Considerare che sei la ragione per cui io vivo, questo è o non è amore?
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@believeinpeoplenotingod
Considerare che sei la ragione per cui io vivo, questo è o non è amore?
L'amore, l'amore che cos'è? Nella mia ignoranza credevo che fosse gioia, felicità, sentirsi completi ed invincibili, il suono della risata di un bambino, gli occhi dello stesso bambino che ammirano qualcosa di ignoto, una carezza, un bacio. Nient'altro. Invece sto scoprendo che l'amore è anche ossessione morbosa, passione, avere il fiato corto quando si pensa all'altro, sentirsi soffocare, il battito del cuore che prima accelera e poi sembra non poter riprendere più, follia, totale follia, voglia di gridare e di non separarsi mai, dolore, sofferenza, tristezza, tanta tristezza, paura, soprattutto paura.
È amore il primo o è amore il secondo? O è amore tutto? Io non lo so, ma vorrei urlare e piangere ed essere abbracciata.
Se non uccide, fortifica. Ma se uccide?
Carezze e morsi
Ma a volte entrambi fanno male.
L'amore, un gioco da ragazzi
Ho sempre sentito dire che quando si trova quello giusto c'è un momento ben preciso in cui si capisce che è proprio lui, c'è un momento in cui un faro lo illumina, tutto intorno non c'è più niente e scatta qualcosa di speciale. Non lo si capisce gradualmente, è un fulmine a ciel sereno che ti squarcia l'anima e ti fa brillare il cuore. Ecco, a me è successo l'altra sera. Eravamo in macchina, fermi al semaforo, lui al volante. Io, coi miei vent'anni (forse solo anagrafici), gli ho "rubato il naso" come si fa coi bambini. Lui ha cercato di riprenderselo e io in paga gliel'ho buttato fuori dal finestrino. Costernato, ha rubato a sua volta il mio naso e mentre cercavo di riacchiapparlo, lui se l'è sistemato al posto di quello che ormai rotolava per strada. Io ho sfoggiato la mia espressione imbronciata sperando che me lo ridesse, ma lui se l'è tolto, l'ha diviso a metà e me ne ha data una parte. E in questa assurda scenetta da scuola materna ho capito che quello era l'amore.
Cicatrici
La prima volta è per provare. Un tocco leggero, un graffio in superficie. La seconda è per conferma. Poco più della volta prima. La terza è perché forse forse ti sembra che un po’ aiuti. Cerchi un posto non tanto in vista, in un certo senso è come per un tatuaggio. La quarta volta ne senti come il bisogno, è come se dovessi punirti per qualcosa. Carchi di più senza nemmeno accorgertene. Niente di grave comunque, niente di pericoloso. Però provi come un senso di vergogna, capisci di avere un problema o forse una catena di problemi, ma non vuoi chiedere aiuto, non vuoi passare per pazza, hai paura e già sai che non verresti compresa. Un po’ lo sapevi già che saresti finita così prima o poi. Pensavi però che non ne avresti avuto il coraggio. Ti sei stupita di te stessa. Poi ti stupisce il senso di pace che ti avvolge. Speri che la quinta volta avrai di nuovo coraggio, ma questa volta per fermarti.
Un abbraccio e un “ci sono qua io”, per favore.
L'amore, l'amore che cos'è? Nella mia ignoranza credevo che fosse gioia, felicità, sentirsi completi ed invincibili, il suono della risata di un bambino, gli occhi dello stesso bambino che ammirano qualcosa di ignoto, una carezza, un bacio. Nient'altro. Invece sto scoprendo che l'amore è anche ossessione morbosa, passione, avere il fiato corto quando si pensa all'altro, sentirsi soffocare, il battito del cuore che prima accelera e poi sembra non poter riprendere più, follia, totale follia, voglia di gridare e di non separarsi mai, dolore, sofferenza, tristezza, tanta tristezza, paura, soprattutto paura.
