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@bel-culetto
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Source: pinterest.com
Ci racconti la tua storia?
Credo che sia giunto il momento.. quindi si. Vi parlo un po’ di me.
La malinconia mi appartiene e mi riempie gli occhi anche nei giorni felici. Per molto tempo ho deciso come avrei dovuto vivere i miei sentimenti. Spesso ho creduto di commettere un’errore, quando mi lasciavo andare “alle mie emozioni”. Sono stati anni difficili, gli ultimi, nei quali ho creduto che non sarei mai riuscita a superare o richiudere certe ferite aperte, che facevano ed hanno fatto, per tanto tempo, molto male. Il tempo passava, ed io non volevo altro che si richiudessero. Si dice che le ferite annuncino il mal tempo, che facciano più male quando sta per piovere, quando le nuvole scambiano la loro leggerezza con la pesantezza di certi nubifragi che sembrano diluvi universali. Le mie ferite hanno fatto male nei giorni di pioggia, in quelli di sole, nelle giornate calde di primavera; quando i raggi del sole cadevano dal cielo e m’illuminava il volto e non sembrava potesse esserci niente di più bello. Mi hanno fatto male sempre, le mie ferite. Tiravano tanto: quando ero da sola, quando ero tra la gente, quando non dicevo niente, quando parlavo, quando urlavo a squarciagola, quando mi sono chiusa, quando ho smesso di raccontarmi alla gente, quando ho smesso di mangiare, quando ho smesso di uscire, quando ho dovuto ricominciare a fare tutto, tutto da sola. Credevo fossero ancora aperte e l’ho creduto per molto, molto tempo. Ed ogni volta che credevo smettessero di farmi male, il tempo cambiava. Non per gli altri, non per chi si godeva il sole e neanche per chi avvertiva quei nubifragi in arrivo, ma per me. Il tempo scorreva veloce e allo stesso tempo le giornate sembravano interminabili, solo per me. Sono trascorsi anni, da quelle ferite. Non hanno smesso di farmi del male, in questi anni, ma mi hanno fatto capire tante cose. Ho capito che in realtà si erano già chiuse il secondo dopo che me le avevano inflitte e che, per tutti questi anni, l’unica carnefice di me stessa, sono stata io. Sono stata io perché mi sono chiusa. Sono stata io perché ho smesso di uscire. Sono stata io, perché, per un po’, ho smesso di mangiare. Sono stata io, ché ho lasciato che il dolore mi consumasse. Si è cibato della mia carne, delle mie lacrime, dei miei malumori, dei miei giorni… Dei miei giorni, è questa la cosa più dolorosa di tutte. E i giorni sono diventati mesi. I mesi sono diventati anni. Ed è sembrato impossibile fare qualsiasi cosa, ma non era vero niente. Non era vero niente, perché alla fine ho fatto di tutto. Ho superato qualsiasi circostanza. E qualsiasi altro dolore, sembrava piccolo quanto una formica, a confronto. Ho superato le difficoltà più grandi: le sfide con me stessa. Le ho vinte tutte, però, almeno quelle che ho vissuto fino ad ora!!! Finché non mi è rimasta solo una cosa da vincere: il tempo perso, che purtroppo non si recupera più. Così ho iniziato a fare follie. Magari delle banalità, che però sembrano abissi, quando finalmente l’effetto dell’anestesia finisce. La mia anestesia è stata auto-indotta e quindi, quando è finita, non è semplicemente finita: ha proprio smesso di esistere! La follia più grande è stata quella di rieducare me stessa all’amore per me stessa, che probabilmente ha sempre amato tutto, tranne che il suo riflesso. Non mi sono amata, ma ho amato tanto. Ed è stato questo il guasto tecnico che ha fatto saltare in aria il mio organismo. La mente umana ha porte che non tutti riescono ad aprire.Non ho mai perso la razionalità però, che, come ho scritto spesso, mi appartiene come fosse una dote innata!!! Ho infatti imparato a dimenticare “l’arte dell’arrangiarsi, senza accontentarsi mai”, che è stata la mia arte in questi anni, ed ho appreso l’arte di amarmi, così come sono. Ecco, “così come sono”, è ciò che voglio essere. Non so esattamente quante altre volte cambierò, quante altre cose mi accadranno, ma non m’importa. Il paradosso del “non voglio più perdere tempo”, anche se mentre ne parlo sembra che lo stia ancor facendo, non esisterá più. Tutto ciò che accade, adesso, serve solo a ricordarmi che la vita è MERAVIGLIOSA. Ogni tristezza aiuta. Ogni dolore aiuta. Ogni cosa aiuta. E io sono grata a me stessa per averlo combattuto, questo malessere, per non essermi lasciata andare, per essere cambiata in continuazione, ma sempre con consapevolezza, senza mai dimenticare i miei ideali, la mia essenza, il mio “io” interiore, che non ha mai smesso di urlare!!! Sono grata a me stessa per il tempo che abbiamo condiviso a “tu per tu”, perché questo tempo, seppur “perso”, in realtà mi ha permesso di allontanarmi da un contesto degradato, che invece ha rapito tante altre persone, e mi ha fortificato l’anima, facendomi ragionare con testa e cuore che parlavano la stessa lingua e si esprimevano all’unisono! Anche il tempo da soli serve. Essere circondati di persone, spesso, è solo un modo per cercare di dimenticare ciò che abbiamo dentro. Non ho mai voluto dimenticarlo, io. Forse è proprio per questo se ho capito che non è il dolore che ti causano gli eventi a distruggerti, ma siamo noi stessi a permetterlo, poiché incapaci di riuscire a riconoscere il dolore e di affrontarlo. L’esperienza aiuta. Ogni cosa, aiuta. Non sono ancora felice di ciò che ho, ma sono felice di ciò che sono! Ed è questo che più conta.
