Cara ex migliore amica,
ogni tanto mi fermo a pensare.
Ogni tanto, in realtà, mi metto lì seduta a guardare delle vecchie foto. E in ognuna di essere c'eri tu.
Oggi non siamo in foto insieme neanche se si tratta di selfie di gruppo. Ho semplicemente imparato a non farci caso, a non dar peso al fatto che ormai nella mia vita non ci sei più e che sei quasi un'estranea.
A volte mi fermo a pensare a quanto ci siamo odiate all'inizio, a quanto ci siamo avvicinate per una stupida questione sentimentale -che a pensarci adesso, mi viene da ridere- e ci siamo scoperte due anime identiche, due menti unite dalle stesse paure, gli stessi pensieri, gli stessi sogni, le stesse speranze.
Anche passare un pomeriggio seduta sul divano insieme a te mi sembrava la cosa più bella: io, tu, il resto del mondo lontano.
Ti guardavo ed era come guardarmi allo specchio e se io arrivavo ad odiarmi qualche volta vedendo la mia immagine riflessa, con te non capitava mai.
Ricordo delle giornate passate a mangiare patatine, a guardare film con la pioggia fuori, le notti in bianco a ridere sottovoce per non svegliare gli altri, i caffè e i tè freddi, i segreti più intimi raccontati sottovoce, le giornate intere a scriverci dicendoci tutto senza raccontarci nulla.
In particolare mi ricordo di te come ci si ricorda di un angelo custode, passato lì per caso, che mi ha salvata tante volte e che poi ha cercato un'altra anima da proteggere.
Me le ricordo bene le giornate passate ad abbracciarmi forte e ad asciugarmi le lacrime, a dirmi che dalla vita potevo pretendere di più.
E poi è successo che quel più, silenziosamente, mi è arrivato.
E non ci sono più state lunghe telefonate a chiedere consigli, non ci sono più state lunghe giornate stese sul letto a cercare spiegazioni.
Non avevo più nulla di cui lamentarmi e parlare troppo della mia felicità mi sembrava quasi scocciarti… Così ci siamo spente.
Forse hai creduto che io non avessi più bisogno di te, mentre dentro morivo dalla voglia tante volte di sentirmi protetta.
E quante cose ho visto cambiare nella tua vita, quante cose mi sono state taciute e quanto avrei voluto condividere con te ogni piccola gioia e ogni piccolo dolore.
Ti sono stata vicina quanto ho potuto, quanto mi hai permesso, quanto mi era concesso.
Non mi è mai sembrato abbastanza e il vuoto dentro me, causato da te, è cresciuto sempre di più.
È vero: sono cambiata ad un certo punto, tanto da non riconoscermi nemmeno più. È stato un cambiamento doloroso, che neanche io accettavo all'inizio e tu forse l'avevi capito che non ero più quella di prima. Credevo che tu potessi capirmi, accettare il fatto che stessi crescendo, che non fossi più l'ingenua ragazza di quindici anni che avevi conosciuto.
E invece non ti sono più piaciuta, nonostante avessi provato a spiegarmi.
Ma non ero cambiata davvero… Ero sempre io. Quella sorridente, quella sognante, un po’ malinconica, credulona, permalosa, acida con tanta dose di dolcezza… Semplicemente avevo capito cosa valeva la pena raccontare e cosa no, non che non mi fidassi, è che ti vedevo così lontana a volte, così presa dalla tua nuova vita, dalle tue nuove abitudini, dalle tue nuove amicizie, che avevo paura di annoiarti con le mie stupidaggini.
Ed oggi eccoci qui: due estranee che si dicono ciao, che non hanno il coraggio di guardarsi negli occhi per più di quindici minuti.
Ma tu la tua nuova “metà” l'hai trovata, tu hai fatto presto a dimenticare i nostri momenti, la nostra amicizia.
Io invece, qualche volta, ancora piango.
Come oggi che mi sono messa a guardare le nostre foto.
Io, qualche volta, ancora avrei voglia di tornare indietro nel tempo e darti uno di quegli abbracci che mi facevano sentire a casa, come se tutto andasse bene.
Io volevo dirti solo una cosa: sono felice.
Sì, forse non lo sai, o forse lo hai intuito, ma le cose nella mia vita vanno abbastanza bene… Ci ho fatto l'abitudine a non vederti seduta sul mio letto con il telefono tra le mani a ridere degli altri; ci ho fatto l'abitudine a non vedere le tue foto stupide su whatsapp o le tue simpatiche minacce di mandarmi a fanculo se non avessi smesso di riversare su di te i miei sintomi premestruali… Sì, ci ho fatto l'abitudine a stare senza di te.
Per questo non voglio più qualcuno che sia come te nella mia vita.
Io non voglio un'altra amica. Io volevo te.
E mi dispiace per chi ci prova a conquistare il mio cuore… Volevo solo dirti che è ancora tuo quel pezzo riservato all'amica del cuore e che nonostante tu non mi abbia mai dato spiegazioni e sia andata via a passi veloci, decisi e determinati, nonostante tutte le lacrime che ho versato sulla spalla del mio “di più dalla vita”, io sarò sempre qui ad aspettare un tuo messaggio con scritto “Vengo da te, mi annoio da sola” come quei pomeriggi in cui improvvisamente mi piombavi in casa, perché non c'era nessun altro posto in cui volessi essere.
Ecco, solo questo.
Io sono ancora qui ad aspettare che tu mi dica che nonostante tutto sono io la tua amica del cuore.
E se un giorno dovessi leggere queste parole, ti prego di scrivermi solo se un po’ ti manco anche io, solo se hai voglia di recuperarCI.
Altrimenti, ti prego, continua a far finta che sia una qualunque come hai fatto fino ad oggi… Mi fa meno male di un tuo “Mi dispiace, le cose cambiano”.