"Il vero fallimento non è finire una storia ,ma continuare quella vita nonostante tutto."

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@caino97
"Il vero fallimento non è finire una storia ,ma continuare quella vita nonostante tutto."
Pensavo che solo il "disamore" avrebbe potuto dividere me e te, eppure alla fine dei conti, a partita finita, io, mi rendo conto che a dividerci siamo stati noi, il tempo, i dispiaceri, quelle parole dette a metà, o quelle parole dette di troppo, che alla fine, hanno sempre fatto un pó male.
Adesso so che a dividerci non è stato il solo non amarsi più, ma quello che ci ha portati piano piano, a dire basta, è finita.
RT
Smetterò di amarti e ti dimenticherò
Quando venerdì sarà mercoledì,
quando le rose cresceranno dappertutto,
azzurre, come uova di tordo.
Quando il topo griderà “chicchirichì”.
Quando la casa si reggerà sul comignolo,
quando il salame mangerà l’uomo
e quando ti sposerò.
Andrej Voznesenskij, Mai
Siamo in macchina. La pioggia é fredda e dura, e picchia contro i finestrini come le nocche di una mano chiusa.
«Perché non puoi essere più sensibile?» la mia voce trema, consumata dalla rabbia e dalla stanchezza. I capelli sciolti, arruffati e in disordine mi fanno assumere un aspetto selvaggio.
«Lo sai.» mi ammonisci, e il gelo delle tue parole mi fa sbocciare piccoli brividi lungo la spina dorsale. «La sensibilità mi ha fatto soffrire tantissimo. Ho smesso di essere quella persona. E non la sarò più. Nemmeno per te. Ho fatto un percorso per diventare quello che sono ora, che mi é costato fatica e sacrifici. Non manderò tutto all’aria proprio ora.» la tua espressione diventa severa, ma la tua voce é distante, come se provenisse da angolo remoto del tuo cuore. Le tue mani hanno lasciato le mie gambe e sono ferme sul volante della tua macchina spenta. Detesto il modo in cui controlli il tuo respiro e il tuo corpo. Fa sembrare me ancora più fragile e vulnerabile.
I polsi mi tremano, come le ginocchia. Sento le guance umide per le lacrime bollenti e silenziose che hanno iniziato a scendere sempre più copiose a mano a mano che parliamo. «Non… non capisci che andando avanti così finirai solo per farmi male? Perché pretendi che dall’altra parte ci sia una pietra, e non un apersona?» vorrei urlare, ma il respiro mi stringe la gola, costringendomi a sussurrare, interrotta da singhiozzi improvvisi che mi squassano il petto. Cerco il tuo sguardo con occhi imploranti, ma mi rifiuto di aggrapparmi alle tue spalle per ricevere finalmente la tua attenzione.
Quando, finalmente, tu ti giri, é in qualche modo ancora più doloroso. Perché assume tutto il peso del reale. Dei tuoi silenzi laddove ci sarebbero dovute essere prole di conforto e di rassicurazione. Delle tue carezze sterili al posto di baci appassionati. Dei tuoi «sono stato sincero» invece di un «mi dispiace di averti ferito». Un intero mondo mi crolla addosso, spezzandomi le ossa e le speranze e facendo a brandelli la mia sicurezza e quel poco di autocontrollo che ancora annaspava in me.
Vorrei dirti «non ce la faccio», vorrei dirti «é troppo da sostenere» vorrei dirti «sono emotivamente sfinita. Per favore, almeno questa volta, risparmiami le tue frasi glaciali e scaldami. Non lo vedi quanto sangue sto perdendo?»
Invece respiro con la bocca l’aria piena di polvere e sale dentro la tua macchina, abbassando le ciglia umide e stringendomi fra le braccia a mo’ di scudo contro una tempesta che al posto di finire é destinata ad annientarmi. «Perché continui a punirmi?» ti domando invece, con tono accusatorio.
«Quando ti comporti così, é come se mi stessi facendo pagare, a causa della mia sensibilità, tutto il dolore che hanno fatto a te. Smettila di punirmi. Se sono davvero la persona che ami, allora inizia a trattarmi come tale!». Ho questa frase sulla punta della lingua. La sento fremere, come se la mia lingua fosse un serpente e non vedesse l’ora di morderti, appena dischiudessi le labbra.
Ma non posso, non riesco mai a farlo. E ogni parola diventa un peso che mi si lega al cuore. É straziante. Come se fosse prosiamo a traboccarmi dal petto e spegnermi per sempre, riducendomi a una vecchia bambola rotta, con un vestito sdrucito e un odore stantio, il genere di odore che impegna le cose che sono state gettate in un angolo a marcire o in fondo a un cassetto.
Quando prendi solo senza dare, anche le cose inanimate muoiono un po’.
E mentre giri la chiave nella toppa e accendi il motore, io mi guardo le mani e vedo la mia pelle schiarirsi, e traslucida sotto la luce dei lampioni é uguale alla porcellana. Chissà, forse se mi lasciassi cadere, potrei frantumarmi davvero questa volta.
Pensieri delle 00.35
Qualcosa dentro di me si è rotto per sempre ed ha fatto un frastuono che ho sentito solo io.
-Movimento per l’Emancipazione della Poesia-
+27
Un altro anno è passato, adesso sono 27. Perché ogni anno è così diverso dal precedente? Ogni anno quando arriva il giorno del mio compleanno ritrovo la mia vita ribaltata e stravolta. Non ho mai certezze se non quelle che ogni anno è differente da quello di prima.
Puzzo di alcol, mi mancano 4 ore di sonno perché domani mattina lavoro e domani pomeriggio arriva lui.
Beh che dire?
Tanti auguri a me e che sia un compleanno indimenticabile 😎❤
Come stile di vita proprio.
“Mi sembra che la vita mi pesi più che agli altri. Ma non solo in senso negativo, anche sulle cose belle, mi sembra tutto gigantesco, però gli altri non la vedono così.”
Daniele Mencarelli
La bellezza è dappertutto
la bellezza
è a due sole dita dalla bontà.
Virginia Woolf
@itsmyecho
Non si dimentica niente.
Le cose cambiano solo posto,
ma rimane tutto dentro.
Sigmund Freud
“Tu vali.
E chi non lo comprende
va lasciato dov'è.”
— Martina Boselli
Cosa vuol dire amare?
Tu lo sai?
Amare per me fu tenere il suo respiro tra le braccia e scoprire che ogni altro rumore
si era spento.
Margaret Mazzantini
Ho questo difetto. Ho paura di disturbare. Anziché chiedere e invadere, scivolo inosservato nello spazio tra una parola e l’altra. E scompaio nello sfondo del mondo, temendo di dire la cosa sbagliata
-Fabrizio Caramagna (via Credevoinquellostupidotiamo)
C'è sempre bisogno di poesia, di acqua e di sole. Sempre.
LaPugile
Sono in quel momento della mia vita in cui quel che più amavo mi ha distrutto; ma non rimpiango nulla.
È dalle macerie in cui mi hanno lasciato che ho costruito e sto tutt'ora costruendo la parte migliore di me.
E. Palesa
Buongiorno!