Mi chiamo Doriana. Non ho mai voluto raccontarvelo perché nella mia vita, al di fuori di qui, ci sono un sacco di cose che nessuno sa, ed ho sempre ritenuto opportuno che fosse così.Abitando in un contesto molto piccolo, dopo quella che é stata la mia ferita più grande, mi sono allontanata dalle persone idealizando il mio mondo. Durante questi anni, ho capito cosa conta, chi conta davvero: “sé stessi” è la prima voce di questa lista. La vita è davvero meravigliosa. E dovremmo smetterla di dire che non abbiamo una gioia, perché in realtà ne siamo CIRCONDATI e non ce ne accorgiamo. È vero, alle volte la felicità sembra così lontana dalle nostre giornate, dalle nostre vite, ma non è così. Avremmo davvero il potere di cambiarlo, questo modo, di renderlo un posto migliore, iniziando dal migliorare noi stessi, e invece ci lasciamo condizionare da un contesto privo di sviluppi positivi, da una società stanca e martoriata, che giorno per giorno molla sempre di più le redini e ci fa cadere a picco!
Non conosciamo più il rispetto, non sappiamo più cosa siano i valori, abbiamo paura di vivere le nostre emozioni! Abbiamo paura del giudizio. Abbiamo paura di non essere abbastanza. Abbiamo paura di non valere niente, mentre in realtà siamo incredibili.Cerchiamo di apparire per ogni cosa, in ogni contesto, soffriamo la competizione, non riusciamo più a pensare senza chiederci cosa potrebbero credere di noi gli altri, sentendoci esprimere la nostra opinione. Ricerchiamo di continuo “la perfezione”, siamo condizionati dai canoni estetici, ma non ci accorgiamo del fatto che un cuore che batte, è già la perfezione!!! Perfezione non é essere belli, avere qualcuno accanto, piacere a tutti. Piacere a tutti non significa essere amati. Amore non è egoismo. Egoismo non è scegliere per sé stessi quale sia la cosa migliore da fare. La cosa migliore da fare non è seguire la strada più facile. E la strada più facile non è quella che percorre “la massa” che, anzi, è tutto ciò che dovremmo evitare. Non abbiamo bisogno di essere qualcun altro per stare bene. Non abbiamo bisogno di diventare come nessun’altro, per stare bene. Quello che vorremmo essere, é tutto ciò che dovremmo aspirare ad essere. Senza condizionamenti, senza più paure, senza più competizioni malsane, senza niente che non siano il rispetto per sé stessi e per gli altri!!! Tutto qui.
A quelli come me (malinconici, nostalgici, con l’anima inquieta che fanno fatica ad apprezzare sé stessi, ma che hanno fame di VITA) auguro che possa essere sempre e per sempre così.
Si cambia tutti i giorni: il nostro riflesso negli occhi della gente è solo una riproduzione distorta di ciò che siamo. Vi auguro di cambiare con consapevolezza, di imparare a riconoscere voi stessi e di amarvi per ciò che siete! Vi auguro di perdervi, perché serve, ma di riuscire sempre a ritrovarvi. Forse un po’ ammaccati, forse con gli occhi stanchi, ma sempre INTERI. Perché, per quanto difficile possa essere o sembrare, questa vita vale la pena di essere vissuta!!!
Così come sei, quando sei a casa, quando nessuno ti guarda, quando non senti di aver paura, di dover dare spiegazioni, quando ti confronti con chi ti vuole bene, quando vai al cinema e non c’è nessuno che ti accompagna, quando sei in auto da solo e non puoi fare a meno di pensare che senza pensare non ci sai stare… Ecco: così come sei, é tutto ciò che dovresti voler essere!
Grazie di essere diventati così numerosi, in questi anni. Da oggi, anche le mie parole avranno un volto! E potrete condividerle pensando che, questo url, è un ricordo felice di un frammento di vita passata, ma Doriana è tante altre cose. Tanto altro. Non so se vi piacerà, ma non m’importa. E dovreste pensare lo stesso! Un bacio grande, sempre io.
Dolce & Gabbana S/S 2015