È amore il primo o è amore il secondo? O è amore tutto? Io non lo so, ma vorrei urlare e piangere ed essere abbracciata.
Io ci vengo, se vuoi,
di notte, a baciarti di nascosto.
Fingi pure di non svegliarti,
ma almeno sorridimi,
ad occhi chiusi.
Nelle foto in cui siamo insieme mi sento quasi bella, anche se poi bella non sono mai, ma mi piaci tu.
Non mi amo abbastanza per riuscire a credere di poter essere amata. Quale eterna sofferenza, essere innamorati non di noi stessi, ma di un altro.
L'amore è uno schiaffo che t'arriva dritto in faccia inaspettato, una roba che non hai nemmeno il tempo di alzare un braccio per proteggerti. Una sberla ben assestata, che ti lascia i solchi delle dita sulla guancia. Ed è amore quando accarezzi quei solchi e non la tua guancia dolorante.
L'amore, l'amore che cos'è? Nella mia ignoranza credevo che fosse gioia, felicità, sentirsi completi ed invincibili, il suono della risata di un bambino, gli occhi dello stesso bambino che ammirano qualcosa di ignoto, una carezza, un bacio. Nient'altro. Invece sto scoprendo che l'amore è anche ossessione morbosa, passione, avere il fiato corto quando si pensa all'altro, sentirsi soffocare, il battito del cuore che prima accelera e poi sembra non poter riprendere più, follia, totale follia, voglia di gridare e di non separarsi mai, dolore, sofferenza, tristezza, tanta tristezza, paura, soprattutto paura. È amore il primo o è amore il secondo? O è amore tutto? Io non lo so, ma vorrei urlare e piangere ed essere abbracciata.
Scegliere. Ce lo dicono sin da quando siamo piccoli, o meglio ce lo fanno capire, che nella vita noi potremo scegliere tutto, tranne ciò che ci riguarda. Prendi il nome, un fardello che uno si porta da quando nasce all'eternità: ce lo scelgono i genitori, e noi non abbiamo scelto neppure loro. Poi, saltando qualche tappa, arriviamo all'età dei giochi di squadra e quando viene nominato un capitano per comporre le formazioni, è lui che sceglie chi chiamare. E se tu rimani per ultimo? Ci rimani male, ma per lo meno non sei obbligato a restare fuori dai giochi, anche se all'ultimo e indirettamente vieni scelto. Poi arriva la stagione dell'amore. E lì, va bene, un po' scegli tu, ma, a conti fatti, se nessuno sceglie te, ti resta poco da fare, a meno che tu sia Petrarca e ti metta a scrivere qualche sonetto, allora va bene anche non essere scelto. Ma quello che forse fa più male se non hai talento per la poesia è quando qualcuno ti sceglie inizialmente, e tu hai scelto lui; poi all'altro si presenta un bivio e tu sei al fondo di una delle due vie e, inebriato dall'esperienza pregressa, di quando ti ha scelto tra decine di persone (non si può dire tra miliardi perché non le ha conosciute tutte, anche se tu penseresti che avrebbe comunque scelto te, visto che ci hai preso gusto), lo attendi a braccia aperte. Hai scelto di fare così, ma tra le fronde che separano il tuo sentiero dall'altro, ad esso parallelo, vedi quel qualcuno camminare senza indugio, dirigersi là dove tu non ci sei. Sai che ne è consapevole. Lui sa. Ma continua per la sua via, non pensa di tornare indietro. Lui non ti ha scelta, ma tu sì e, tuo malgrado, rimani a braccia aperte ad aspettare il suo ritorno. E aver preso una decisione non è bastato, perché l'altro ha già deciso anche per te, buttando all'aria i tuoi progetti senza nemmeno accorgersene. E tu che invece sei coerente, rimani, ma non hai potuto scegliere nemmeno stavolta.
All'apparir del vero Tu, misera, cadesti
Semper
Sei la mia ragazza, non potrei mai farti soffrire.
Lui (via believeinpeoplenotingod)
Palle colossali