io 14 anni li darei anche al parrucchiere della moglie di Roggero
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@casoecose
io 14 anni li darei anche al parrucchiere della moglie di Roggero
ma che li chiamate a fare Tancredi questi bambini se poi devono dire pultroppo, salciccia, sandoletti, me l’ho messo e artalena
scusate l’ondata di caldo è il mio computer che renderizza da 18 ore
what doesn’t kill me leaves a pit in my stomach that never goes away
se vedo un altro concept store mi sparo in bocca
alla fine l'intellettuale che legge susan sontag e sottolinea con una koh-l-noor sei tu
la frutta realistica: l'homo sapiens che modifica il cibo per dargli la forma del cibo solo per compiacere una macchina che decide cosa far vedere ad altri homo sapiens
Darwin lo avrebbe trovato affascinante, poi si sarebbe chiavato in corpo un cornetto blackeuait di cipciop e un latte menta alle tre di notte
è stato già detto Erri De Suca?
un esercizio di immaginazione
con la pazienza del monaco buddista aspetto sulla riva del fiume la revisione del processo a Rosa e Olindo
l’intellettuale che corregge continuamente la pronuncia altrui possiede un tono di voce umido, da seminterrato dove vengono lasciate biciclette inutilizzate e casse d’acqua comprate durante il lockdown. Frequenta librerie indipendenti che odorano di carta stagnante e insofferenza passiva, nelle quali acquista quasi esclusivamente libri che non leggerà mai davvero ma che sottolineerà con una matita Koh-I-Noor perché “la penna violenta il testo”. Ha una tote bag color avena con stampata una frase di Susan Sontag ormai consumata da anni di pioggia, vino rosso e macchie d’olio lasciate da panini vegetariani mangiati in piedi durante festival culturali finanziati dal comune. Quando parla di cinema usa almeno tre volte l’espressione “sguardo registico”, anche riferendosi a video di gente che cade dagli scooter su TikTok, e pronuncia “Nìce” con la stessa gravità con cui un medico comunica una diagnosi irreversibile. Beve solo vino naturale che “sa di cantina viva”, formula elegante per descrivere un persistente retrogusto di rame ossidato e stracci umidi, e interrompe le conversazioni con precisazioni inutili che tutti fingono di ascoltare più per sfinimento che per rispetto. La sera torna nel suo monolocale, apre un saggio francese sulla decostruzione del desiderio contemporaneo e dopo tre pagine si addormenta vestito, illuminato da una lampada Ikea che rende l’accumulo di piatti sporchi vagamente simile a una natura morta fiamminga
Dove sei finita? Torna.
e me lo chiede chi?
mi sento Darth Maul quando viene tagliato a metà e continua a vivere
ti piace scambiare i nudes con le persone che ritieni interessanti?
io vi giuro non mi spiego queste domande
“Self-Portrait in Blue” by Nan Goldin, 1980.
Rapina con Bastoni incommentabile
ha infastidito pure me la simulazione di Bastoni ma che devo dirti? Quando ce l’hanno fatta i vari Cuadrado e Pjanic del caso non mi pare qualcuno si fosse scusato