesto che non ho mai vissuto ma di cui si parla in continuazione: la mafia, la camorra, il degrado, l’omertà , la violenza. E la Ferrante ce la espone in maniera spiazzante. Si sente sempre parlare di miseria, eppure si fa finta di non vederla, come se non esistesse. Invece c’è, è presente, è insita nella nostra società e c’è chi la vive ogni giorno, sotto l’indifferenza della società e delle istituzioni.
Elena e la sua mica Lila nascono in questo contesto, e tra le due nasce subito una grande amicizia. Ma chi sono queste due persone?
Elena, la narratrice della storia, è una bambina tranquilla, insicura, bisognosa di approvazione e quindi molto brava a scuola. Frequenta le elementari quando conosce Lila, che invece è tutto il contrario: scontrosa, cattiva, dispettosa, molto vivace. Ha una personalità forte, è quella persona che noi oggi chiameremmo “leader”, sta antipatica a tutti eppure tutti la rispettano. Lila è anche lei molto brava a scuola solo che, a differenza di Elena, ci mette il minimo impegno, ottenendo i massimi risultati.
Elena è molto invidiosa e turbata da questa caratteristica dell’amica, tanto che per tutto il corso della sua vita non farà altro che mettersi a paragone con lei, arriverà ad odiare Lila e se stessa, nonostante sia ben consapevole che l’una non è nulla senza l’altra. Elena deve il suo modo di essere a Lila e viceversa. Prenderanno strade, scelte diverse, eppure sentiranno questo costante bisogno di superarsi l’un l’altra.
Perché questa storia mi ha cambiato la vita? Dal mio punto di vista ho trovato uno spunto di riflessione molto doloroso: non è facile amare dall’inizio i due personaggi. Sono delle persone, e in quanto tali commettono azioni che possiamo o meno condividere, hanno dei difetti. L’una sembra una ragazza senza personalità , che accetta qualsiasi cosa pur di elemosinare approvazione e attenzione e che soprattutto ha sempre paura di dire la sua opinione reale, plasmandola invece in base a chi ha attorno. L’altra è strafottente e a volte davvero cattiva.
Sono sempre stata abituata, sin da ragazzina, a leggere di personaggi lineari, senza sfumature, che non mi trasmettevano alcun tipo di emozione; non sono mai riuscita a sentirmi parte di una storia o di un personaggio. Elena e Lila, invece, mi hanno sbattuto in faccia la realtĂ dei fatti: siamo persone, a volte animali senza logica, commettiamo sbagli che comportano delle conseguenze.
Elena è il personaggio in cui mi sono rispecchiata quasi al novanta percento, ed è stata dura per me accettarlo. Senza volerlo la Ferrante ha centrato il segno, ha portato in superficie aspetti del mio carattere che non mi piacciono, che ho sempre voluto cambiare ma che per indole non sono mai riuscita a fare. Ora che ci penso questo è più uno sfogo che una vera e propria recensione della saga. Sto capendo solo ora -dopo aver finito il quarto e ultimo libro- che io sono Elena, e che avrei sempre e disperatamente voluto essere Lila. Inizialmente cercavo di ignorare la mia coscienza che -man mano che proseguivo con la lettura- mi diceva che alcuni aspetti del carattere di Elena sono perfettamente compatibili con i miei, che se mi fossi trovata in quella determinata situazione avrei fatto la stessa cosa, e soprattutto che vorrei rispecchiarmi in Lila con cui invece ho poco o niente in comune. Pensavo “io farei come Elena, ma se fossi come Lila sarebbe ancora meglio”.
Detto ciò, volevo ringraziare caldamente Elena Ferrante per la purezza e la sincerità che è riuscita a trasmettere con questa bellissima quadrilogia. E per quanto riguarda me, sono ben certa che da un mese buono sia iniziato il periodo della mia vita “post” Amica Geniale.