Alcuni anni fa ho avuto un serio problema coi sensi di colpa e così mi sono auto assegnato alcune responsabilità, credendo che potesse solo aiutarmi. Questo mi ha portato a vivere abusi di ogni tipo - "ben mi sta" - dicevo. È andata così finché ho realizzato che avevo iniziato a sentirmi responsabile anche per ciò che non era in mio potere. Come le decisioni sbagliate degli altri, l'insicurezza che provavano e il loro benessere psicologico. "Eppure ho provato, perché non va meglio?" - "Cosa sto sbagliando? Perché non riesco a fare sentire a proprio agio questa persona?" - "Non riesco a ispirare sicurezza, come mai?" - "Perché mi trattano con distacco? Forse non sono abbastanza simpatico". Da allora è sempre stato così: un continuo degenerare, una missione alla ricerca della mia colpa. Una sola fottutissima domanda che mi ha martellato il cervello per quattro, cinque, sei anni - "dove sto sbagliando?". Così ho iniziato a provare rancore nei miei stessi confronti, temendo di non riuscire a vedere l'errore, distorcendo qualunque cosa pur di renderla una mia responsabilità. Diventando ipervigile pur di potermene rendere conto in anticipo, scavando nei meandri dei perché senza arrivare a un dunque. Mi sono reso inadeguato ai miei occhi e sono finito a chiedermi - "cosa cazzo ho che non va?". NIENTE, non ho qualcosa che non va, ho solo reciso di netto una buona porzione di quello che sono in favore del "prossimo". Mi sono solo dimenticato di quanto i soggetti irresponsabili di quello che dicono, fanno o pensano, tendano sempre a dare la colpa a chiunque non sia loro. È chiaro, non sono "innocente" al 100%, tutti hanno le proprie colpe. Chissà quante volte mi sarà successo di fare qualcosa di sbagliato di proposito pur di ribellarmi a tutti questi meccanismi. Pur di cercare d' interrompere questo ciclo infinito a mia insaputa. Non mi giustifico, lo ammetto di aver fatto cagate. Perché cazzo voi non ci riuscite? Mi vergogno anche di pubblicarla una cosa del genere, perché è davvero personale. Questa è la mia rabbia, 'sta roba mi fa un male cane. L'indifferenza, quello sguardo del cazzo della serie "anche questa volta è colpa tua", il trattamento del silenzio, i discorsi senza neanche la più triste e vaga idea di cosa diavolo si stia dicendo. Le inquisizioni di massa, i circoli fatti per parlare male del prossimo, i pettegolezzi, le tattiche d'indagine, spiare la gente. Aspettarsi un cazzo di risultato e dare la colpa a chi vi sta davanti perché non lo ha raggiunto non vi rende persone con alti standard, no. Vi rende come dei datori di lavoro, molto più vicini a un capitalistico senso di desiderio. Solo che voi non licenziate chi risulta disfunzionale, NO, lo tenete al vostro scomodo fianco. Perché non si sa mai che un giorno possa darvi tutto quello che chiedete, al modico prezzo di eclissarsi. "Signora suo figlio è intelligente ma si applica poco a PULIRMI IL FOTTUTO CULO OGNI VOLTA CHE VADO A CAGARE" Il prossimo ha di meglio da fare piuttosto che stare a sentire le vostre critiche "costruttive" costruite sulla base di quello che volevate quando avevate otto anni. Ha sicuramente di meglio da fare che pulire la merda emotiva che vi fuoriesce da ogni orifizio. Mi sembrate bambini che piangono e sbattono i piedi a terra. Provo ad accontentarli ma poi c'è sempre qualcosa che va a puttane ed è sempre, PUNTUALMENTE colpa mia. "Scusami, ho fatto tre ore di ritardo" "Sì, io ho iniziato a fare altro, magari ci vediamo dopo" "Cosa?! Dovevi aspettarmi per tre ore immobile pronto a scattare alla mia chiamata, sei uno stronzo egoista" Questa è solo un'iperbole immaginaria, così, giusto per sfogare la fantasia. Mi fate davvero incazzare anche in questo momento, perché di tutte le stronzate che mi dite ho fatto un riassunto, ed è questo. È raro che qualcuno abbia tutta la responsabilità di quello che succede. Credere di non centrare mai nulla è un atto di superbia compiuto nei confronti della vostra pseudo santità. È necessario avere un minimo di coscienza per riconoscere le cause che hanno portato ai risultati di cui ci si lamenta. Perché è bene esaminare a quello che fanno gli altri ma è meglio guardare anche a ciò che si è fatto. Perché non siete esenti da errori, perché non tutti vogliono starvi a dire dove avete sbagliato. Perché quello in cui credete non è il testo sacro della vostra cazzo di dottrina. E in fine perché gli altri non sono come voi e con tutte le probabilità non sentono neanche il bisogno di esserlo.